<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Sopravvissute Archivi - Resistere alla Cultura del Porno</title>
	<atom:link href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/category/sopravvissute/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/category/sopravvissute/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Thu, 20 Mar 2025 14:33:42 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=6.9.4</generator>

<image>
	<url>https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2019/12/cropped-RF-logo2-32x32.png</url>
	<title>Sopravvissute Archivi - Resistere alla Cultura del Porno</title>
	<link>https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/category/sopravvissute/</link>
	<width>32</width>
	<height>32</height>
</image> 
	<item>
		<title>Sesso con 100 uomini in 24 ore: l’abuso degli uomini e l’autolesionismo di una giovane donna</title>
		<link>https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2025/03/19/sesso-con-100-uomini-in-24-ore-labuso-degli-uomini-e-lautolesionismo-di-una-giovane-donna/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RcpResFemAd]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 19 Mar 2025 17:04:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pornografia]]></category>
		<category><![CDATA[Sopravvissute]]></category>
		<category><![CDATA[cultura dello stupro]]></category>
		<category><![CDATA[industria del porno]]></category>
		<category><![CDATA[pornografia]]></category>
		<category><![CDATA[pornografia e violenza sulle donne]]></category>
		<category><![CDATA[violenza maschile sulle donne]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/?p=490</guid>

					<description><![CDATA[<p>Traduzione dell&#8217;articolo di Collective Shout: Sex with 100 men in 24 hours: Opportunistic men and a young woman’s self-harm, di Caitlin Roper&#160; Il comune denominatore è una cultura che normalizza l&#8217;oggettificazione delle donne, mentre&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2025/03/19/sesso-con-100-uomini-in-24-ore-labuso-degli-uomini-e-lautolesionismo-di-una-giovane-donna/" data-wpel-link="internal">Sesso con 100 uomini in 24 ore: l’abuso degli uomini e l’autolesionismo di una giovane donna</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-gallery aligncenter has-nested-images columns-default is-cropped wp-block-gallery-1 is-layout-flex wp-block-gallery-is-layout-flex">
<figure class="wp-block-image size-full"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="450" height="236" data-id="496" src="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2025/03/f_-100-uomini-in-14-ore-il-lato-oscuro-del-record-hard-non-lo-consiglierei-a-nessuno-1hzdx.webp" alt="" class="wp-image-496" srcset="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2025/03/f_-100-uomini-in-14-ore-il-lato-oscuro-del-record-hard-non-lo-consiglierei-a-nessuno-1hzdx.webp 450w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2025/03/f_-100-uomini-in-14-ore-il-lato-oscuro-del-record-hard-non-lo-consiglierei-a-nessuno-1hzdx-300x157.webp 300w" sizes="(max-width: 450px) 100vw, 450px" /></figure>
</figure>



<p>Traduzione dell&#8217;articolo di<a href="https://www.collectiveshout.org" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer"> Collective Shout</a>: <a href="https://www.collectiveshout.org/sex-with-100-men-in-24-hours" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">Sex with 100 men in 24 hours: Opportunistic men and a young woman’s self-harm</a>, di Caitlin Roper&nbsp;</p>



<p>Il comune denominatore è una cultura che normalizza l&#8217;oggettificazione delle donne, mentre difende gli uomini che se ne approfittano.</p>



<p>La settimana scorsa è stato pubblicato un documentario su YouTube che racconta l’esperienza della modella inglese di OnlyFans Lily Phillips: la sfida consisteva nel fare sesso con 100 uomini in un solo giorno.</p>



<p>Il documentario, prodotto dal YouTuber Josh Pieters, segue Lily prima e dopo la sfida sessuale. Con un sorriso accennato, cercando di trattenere le lacrime, con gli occhi rossi e doloranti a causa di così tante eiaculazioni, la fragile ventitreenne descrive l&#8217;esperienza come “intensa” e lascia la stanza in lacrime.</p>



<p>In risposta al video virale, estratto dal documentario, molti spettatori hanno minimizzato i danni evidenti subiti da Lily, sostenendo che fosse stata lei <em>a scegliere </em>di partecipare. Secondo costoro, se l’attrice ha scelto di essere usata da quegli uomini, allora il danno non conta. Gli uomini che l’hanno usata, invece, sono esentati da ogni responsabilità. Noi riteniamo che le cose non stiano assolutamente così</p>



<p><strong>Cento approfittatori – alcuni arrivati dall’estero per trascorrere da due ai cinque minuti con Lily – tutti in fila per partecipare ad un atto di autolesionismo estremo da parte di una giovane donna vulnerabile.&nbsp;</strong></p>



<p>Dal video emergono segnali evidenti che dimostrano come la ragazza non sapesse che, essere trattata come un oggetto da parte di 100 uomini sconosciuti, fosse una violazione del suo corpo.&nbsp; Lily ha descritto la sua esperienza elencando sintomi di uno stato di dissociazione: il fatto di sentirsi un robot, ricordarsi solo cinque o sei uomini su cento. Che lei abbia “scelto” (un concetto discutibile nella cultura pornografica, come spieghiamo ormai da 15 anni) di partecipare o meno, ha comunque subito le conseguenze di abusi reiterati.&nbsp;</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><strong>&#8220;Amo profondamente il mio lavoro&#8221;: Vendere una fantasia</strong></p>



<p>Lily è entrata nell&#8217;industria pornografica mentre era ancora all’università. Dice di “adorare” fare porno su OnlyFans e insiste nel dire che si “diverte”, ma ammette anche di aver ricevuto richieste sempre più disturbanti da parte dei suoi abbonati di sesso maschile, come quella di soffocarsi con un sacchetto in testa. Inoltre, ha scoperto che tra i suoi abbonati ci sono vecchi compagni di scuola e amici di suo padre (sua madre è la sua manager).</p>



<p>Lily confessa di sentirsi sola e teme che nessuno vorrà mai sposarla, a meno che non sia anch’egli nel settore o un uomo che voglia “prestarla” ad altri. Fa anche delle battute, dicendo che lei è “buona per una sola cosa”.</p>



<p>Nonostante ciò, Lily ha dichiarato a Pieters di essere entusiasta all’idea di fare sesso con 100 uomini in 24 ore, dicendo che fosse una sua fantasia – “qualcosa che aveva sempre voluto fare” (ma lui non le ha creduto).</p>



<p>Perché una donna dovrebbe affermare di amare essere sfruttata dagli uomini per creare contenuti pornografici, se non fosse realmente così?</p>



<p>Prima di tutto, Lily sta vendendo un prodotto (se stessa) e il mercato (i consumatori di pornografia maschile) richiede la fantasia che le donne con cui entrano in contatto partecipino in modo entusiasta e volontario.</p>



<p>Come ho scritto nel mio libro <em>Sex Dolls, Robots and Woman Hating: The Case for Resistance</em>, per gli uomini che comprano atti sessuali, la simulazione del desiderio da parte delle donne è una parte fondamentale dell’offerta:</p>



<p><em>Le ricerche sui compratori di sesso mostrano che molti sono consapevoli dei danni fisici e psicologici che subiscono le donne nella prostituzione (Farley et al., 2011). Questi uomini non credono che le donne entrino nel commercio sessuale perché amano il sesso. Alcuni non hanno alcuna obiezione se le donne che acquistano fingano di gradire l&#8217;atto o addirittura lo detestino.</em></p>



<p><em>Tuttavia, la finzione che la prostituita si diverta o sembri soddisfatta è una parte essenziale dell’interscambio (Pettinger, 2011). I compratori di sesso non pagano solo per un “servizio sessuale” o per sfogarsi sessualmente, ma per la fantasia di stare con una giovane sessualmente attraente che sembri desiderarli.</em></p>



<p><em>Alcuni compratori di sesso ammettono apertamente che la performance è un gioco, ma continuano a godere e pretendere di questa finzione:</em></p>



<p><em>“Mi piace sentirmi voluto (anche se è solo una fantasia).”</em></p>



<p><em>“Molte delle ragazze fingono di essere molto contente di vedermi, e questo rende quel momento più divertente.”</em></p>



<p><em>“Voglio fare sesso con qualcuno che almeno finga di gradirlo.”</em></p>



<p><em>“Quando un cliente paga per sesso, credo sia ragionevole aspettarsi che la donna si comporti in modo piuttosto entusiasta.”</em></p>



<p>Come sottolinea la scrittrice femminista Julie Bindel: “Nessuna donna ha come fantasia quella di subire i danni fisici causati da attività estreme come fare sesso con centinaia di uomini”.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><strong>&#8220;Mi sono detta che mi piaceva per riuscire a superare la giornata&#8221;</strong></p>



<p>L’affermazione di Lily di divertirsi e sentirsi realizzata dall’essere usata da uomini per il loro piacere non è rara tra le donne nell&#8217;industria del porno. Tuttavia, una volta lontane dal settore, molte di queste donne riescono a vedere le cose in modo diverso, un po’ come accade alle vittime di abusi domestici.</p>



<p>Alcune riferiscono che, mentre erano nel settore, dovevano convincersi che fosse stata una loro scelta entrare nell&#8217;industria, e che fossero in controllo della situazione. All&#8217;epoca, dovevano per forza sostenere che l’industria le emancipasse, perché non avrebbero potuto continuare se avessero ammesso a loro stesse quanto stavano soffrendo (vedi i racconti delle sopravvissute alla prostituzione nel libro <em>Prostitution Narratives: Stories of Survival in the Sex Trade</em>).</p>



<p>Altre giustificano il fatto di essere rimaste nel settore dicendo che tanto erano già state rovinate, per cui continuare non faceva molta differenza.</p>



<p>Come spiega la scrittrice e sopravvissuta Rose Hunter:&nbsp;</p>



<p><em>“Quando ero nell’industria, non pensavo di essere una ‘escort felice’, anche se, come detto, spesso fingevamo di esserlo. Ma se mi aveste chiesto all&#8217;epoca come mi sentivo davvero, avrei detto che andava tutto bene. Molte persone che vengono abusate ogni giorno direbbero la stessa cosa o qualcosa di simile. È solo dopo anni che riesci a vedere quanto in realtà fosse grave la situazione. Quando ci sei dentro, sei in modalità sopravvivenza e ti dici ciò che hai bisogno di sentire per andare avanti…come può una donna che si trova nell’industria del sesso criticare l’industria- quando è ancora dipendente da questa per pagare il prossimo affitto?”</em></p>



<p>Abbiamo anche condiviso storie di donne su OnlyFans che avevano intenzione di postare soltanto foto in lingerie, non pornografia, ma nel tempo si sono ritrovate a dover condividere contenuti hardcore, violenti e degradanti per non perdere gli abbondati maschi.&nbsp;</p>



<p>Victoria Sinis, una ex procacciatrice di OnlyFans, ha scritto in un articolo pubblicato da noi a questo link che una volta che era riuscita a attirare con l’inganno una ragazza a iscriversi al portale le metteva pressione perchè violasse i suoi limiti fisici e si sottoponesse ad atti sempre più degradanti per attrarre più abbonati e competere in un mercato ormai saturo.</p>



<p>Per OnlyFans le modelle con un profilo forte, come quello di Lily, le pressioni affinchè facciano di tutto per mantenere il suo successo saranno ancora più forti. Le donne conosciute per la vendita di contenuti pornografici su OnlyFans si sono già rovinate qualsiasi prospettiva di carriera alternativa e si sentono costrette a continuare &#8211; questo significa sprofondare ancora di più e per questo arrivano a proclamare che amano quello che fanno, anche se invece sono la parte lesa.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><strong>Perché le donne ‘scelgono’ di entrare nell&#8217;industria del sesso</strong></p>



<p>Lo sfruttamento sessuale commerciale delle donne, sia nella prostituzione che nella pornografia, è una forma di abuso. È distruttivo per le donne, che abbiano “scelto” o meno di entrarvi.</p>



<p>Ci sono diversi motivi per cui le donne potrebbero “scegliere” di entrare nell’industria pornografica. Sappiamo che un numero significativo di donne sono vulnerabili, e che alcune lo “scelgono” a fronte di alternative davvero limitate. Altre vengono plagiate dalla cultura porno che insegna, alle donne e alle ragazze, che devono partecipare alla loro stessa oggettificazione perchè rappresenta una forma di emancipazione, è una carriera glamour e redditizia (per i dati rimandiamo al nostro report pubblicato insieme alla Coalition Against Trafficking in Women Australia <a href="https://www.collectiveshout.org/side_hustles_and_sexual_exploitation" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">Side Hustles and Sexual Exploitation</a> &#8211; che documenta come i media australiani promouvono attivamente la prostituzione come una carriera appetibile per le giovani donne)&nbsp;</p>



<p>Molte donne non scelgono veramente di fare pornografia in modo consapevole, ma si trovano a farlo per disperazione economica, o lo fanno senza sapere cosa le aspetta e i danni che ne deriveranno.</p>



<p>Ma forse, cosa ancora più importante, tutta la discussione sulle “scelte” delle donne nasconde la realtà delle scelte degli uomini – coloro che partecipano, traggono profitto e consumano l’abuso e la distruzione delle donne per il loro piacere o guadagno.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p><strong>Parliamo delle scelte degli uomini</strong></p>



<p>Ciò che manca spesso nella discussione è il ruolo degli uomini che hanno fatto la fila per eiaculare dentro e sopra il corpo di Lily. Uno di loro ha speso 800 sterline per volare dalla Svizzera per pochi minuti di sesso.</p>



<p>Come ha scritto l’attivista contro la violenza domestica David Challen:&nbsp;</p>



<p><em>“Il vero problema non è Lily Phillips, la donna al centro di tutto questo. È la cultura degli uomini che partecipano, consumano e traggono profitto da tutto ciò.”</em></p>



<p><em>Molti si sono chiesti perché una donna arriva a fare una cosa del genere mentre non si assumono la responsabilità per la cultura che hanno contribuito a creare. E adesso molti speculano sulla salute mentale di Lily, ma si rifiutano ancora di guardare a piattaforme come OnlyFans che sono responsabili nel creare questa cultura e trarre profitto dai suoi “creatori”.</em></p>



<p><em>Come gli uomini del caso Pelicot, questi uomini non sono mostri senza volto, sono uomini ‘normali’ di tutti gli ambiti sociali che giustificano le loro azioni, sfuggono alle loro responsabilità e si affidano a narrazioni sociali che troppo spesso spostano l’attenzione sulle donne coinvolte.&nbsp;</em></p>



<p><em>Cosa spinge così tanti uomini a partecipare, senza esitazione, a comportamenti dannosi? E perché la nostra indignazione è così raramente rivolta a loro?</em></p>



<p>Quando ci concentriamo solo sulle “scelte” delle donne che partecipano a pratiche distruttive, incluso quelle che rischiano di renderle disabili a vita, lo facciamo a costo di deresponsabilizzare gli uomini per gli abusi commessi.&nbsp; Gli uomini che hanno abusato il corpo di Lily hanno messo il loro piacere sessuale davanti alla vita di una donna.</p>



<p>Se difendiamo questi abusi dicendo che sono stati la scelta di Lily, lasciamo che la violenza maschile e l’abuso delle donne restino impuniti. Noi non lo accettiamo.</p>



<hr class="wp-block-separator has-alpha-channel-opacity"/>



<p></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2025%2F03%2F19%2Fsesso-con-100-uomini-in-24-ore-labuso-degli-uomini-e-lautolesionismo-di-una-giovane-donna%2F&amp;linkname=Sesso%20con%20100%20uomini%20in%2024%20ore%3A%20l%E2%80%99abuso%20degli%20uomini%20e%20l%E2%80%99autolesionismo%20di%20una%20giovane%20donna" title="Facebook" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2025%2F03%2F19%2Fsesso-con-100-uomini-in-24-ore-labuso-degli-uomini-e-lautolesionismo-di-una-giovane-donna%2F&amp;linkname=Sesso%20con%20100%20uomini%20in%2024%20ore%3A%20l%E2%80%99abuso%20degli%20uomini%20e%20l%E2%80%99autolesionismo%20di%20una%20giovane%20donna" title="Twitter" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2025%2F03%2F19%2Fsesso-con-100-uomini-in-24-ore-labuso-degli-uomini-e-lautolesionismo-di-una-giovane-donna%2F&amp;linkname=Sesso%20con%20100%20uomini%20in%2024%20ore%3A%20l%E2%80%99abuso%20degli%20uomini%20e%20l%E2%80%99autolesionismo%20di%20una%20giovane%20donna" title="Email" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_print" href="https://www.addtoany.com/add_to/print?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2025%2F03%2F19%2Fsesso-con-100-uomini-in-24-ore-labuso-degli-uomini-e-lautolesionismo-di-una-giovane-donna%2F&amp;linkname=Sesso%20con%20100%20uomini%20in%2024%20ore%3A%20l%E2%80%99abuso%20degli%20uomini%20e%20l%E2%80%99autolesionismo%20di%20una%20giovane%20donna" title="Print" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2025%2F03%2F19%2Fsesso-con-100-uomini-in-24-ore-labuso-degli-uomini-e-lautolesionismo-di-una-giovane-donna%2F&amp;linkname=Sesso%20con%20100%20uomini%20in%2024%20ore%3A%20l%E2%80%99abuso%20degli%20uomini%20e%20l%E2%80%99autolesionismo%20di%20una%20giovane%20donna" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="https://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2025%2F03%2F19%2Fsesso-con-100-uomini-in-24-ore-labuso-degli-uomini-e-lautolesionismo-di-una-giovane-donna%2F&amp;linkname=Sesso%20con%20100%20uomini%20in%2024%20ore%3A%20l%E2%80%99abuso%20degli%20uomini%20e%20l%E2%80%99autolesionismo%20di%20una%20giovane%20donna" title="Gmail" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_copy_link" href="https://www.addtoany.com/add_to/copy_link?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2025%2F03%2F19%2Fsesso-con-100-uomini-in-24-ore-labuso-degli-uomini-e-lautolesionismo-di-una-giovane-donna%2F&amp;linkname=Sesso%20con%20100%20uomini%20in%2024%20ore%3A%20l%E2%80%99abuso%20degli%20uomini%20e%20l%E2%80%99autolesionismo%20di%20una%20giovane%20donna" title="Copy Link" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_dd a2a_counter addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2025%2F03%2F19%2Fsesso-con-100-uomini-in-24-ore-labuso-degli-uomini-e-lautolesionismo-di-una-giovane-donna%2F&#038;title=Sesso%20con%20100%20uomini%20in%2024%20ore%3A%20l%E2%80%99abuso%20degli%20uomini%20e%20l%E2%80%99autolesionismo%20di%20una%20giovane%20donna" data-a2a-url="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2025/03/19/sesso-con-100-uomini-in-24-ore-labuso-degli-uomini-e-lautolesionismo-di-una-giovane-donna/" data-a2a-title="Sesso con 100 uomini in 24 ore: l’abuso degli uomini e l’autolesionismo di una giovane donna" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2025/03/19/sesso-con-100-uomini-in-24-ore-labuso-degli-uomini-e-lautolesionismo-di-una-giovane-donna/" data-wpel-link="internal">Sesso con 100 uomini in 24 ore: l’abuso degli uomini e l’autolesionismo di una giovane donna</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mia Khalifa: il porno preda le ragazze vulnerabili</title>
		<link>https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2025/02/24/mia-khalifa-il-porno-preda-le-ragazze-vulnerabili/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RcpResFemAd]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 24 Feb 2025 18:25:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pornografia]]></category>
		<category><![CDATA[Sopravvissute]]></category>
		<category><![CDATA[cultura dello stupro]]></category>
		<category><![CDATA[industria del porno]]></category>
		<category><![CDATA[pornografia]]></category>
		<category><![CDATA[pornografia e violenza sulle donne]]></category>
		<category><![CDATA[violenza maschile sulle donne]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/?p=17</guid>

					<description><![CDATA[<p>Tra i vari settori dell’industria del sesso la pornografia è forse quello più normalizzato ed invisibilizzato nel sentire comune. Come è già accaduto con la prostituzione da tempo le donne hanno preso parola per denunciare la violenza e lo sfruttamento sistematico che domina il mondo del porno oltre alle conseguenze a lungo termine sulla loro salute psico-fisica.</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2025/02/24/mia-khalifa-il-porno-preda-le-ragazze-vulnerabili/" data-wpel-link="internal">Mia Khalifa: il porno preda le ragazze vulnerabili</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image"><a href="http://www.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2019/09/mia-khalifa.jpg" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer"><img decoding="async" width="700" height="393" src="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2019/11/mia-khalifa-1.jpg" alt="" class="wp-image-31" srcset="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2019/11/mia-khalifa-1.jpg 700w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2019/11/mia-khalifa-1-300x168.jpg 300w" sizes="(max-width: 700px) 100vw, 700px" /></a></figure>



<p>di Chiara C. </p>



<p>Tra i vari settori dell’industria del sesso la pornografia è forse quello più normalizzato ed invisibilizzato nel sentire comune. Come è già accaduto con la prostituzione, da tempo le donne hanno preso parola per denunciare la violenza e lo sfruttamento sistematico che domina il mondo del porno, oltre alle conseguenze a lungo termine sulla loro salute psico-fisica.</p>



<p>Il caso di Mia, 26 anni di origine libanese è emblematico. La sua storia, raccontata in diverse interviste, dalla prima rilasciata all’amica Megan Abbott, <a href="https://www.youtube.com/watch?v=i2qplvJ6SLs" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">a quella della BBC</a> oltre ad una serie di articoli usciti sul suo caso, conferma quello che sappiamo a partire dalle nostre esperienze personali di vita: il porno non ha niente a che vedere con la liberazione sessuale, con la scoperta del piacere, è una messa in scena misogina dove si celebra l’umiliazione, la sottomissione e l’annientamento del nostro sesso. I falsi miti che circondano il porno, come per la prostituzione, continuano a perseverare, ma maggiore è il numero delle donne che svelano la verità, più difficile diventerà per produttori-sfruttatori continuare indisturbati il proprio commercio-macello di donne e ragazze sempre più giovani e vulnerabili.</p>



<p>Abbiamo riassunto le due interviste video, quella condotta da Abbott e quella di un giornalista della BBC, integrandole con informazioni fondamentali contenute in altre interviste cartacee. Abbiamo diviso il materiale in temi principali, citando le parole dirette di Mia nei momenti più significativi. Mia è stata nell’industria del porno soltanto per tre mesi, ne è uscita nel 2015 ma continua ad essere perseguitata dal suo passato. Importanti sono le sue rivelazioni sul dietro le quinte dell&#8217;industria, sugli affari miliardari delle compagnie e dei siti web che sfruttano all&#8217;infinito le ragazze più vulnerabili distruggendo il loro benessere psico-fisico e mettendone a rischio il loro futuro.</p>



<p>LA VITA DOPO IL PORNO: STIGMA E VERGOGNA</p>



<p>In una recente intervista radio condotta in Florida il conduttore ha presentato Mia come una “porno star a cui piace lo sport”. Mia racconta di essere stata immediatamente investita da un “vortice di emozioni, da un enorme senso di vergogna”. “Mi ha chiamata in quel modo con un tono terribile di fronte a tantissime persone come se avessi accettato e fossi orgogliosa del mio passato quando non solo non ne sono orgogliosa, ma sto ancora lavorando sul fatto di accettare quello che mi è successo”. Mia spiega che, come conseguenza dell’accaduto, ha deciso di rilasciare un’intervista dove finalmente avrebbe deciso lei come raccontarsi, in cui non sarebbe stata chiamata “porno star”, ma avrebbe potuto liberarsi del suo passato e in quel modo curare la ferita aperta dell’orrore che ha vissuto.</p>



<p>ADOLESCENZA DA IMMIGRATA: EMARGINAZIONE E RAZZISMO</p>



<p>Mia è emigrata dal Libano, nel 2001 si è trasferita con i genitori nello stato di Washighton. I suoi non conoscevano nessuno, vivevano da isolati, parlavano pochissimo inglese e la costringevano ad una vita da reclusa. Alle scuole medie i ragazzini la chiamano “la terrorista”, Mia si sente diversa ed emarginata. Durante l’università comincia a prendere molto peso, mangia in modo non sano, non si sente più a suo agio con il suo corpo quindi comincia a dimagrire e decide di ricorrere alla chirurgia estetica per modificare il suo seno. Per la prima volta dopo l’intervento “mi sentivo carina. Era un modo non sano di sentirmi carina nel senso che avevo bisogno che mi si dicesse che ero carina, avevo bisogno dell’attenzione degli uomini che non avevo mai avuto durante le scuole superiori e neanche all’università, mi vestivo con vestiti antiquati perché non mi piaceva il mio aspetto, non riuscivo ad indossare cannottiere o t-shirt, mi sembrava che il mio seno avesse un brutto aspetto qualsiasi cosa indossassi. Prima che la mia autostima si formasse non sapevo quale fosse il mio aspetto o il mio valore come persona e quindi lasciavo che fossero gli uomini a dirmi quale fosse il mio valore.”</p>



<p>L’INCONTRO CON IL FAVOREGGIATORE PRODUTTORE PORNO</p>



<p>“Tre settimane dopo l’intervento al seno a Miami”<em> </em>racconta Mia, “un’auto si avvicina, tira giù il finestrino e mi dice ‘Sei bellissima, vuoi fare la modella per me?’ mi dette il suo biglietto da visita e una volta a casa controllai su Google di cosa si trattasse: era una casa di produzione di film porno e mi dissi ‘cazzo!’ poi però ho pensato che mi aveva detto che ero carina e magari potevo andare e vedere di che cosa si trattasse, così due settimane più tardi sono andata per fare delle domande. L’ufficio dove mi hanno ricevuto era molto bello, ho conosciuto le altre persone che lavoravano per lui, erano tutte donne e molto amichevoli, erano tutte molto carine con me, le riprese e il montaggio erano fatte da donne e questo mi ha fatto sentire molto a mio agio. Prima di dare una risposta ci ho pensato due settimane, ma dal momento in cui sono ritornata, tutti hanno ricominciato a dirmi quanto fossi carina, mi trattavano tutti bene non ho percepito il pericolo, non si trattava di un ambiente squallido come la gente pensa, ma di un’azienda multi-milionaria. Mi sono detta ‘sono sicura che la gente lo fa di continuo, sarà il mio piccolo segreto piccante’, avevo molti amici su Facebook e Instagram ma non l’avrebbero saputo, pensavo che sarebbe stato come avere un alter-ego, poteva essere divertente e nessuno avrebbe scoperto niente. La cosa su cui volevo essere attenta era l’aspetto della sicurezza, il problema dei test per le malattie a trasmissione sessuale, ero tranquilla perchè sapevo che non era permesso girare senza essersi sottoposti a tutti i test”.</p>



<p>I BLACKOUT: LA DISSOCIAZIONE</p>



<p>“Nella stanza in cui venivano riprese le scene c’era soltanto la persona che filmava, la scena durava solo 15 minuti, la preparazione invece era molto lunga, anche 4 ore, la sessione del make up e la scelta dell’outfit erano centrali e in quei momenti sentivo che tutta l’attenzione era su di me, mi sentivo importante, tutti mi dicevano che ero bella. Della scena di sesso non ricordo nulla, ogni singola volta era come un blackout, cancellavo tutto e dopo la prima volta volta il mio cervello mi diceva ‘ non è una bella cosa’. Era come avere un vuoto di memoria, dopo che era successo provavo vergogna, ma penso che quello che mi faceva continuare era l’attenzione che ricevevo, avevo paura che l’avrei persa se non avessi fatto quello che mi chiedevano. Sono andata avanti per 3-4 mesi mi sentivo carina ed ammirata, ma il punto di svolta è stato quando mi hanno chiesto di girare una scena indossando il velo. Quella scena è diventata virale a livello globale, ne hanno parlato i telegiornali, la CNN, Foxnews, Newsweek ci ha scritto un lungo pezzo, praticamente ogni giornale ne ha parlato. A causa di quella scena sono stata bannata da paesi come l’Egitto e l’Afghanistan. Quando mi proposero di girare quella scena dissi subito&nbsp;“stronzi volete farmi uccidere!”, sapevo che sarebbe stata controversa, ma non immaginavo che sarebbe finita ovunque. Ho accettato di girala perchè ero intimidita . Il mio account twitter è stato hackerato dall’ISIS e ho ricevuto minacce di morte. Mi hanno inviato una mia foto modificata con photoshop con me decapitata. Dopo una settimana è accaduto qualcosa di ancora più spaventoso, mi è arrivata l’immagine di Google map del mio appartamento, sono stata in hotel per 2 settimane. La CNN contattò i miei genitori che non sapevano nulla del fatto che ero nel porno. Sono rimasta nell’industria per altri 2 mesi, ma poi ho dato le dimissioni”.</p>



<p>DOPO IL PORNO: MOLESTIE SESSUALI, CONSEGUENZE SOCIALI E PSICOLOGICHE</p>



<p>“Una volta lasciata l’industria ero preoccupata per il buco nel mio CV, non sapevo che cosa scrivere. Ho provato a tornare ad una vita normale ma il mio primo lavoro dopo il porno era impossibile, era un ambiente di lavoro piccolo e le persone mi riconoscevano, mi facevano sentire a disagio, mi guardavano male. Sei mesi dopo l’azienda chiuse e mi ritrovai disoccupata di nuovo, decisi di tagliarmi i capelli e farmi bionda, indossare gli occhiali ma le persone per strada continuano a gridarmi dietro e a fischiare, tutti mi riconoscevano, all’improvviso ero famosa, ma adesso provavo solo vergogna, ero entrata nel porno per sentirmi bella e importante, ma adesso mi vergognavo ogni volta che un uomo mi guardava perché sapevo che mi aveva visto nuda ed ero sempre a disagio. Cominciai a vestirmi trasandata e cercavo di uscire il meno possibile. Odiavo essere riconosciuta quando ero da sola perché mi faceva sentire in pericolo, sono successe alcune cose, alcune persone si sono sentite in diritto di toccarmi in pubblico perché pensavano di conoscermi visto che mi avevano seguita in rete, pensavano che fossi in un certo modo perché avevo fatto porno e quindi acconsentissi a veder violata la mia intimità solo perché ero stata nuda davanti ad una telecamera. Ancora oggi odio uscire di casa e probabilmente sarà così per sempre. Odio quando le persone mi guardano anche adesso quando sono in ufficio, preferisco stare a casa con i miei cani. Sono diventata una reclusa”.</p>



<p>Sempre più isolata e alla ricerca disperata di pace, Mia decide di lasciare Miami “un posto tossico” e si trasferisce ad Austen. “Ho cercato di ricostruire la mia vita e cambiare la narrazione su di me, tentare una carriera che rispecchiasse la mia passione ossia lo sport.”</p>



<p>LA TRAPPOLA DELLA RICERCA DI ATTENZIONI MASCHILI: IO SONO MIA</p>



<p>“Dopo un anno ad Austen ho capito che la ricerca di attenzioni, l’ansia di sentirmi apprezzata dagli uomini era qualcosa di provvisorio, non mi ero mai sentiva davvero importante, che valevo qualcosa quando avevo un fidanzato, ho capito che dovevo prendermi del tempo per crescere come persona e dedicarmi alle mie passioni. Ogni volta che ero in una relazione era un rapporto non sano, non nel senso che subivo violenza, ma nel senso che facevo dipendere la mia felicità dal fatto che un uomo mi considerasse importante e bella e mi chiedevo continuamente ‘sarò bella per lui oggi?’ È terribile come una donna giovane pensi questo, ma credo che sia qualcosa che tutte noi donne viviamo. Un punto di svolta nella mia vita è stato iniziare una psicoterapia, avevo bisogno di qualcuno che mi aiutasse a capire come gestire quello che stavo passando. La prima cosa che ho fatto dopo la prima seduta è stata di cancellare dalla mia vita tutte le persone che sui social mi attaccavano, ho bloccato tutti, è stato un momento in cui ho sentito che potevo riprendere il controllo della mia vita.” “Per due anni sono stata single, non volevo nessun uomo nella mia vita, è stato fantastico. Tutta la mia energia e le mie attenzioni prima erano rivolte a sentirmi considerata da un uomo, ma non ricevevo nulla in cambio, era terribile vivere giorno dopo giorno pensando ‘questo uomo mi ha resa felice oggi?’ ho cominciato a pensare ‘oggi penserò io a rendermi felice’.</p>



<p>I PRODUTTORI E I GESTORI DI SITI PORNO SFRUTTANO LE RAGAZZE VULNERABILI: PORNHUB E BANG BROS</p>



<p>Mia ha spiegato come la gente continui a pensare che lei abbia guadagnato una fortuna con il porno vista la sua popolarità. La realtà però è ben diversa:” Ho guadagnato un totale di 12.000 dollari per una dozzina di film e da allora non ho più visto un penny”. “Le grosse aziende del porno intrappolano le ragazze con dei contratti quando sono vulnerabili, non è un’industria da rispettare, dovrebbe piuttosto essere rasa al suolo.”</p>



<p>Nonostante Mia abbia lasciato il porno nel 2015 risulta essere ancora la numero due nella classifica di Pornhub, il famoso colosso, che contattato dai giornalisti, non ha voluto rivelare quanti soldi continui a guadagnare sulle spalle di Mia. Lei invece non ha mai visto un solo centesimo, nonostante la sua vita sia stata compromessa da una ‘notorietà’ non voluta che ha avuto il solo effetto di distruggere il suo benessere psichico e la sua vita sociale. L’azienda che l’aveva ingaggiata, la Bang Bros, non ha mai rimosso i suoi film. Mia non può fare nulla per farli togliere e anche in questo caso a guadagnare è solo la casa di produzione che si è rifiutata, come Porn Hub, di dire quanti soldi continuano ad entrare dallo sfruttamento di Mia. I contratti che firmano le ragazze che finiscono nella mani di questi papponi milardiari sono flat-rate, a tariffa fissa, un compenso per ogni filmato, che nel caso di Mia si trattava solo di 1000 dollari per film, quando poi la casa di produzione continua ad incassare all’infinito cifre notevoli, ossia fino a quando un’attrice continua ad essere popolare, ricercata, addirittura inventandosi un possibile ‘ritorno’, un vero e proprio fake per moltiplicare la curiosità degli utenti e spingerli a visitare i loro siti.</p>



<p>LA QUESTIONE DEL CONSENSO NELL&#8217;INDUSTRIA DEL PORNO</p>



<p>&#8220;Ero molto giovane, avevo 21 anni quando sono entrata nella pornografia, non avevo un manager, nessuno era lì con me a darmi consigli, che stavo facendo una scelta sbagliata e che i video sarebbero rimasti online per sempre senza alcuna possibilità da parte mia di farli rimuovere. Il concetto di consenso nell&#8217;industria della pornografia non ha alcun senso: esiste uno squilibrio di potere evidente tra gli uomini che controllano l&#8217;industria del sesso e una ragazza di 21 anni. C&#8217;erano 4 produttori uomini nella stanza che ridevano, era devastante, mi mettevano nella condizione di non riuscire a parlare apertamente, quando firmi un contratto non capisci nulla, questi uomini fanno di tutto per ingannarti. Io ero convinta che nessuno mi avrebbe mai scoperto. Ero sola, senza un avvocato. Quando vi dicono &#8216;hai la bellezza per un motivo, usala!&#8217; scappate a gambe levate!&#8221; </p>



<p>LA DECISIONE DI PRENDERE PAROLA</p>



<p>&#8220;Ho deciso di raccontare la verità per proteggere altre ragazze da questa trappola. I produttori mi vedevano solo come una macchina per fare soldi. Le ragazze giovani sono pornificate, inoltre negli USA esiste già la dipendenza da pornografia e gli effetti sulle relazioni sono devastanti, gli uomini si aspettano che le ragazze facciano le cose che vedono nei film porno e fanno pressione sulle loro partner, ma quello che vedono non è la normalità. Ho sofferto di sindrome da stress post-traumatico, specialmente da quando tutto è venuto alla luce, era come se le persone vedessero attraverso i miei vestiti e mi provocava una senso di vergogna fortissimo, come se non avessi più diritto alla mia privacy, bastava una ricerca Google e la mia vita era a loro disposizione. Non avevo alcun potere di decidere su quelle immagini anche se sono così personali, non hai alcun diritto di rimuoverle dalla vista di qualsiasi persona al mondo. È dura veramente. Ho scoperto di recente, dopo che è uscita la mia prima intervista, che molte donne ci sono cascate e hanno firmato contratti di cui non hanno capito le clausole e anche se loro non volevano fare certe cose si sono sentite costrette a farlo. Leggere le parole di queste ragazze, anche vittime di tratta, forzate al porno, tutte le storie delle ragazze le cui vite sono state rovinate e degli uomini che si sono approfittati di loro, mi ha fatto pensare che è stato utile parlare e pubblicare la mia intervista.&#8221;</p>



<p></p>



<p>MESSAGGIO PER LE RAGAZZE: NON ENTRATE MAI NEL PORNO, AMATEVI, NON AFFIDATEVI AD UN UOMO PER LA VOSTRA AUTOSTIMA</p>



<p>“Provo ancora vergogna per il mio passato. So di essere intelligente, di avere talento, di avere molto da offrire nonostante il giudizio delle persone. Se potessi tornerei indietro e cambierei tutto. Vorrei diventare counselling, insegnare alle ragazze giovani come gestire i social media, a non farsi influenzare, a non avere un’identità fittizia in rete e ad essere loro stesse. Il mio messaggio è assolutamente di non entrare mai nel porno, so che può sembrare banale, ma dovete amare voi stesse, ci ho messo 24-25 anni per capirlo, ma non dovete contare su un uomo per la vostra felicità e la vostra autostima. Molte ragazze postano foto su Instagram per cercare conferme del proprio valore, altre persone come me arrivano all’estremo di fare porno per lo stesso motivo”.</p>



<p>La società patriarcale inculca nelle bambine la narrazione della loro inferiorità, vulnerabilità e incapacità. Le uniche doti riconosciute e da perseguire sono la bellezza (e la giovinezza) e la disponibilità a servire gli uomini come madri-madonne accudenti e puttane dentro le mura di casa e nel bordello. Ma non siamo né puttane, né madonne, siamo solo donne come denunciavano gli slogan delle femministe a cui ci ispiriamo. La pornografia è una narrazione violenta e conservatrice che ci inchioda ad una realtà retrograda e violenta, quella che distrugge la nostra libertà e autonomia, vende i nostri corpi sul mercato della misoginia. Ma la rivolta femminista continua, sempre più donne nell’industria del sesso stanno rompendo il silenzio, il #Metoo della pornografia è iniziato.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2025%2F02%2F24%2Fmia-khalifa-il-porno-preda-le-ragazze-vulnerabili%2F&amp;linkname=Mia%20Khalifa%3A%20il%20porno%20preda%20le%20ragazze%20vulnerabili" title="Facebook" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2025%2F02%2F24%2Fmia-khalifa-il-porno-preda-le-ragazze-vulnerabili%2F&amp;linkname=Mia%20Khalifa%3A%20il%20porno%20preda%20le%20ragazze%20vulnerabili" title="Twitter" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2025%2F02%2F24%2Fmia-khalifa-il-porno-preda-le-ragazze-vulnerabili%2F&amp;linkname=Mia%20Khalifa%3A%20il%20porno%20preda%20le%20ragazze%20vulnerabili" title="Email" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_print" href="https://www.addtoany.com/add_to/print?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2025%2F02%2F24%2Fmia-khalifa-il-porno-preda-le-ragazze-vulnerabili%2F&amp;linkname=Mia%20Khalifa%3A%20il%20porno%20preda%20le%20ragazze%20vulnerabili" title="Print" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2025%2F02%2F24%2Fmia-khalifa-il-porno-preda-le-ragazze-vulnerabili%2F&amp;linkname=Mia%20Khalifa%3A%20il%20porno%20preda%20le%20ragazze%20vulnerabili" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="https://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2025%2F02%2F24%2Fmia-khalifa-il-porno-preda-le-ragazze-vulnerabili%2F&amp;linkname=Mia%20Khalifa%3A%20il%20porno%20preda%20le%20ragazze%20vulnerabili" title="Gmail" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_copy_link" href="https://www.addtoany.com/add_to/copy_link?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2025%2F02%2F24%2Fmia-khalifa-il-porno-preda-le-ragazze-vulnerabili%2F&amp;linkname=Mia%20Khalifa%3A%20il%20porno%20preda%20le%20ragazze%20vulnerabili" title="Copy Link" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_dd a2a_counter addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2025%2F02%2F24%2Fmia-khalifa-il-porno-preda-le-ragazze-vulnerabili%2F&#038;title=Mia%20Khalifa%3A%20il%20porno%20preda%20le%20ragazze%20vulnerabili" data-a2a-url="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2025/02/24/mia-khalifa-il-porno-preda-le-ragazze-vulnerabili/" data-a2a-title="Mia Khalifa: il porno preda le ragazze vulnerabili" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2025/02/24/mia-khalifa-il-porno-preda-le-ragazze-vulnerabili/" data-wpel-link="internal">Mia Khalifa: il porno preda le ragazze vulnerabili</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>La denuncia di Billie Eilish  contro il porno fa ben sperare per il femminismo</title>
		<link>https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2021/12/16/la-denuncia-di-billie-eilish-contro-il-porno-e-di-buon-auspicio-per-il-femminismo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RcpResFemAd]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 16 Dec 2021 09:40:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Sopravvissute]]></category>
		<category><![CDATA[cultura dello stupro]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo radicale]]></category>
		<category><![CDATA[industria del porno]]></category>
		<category><![CDATA[pornografia]]></category>
		<category><![CDATA[pornografia e minori]]></category>
		<category><![CDATA[pornografia e violenza sulle donne]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento sessuale minori]]></category>
		<category><![CDATA[violenza maschile sulle donne]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/?p=423</guid>

					<description><![CDATA[<p>di Julie Bindel Traduzione dall&#8217;inglese di Chiara C. Le donne non sono frigide odiatrici di uomini perché si oppongono al porno. Come una giovane pop star ha coraggiosamente rivelato, ha distrutto una generazione. La&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2021/12/16/la-denuncia-di-billie-eilish-contro-il-porno-e-di-buon-auspicio-per-il-femminismo/" data-wpel-link="internal">La denuncia di Billie Eilish  contro il porno fa ben sperare per il femminismo</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2021/12/Screen-Shot-2021-12-16-at-10.36.38.png" alt="" class="wp-image-425" width="710" height="464" srcset="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2021/12/Screen-Shot-2021-12-16-at-10.36.38.png 476w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2021/12/Screen-Shot-2021-12-16-at-10.36.38-300x196.png 300w" sizes="(max-width: 710px) 100vw, 710px" /></figure>



<p>di <a href="https://www.mailplus.co.uk/edition/comment/135684/billie-eilish-denouncing-porn-bodes-well-for-feminism?utm_source=facebook&amp;utm_medium=social&amp;utm_campaign=shared_link&amp;fbclid=IwAR0Squ80ALHvi2CebAHcuEAncYZ-8RaDJTzP8VboOf3ZO_85kxAy0KyWyFo" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">Julie Bindel </a></p>



<p>Traduzione dall&#8217;inglese di Chiara C.</p>



<p>Le donne non sono frigide odiatrici di uomini perché si oppongono al porno. Come una giovane pop star ha coraggiosamente rivelato, ha distrutto una generazione.</p>



<p>La cantante Billie Eilish si è espressa contro la pornografia &#8220;violenta e abusiva&#8221; etichettandola come &#8220;una vergogna&#8221;.</p>



<p>Questo è di buon auspicio per il femminismo.</p>



<p>Parlando allo show di Howard Stern, la giovane star ha rivelato come il porno, che ha consumato per la prima volta all&#8217;età di 11 anni, le abbia dato incubi e distrutto la sua sessualità, ma che ha l’ha guardato per sentirsi come &#8220;uno dei ragazzi&#8221;.</p>



<p>Eilish, che ha iniziato la sua carriera indossando vestiti larghi per evitare che la gente commentasse sul suo corpo, ha coraggiosamente parlato nella trasmissione con Stern, un uomo ben noto per la sua predilezione per il porno.</p>



<p>La plurivincitrice di Grammy ha detto che è arrabbiata con se stessa per aver pensato che fosse giusto guardare così tanto porno. Ha spiegato che quando ha iniziato ad uscire con gli uomini, ha trovato difficile dire &#8220;no&#8221; a certe pratiche sessuali dannose perché erano diventate così normali a causa del diffuso consumo di porno tra i giovani ragazzi e gli uomini.</p>



<p>Un rapporto dell&#8217;Ofsted pubblicato a giugno di quest&#8217;anno ha rivelato Il livello impressionante di molestie sessuali e abusi sessuali online che le ragazze &#8211; e alcuni ragazzi &#8211; sperimentano quotidianamente. La tragedia è che così tante vittime considerano tali molestie come una routine e quindi pensano abbia poco senso sfidarle o denunciarle. Scommetto che alcune di queste giovani donne si sentono più incoraggiate ora che hanno un modello di riferimento come Eilish.</p>



<p>Parlando con le ragazze a scuola come parte della mia campagna contro lo sfruttamento sessuale, ho sentito storie terribili di insulti sessisti, abusi online, upskirting, contatti indesiderati nei corridoi della scuola e battute sullo stupro.</p>



<p>I ragazzi condividono foto di ragazze nude su WhatsApp e Snapchat come se stessero raccogliendo trofei. Un certo numero di ragazzi mi ha detto che cercano forme sempre più violente di pornografia perché si annoiano della &#8220;roba tradizionale&#8221;.</p>



<p>Purtroppo, sembra che il porno sia ora la nuova &#8220;educazione sessuale&#8221; nelle scuole. L&#8217;aumento del suo uso e il livello di violenza e abuso rappresentato al suo interno è un chiaro riflesso del livello di misoginia che le donne e le ragazze stanno sperimentando nella vita quotidiana. Perché altrimenti così tanti ragazzi e uomini di tutte le età vorrebbero consumare immagini di donne umiliate, torturate e abusate? E come può questo non essere un&#8217;indicazione del modo in cui gli uomini sono incoraggiati a vedere le donne?</p>



<p>Le ragazze “cool” ci dicono che amano la pornografia, e non si preoccupano di recitare in un film autoprodotto da inviare ai loro fidanzati o di guardare questi video dannosi per compiacere o impressionare. Alcune sostengono addirittura che il porno può essere femminista. Per lo meno, questa è la linea ufficiale diffusa da molte giovani donne nelle università e altrove.</p>



<p>Parlare contro la pornografia viene considerato come parlare contro il sesso secondo le regole imposte loro da alcuni giovani progressisti. E come abbiamo visto più volte, parlare contro il sessismo porta spesso a etichettare le femministe come frigide odiatrici di uomini.</p>



<p>Ora la diciannovenne Eilish si è unita a una schiera sempre crescente di donne che si rifiutano di seguire la propaganda sessista e dicono invece la verità, spesso a caro prezzo. Ha fatto a pezzi l&#8217;idea che il porno sia una forma di empowerment per le donne.</p>



<p>Eilish è destinata a diventare un modello forte per le giovani donne di tutto il mondo che sono vittime di bullismo e costrette ad accettare il porno come qualcosa di buono per loro.</p>



<p>Nonostante l&#8217;ostilità, le minacce e le conseguenze spesso gravi per coloro che parlano contro l&#8217;attuale ondata di misoginia, le femministe, in massa, sono in rivolta.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2021%2F12%2F16%2Fla-denuncia-di-billie-eilish-contro-il-porno-e-di-buon-auspicio-per-il-femminismo%2F&amp;linkname=La%20denuncia%20di%20Billie%20Eilish%20%20contro%20il%20porno%20fa%20ben%20sperare%20per%20il%20femminismo" title="Facebook" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2021%2F12%2F16%2Fla-denuncia-di-billie-eilish-contro-il-porno-e-di-buon-auspicio-per-il-femminismo%2F&amp;linkname=La%20denuncia%20di%20Billie%20Eilish%20%20contro%20il%20porno%20fa%20ben%20sperare%20per%20il%20femminismo" title="Twitter" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2021%2F12%2F16%2Fla-denuncia-di-billie-eilish-contro-il-porno-e-di-buon-auspicio-per-il-femminismo%2F&amp;linkname=La%20denuncia%20di%20Billie%20Eilish%20%20contro%20il%20porno%20fa%20ben%20sperare%20per%20il%20femminismo" title="Email" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_print" href="https://www.addtoany.com/add_to/print?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2021%2F12%2F16%2Fla-denuncia-di-billie-eilish-contro-il-porno-e-di-buon-auspicio-per-il-femminismo%2F&amp;linkname=La%20denuncia%20di%20Billie%20Eilish%20%20contro%20il%20porno%20fa%20ben%20sperare%20per%20il%20femminismo" title="Print" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2021%2F12%2F16%2Fla-denuncia-di-billie-eilish-contro-il-porno-e-di-buon-auspicio-per-il-femminismo%2F&amp;linkname=La%20denuncia%20di%20Billie%20Eilish%20%20contro%20il%20porno%20fa%20ben%20sperare%20per%20il%20femminismo" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="https://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2021%2F12%2F16%2Fla-denuncia-di-billie-eilish-contro-il-porno-e-di-buon-auspicio-per-il-femminismo%2F&amp;linkname=La%20denuncia%20di%20Billie%20Eilish%20%20contro%20il%20porno%20fa%20ben%20sperare%20per%20il%20femminismo" title="Gmail" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_copy_link" href="https://www.addtoany.com/add_to/copy_link?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2021%2F12%2F16%2Fla-denuncia-di-billie-eilish-contro-il-porno-e-di-buon-auspicio-per-il-femminismo%2F&amp;linkname=La%20denuncia%20di%20Billie%20Eilish%20%20contro%20il%20porno%20fa%20ben%20sperare%20per%20il%20femminismo" title="Copy Link" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_dd a2a_counter addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2021%2F12%2F16%2Fla-denuncia-di-billie-eilish-contro-il-porno-e-di-buon-auspicio-per-il-femminismo%2F&#038;title=La%20denuncia%20di%20Billie%20Eilish%20%20contro%20il%20porno%20fa%20ben%20sperare%20per%20il%20femminismo" data-a2a-url="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2021/12/16/la-denuncia-di-billie-eilish-contro-il-porno-e-di-buon-auspicio-per-il-femminismo/" data-a2a-title="La denuncia di Billie Eilish  contro il porno fa ben sperare per il femminismo" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2021/12/16/la-denuncia-di-billie-eilish-contro-il-porno-e-di-buon-auspicio-per-il-femminismo/" data-wpel-link="internal">La denuncia di Billie Eilish  contro il porno fa ben sperare per il femminismo</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rivittimizzata: quando l’abuso sessuale viene caricato sulle piattaforme porno</title>
		<link>https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2020/04/19/rivittimizzata-quando-labuso-sessuale-viene-caricato-sulle-piattaforme-porno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RcpResFemAd]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 19 Apr 2020 13:52:46 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pornografia]]></category>
		<category><![CDATA[Sopravvissute]]></category>
		<category><![CDATA[pornografia]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento sessuale minori]]></category>
		<category><![CDATA[violenza sessuale]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/?p=165</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le bellissime dolorose parole di Rose Kalemba risuonano dentro di noi, parole che entrano dentro e fanno male, ma allo stesso tempo curano. Tradurle vuol dire far risuonare la sua storia nella propria storia,&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2020/04/19/rivittimizzata-quando-labuso-sessuale-viene-caricato-sulle-piattaforme-porno/" data-wpel-link="internal">Rivittimizzata: quando l’abuso sessuale viene caricato sulle piattaforme porno</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="alignright is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/04/rose-kalemba.jpg" alt="" class="wp-image-167" width="335" height="335" srcset="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/04/rose-kalemba.jpg 460w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/04/rose-kalemba-150x150.jpg 150w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/04/rose-kalemba-300x300.jpg 300w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/04/rose-kalemba-160x160.jpg 160w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/04/rose-kalemba-320x320.jpg 320w" sizes="auto, (max-width: 335px) 100vw, 335px" /></figure></div>



<p><em>Le bellissime dolorose parole di <a href="https://modelviewculture.com/pieces/re-victimized-when-sexual-assault-gets-uploaded-to-porn-platforms?fbclid=IwAR1rQX8zCOGVFJ1McvBHpPN_l2eJIov-CUEwcu9SGQsL9rlHiRH5cjR2noU" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">Rose Kalemba</a> risuonano dentro di noi, parole che entrano dentro e fanno male, ma allo stesso tempo curano. Tradurle vuol dire far risuonare la sua storia nella propria storia, immergersi nella &#8220;valle delle ombre della morte&#8221; dove lei vuole che scendiamo per provare quello che lei sente e rinascere insieme. Rose è sopravvissuta ad una violenza sessuale di gruppo quando aveva solo 14 anni, il trauma che la stava uccidendo è diventato un perenne, infinito incubo come se quella notte tornasse ciclicamente e i suoi stupratori non fossero più un gruppo ma milioni di uomini. La tecnologia ha permesso che la disumana violenza maschile fosse immortalata, una tecnologia manovrata da altri uomini violenti complici degli stupratori, i proprietari della piattaforma PornHub che da sempre sempre guadagnano sulla misoginia che loro normalizzano e alimentano per fatturare miliardi. Gli stupratori di Rose hanno caricato il video su PornHub e moltissimi, troppi uomini hanno scaricato il video dove si tentava di annientare una giovane vita per masturbarsi. Ma Rose ha preso parola, ha denunciato come PornHub per continuare a guadagnare sul suo stupro si sia rifiutata di togliere il suo video e lo stesso destino è toccato a moltissime altre donne, spesso ragazze minorenni come Rose. &nbsp;Adesso però il &#8216;maremoto delle sopravvissute&#8217; è inarrestabile, lo scandalo di PornHub e della società madre MindGeek è venuto allo scoperto, le denunce si moltiplicano: il colosso canadese è stato denunciato per aver ospitato video di vittime di stupro e di tratta. Come spiega bene Rose l&#8217;unico modo per fermare la violenza misogina è chiudere queste piattaforme e incriminare i responsabili come sta chiedendo una petizione a cui abbiamo aderito come associazione. Rose sta chiedendo a tutte e tutti di non voltarsi dall&#8217;altra parte:&nbsp;</em></p>



<p><em>&#8220;Se le vittime sono il battito cardiaco del movimento, voi siete i polmoni, il soffio vitale.&nbsp;I nostri stupratori e trafficanti stanno contando su di te che ti giri dall’altra parte, per favore non ti dimenticare mai di noi.&#8221; </em></p>



<p><em>Firmate e fate girare! <a href="https://www.change.org/p/shut-down-pornhub-and-hold-its-executives-accountable-for-aiding-trafficking" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">https://www.change.org/p/shut-down-pornhub-and-hold-its-executives-accountable-for-aiding-trafficking</a></em></p>



<p>Abbiamo deciso di aprire una nuova sezione del nostro sito dedicata alla lotta contro la pornografia. Il mondo del porno è da sempre intrecciato in modo inscindibile alla prostituzione, vogliamo dare voce a donne coraggiose come Rose, studiose ed attiviste, ma anche dare spazio alle nostre esperienze e a quelle di chi ci legge per costruire insieme un movimento di resistenza contro la cultura del porno. Vi aspettiamo!</p>



<p><strong>di Rose Kalemba</strong></p>



<p>Traduzione dall&#8217;inglese di Chiara C.</p>



<p>Mi ricordo ancora quel freddo pomeriggio d’autunno quando ricevetti la notizia che avrebbe cambiato la mia vita per sempre. Quando lessi commento dopo commento nel mio MySpace, vidi sia persone che conoscevo che perfetti sconosciuti che discutevano di quello che mi era accaduto pochi mesi prima.</p>



<p>Non dimenticherò mai come mi sono sentita, come se il mio corpo si stesse sciogliendo sul pavimento e diventasse ghiaccio tutto d’un tratto. I suoni e i colori intorno a me cominciarono a confondersi e riuscivo a pensare ad una cosa sola: non è assolutamente possibile che queste persone conoscano i dettagli più intimi e crudi della violenza sessuale che ho subito….<em>a meno che non fossero presenti.&nbsp;</em>Quello fu il momento in cui fui travolta da una verità orribile: loro <strong>erano&nbsp;</strong>là, semplicemente non in quel momento.</p>



<p>Come era possibile? Un sito chiamato PornHub aveva permesso ai miei aggressori di caricare sei video del mio stupro di quando avevo 14 anni e poi si erano rifiutati di toglierlo anche se li avevo pregati ogni giorno per più di 6 mesi.</p>



<p><strong>Il trauma immortalato </strong></p>



<p>La notte che sono stata stuprata, ero così disperata che ad un certo punto ho&nbsp; cercato di saltare giù da una finestra del terzo piano per scappare. Come punizione sono stata accoltellata mentre ero ancora aggrappata per metà fuori dalla finestra. Mi ricordo la sensazione dell’aria calda estiva sulla faccia e mi sono chiesta se quella sarebbe stata l’ultima volta che la sentivo. Momenti dopo, uno dei miei aggressori ha cominciato a soffocarmi afferrandomi da dietro. Non so quanto tempo sia passato ma mi sono risvegliata mentre due di loro mi stavano stuprando allo stesso tempo in parti diverse del mio corpo e il cameraman stava filmando tutto ancora una volta.</p>



<p>Mentre scrivo questo la mia mano sinistra cerca la mia ferita. Sento la pelle increspata rialzata che adesso è di color argentato, è un ricordo viscerale di come respirare, inspirare ed espirare due volte più profondamente. È qualcosa che non do per scontato dal momento che questa abilità mi è stata strappata ripetutamente nel corso di quella notte.</p>



<p>Quello che avrebbe dovuto essere un trauma orribile per il quale avrei sofferto e che avrei rielaborato nel mio privato è stato invece visto e usato come materiale per la masturbazione da milioni di individui. I commenti erano pieni di cose come “la piccola Pocahontas scopata” e uomini che discutevano su come “avevo rovinato la fantasia” perche indossavo vestiti normali e non un “costume indiano”. Ho perso il conto di quanti commenti contenevano il mio vero nome, la mia età e la città dove vivevo.</p>



<p>Il ruolo che la tecnologia ha avuto nella mia aggressione è stato non solo quello di immortalare la peggiore notte della mia vita, ma anche di fare in modo che non avessi alcuna via d’uscita dal mio trauma. Non avevo più un luogo dove scappare, nessun luogo sicuro dove cominciare a guarire. Sono stata chiusa in un angolo.</p>



<p>Tutte le volte che vedo il numero delle visualizzazioni salire mi sento come se un’altra persona mi stesse stuprando. Non posso scappare, sia di persona che online e perfino nei miei sogni. I miei incubi consistono in me che rivivo quella notte ma invece di essere semplicemente sola con i miei aggressori e il cameraman, la stanza è piena di uomini che ridono di me e si masturbano.</p>



<p>La prima volta che ho avuto questo tipo di sogno mi sono svegliata urlando così forte che uno dei miei familiari è arrivato correndo perché pensava che qualcuno fosse entrato in casa e mi stesse facendo del male di nuovo.</p>



<p>Nelle parole di Avri Sapir, la mia migliore amica e sopravvissuta alla pornografia: “Devo vivere con la consapevolezza che l’abuso che ho subito non finirà mai e che ogni secondo di ogni giorno qualcuno potrebbe, e quasi certamente lo farà, guardare la mia tortura e abuso. Anche quando sarò morta il degrado sulla mia persona continuerà. Non sarò mai in grado di scappare. Questo trauma è infinito.” </p>



<p>Molte persone mi chiedono perché &nbsp;mi sono concentrata tanto sul ruolo che PornHub ha avuto nel mio stupro. Dopo aver sentito la mia storia sulla <a href="https://www.bbc.com/news/stories-51391981" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">BBC World News </a>sono stata contattata da sopravvissute da ogni parte del mondo che sono state rivitimizzate non sono da PornHub ma anche da molti altri siti la maggior parte dei quali posseduti dalla società madre di PornHub, MindGeek.</p>



<p>Ho incontrato la mia migliore amica Avri per la prima volta proprio dopo che aveva letto la mia storia e il suo messaggio mi ha dato quella motivazione di cui avevo bisogno per prendere parola anche quando le cose erano così dolorose e volevo soltanto nascondermi dal mondo. Questo è quello che mi ha detto: “Ciao, spero che non ti dispiaccia che ti contatto….non ho mai trovato un’altra sopravvissuta prima e volevo dirti che il fatto che hai parlato pubblicamente di quello che ti è successo significa davvero così tanto per me. Nessuna l’ha mai fatto prima e mi ha fatto sentire che non sono l’unica che ha passato tutto questo anche se avevo la certezza di non esserlo. Ma nessuno ne parla, nessuno ne vuole parlare o anche solo pensarci e questo ti fa sentire isolata, è così doloroso. Per questo ha significato così tanto per me che ne hai parlato pubblicamente, con la tua faccia, il tuo nome e la tua storia, senza vergogna e le persone stanno davvero ascoltando! Grazie davvero tanto.” Il suo messaggio ha significato tutto per me e mi ha fatto sentire grata di aver avuto l’opportunità di condividere la mia storia pubblicamente, ho seguito il mio istinto e ho rinunciato al mio diritto di restare anonima.</p>



<p>I miei stessi stupratori hanno fatto molte, molte altre vittime e molte di queste vittime sono finite su PornHub. Quando ho impersonato la parte di un avvocato – all’età di 15 anni- come ultimo tentativo perché fossero rimossi i video del mio abuso, ho anche usato la mia “voce di avvocato” perché &nbsp;fossero rimossi i video di altre vittime degli stessi stupratori. Sapevo come ci si sente quando si viene trattate come se fosse “un problema di qualcun’altro” e mi sono rifiutata di trattare le altre ragazze in quel modo. Non avrei dormito la notte sapendo che ero riuscita a far togliere i miei video ma mi ero voltata dall’altra parte mentre i loro erano rimasti.</p>



<p>Per quanto riguarda PornHub e MindGeek, l’unica soluzione è chiuderli. Una regolamentazione ulteriore non funzionerebbe, perchè la piattaforma PornHub ha più e più volte rifiutato di collaborare. Hanno invece scelto di usare la loro piattaforma per molestare, far passare da pazze, diffamare, intimidire le vittime che si sono fatte avanti e hanno incitato gli altri a comportarsi nello stesso modo. Hanno risposto in modo rude a minori ed adulti che cercavano aiuto chiedendo la rimozione di materiale non consensuale mentre nella loro pagina ufficiale reddit le spingevano a non sporgere denuncia alla polizia o ad agenzie esterne.</p>



<p>Il minimo che queste piattaforme potrebbero fare è verificare l’età e il consenso di tutte le parti coinvolte e rimuovere immediatamente i video una volta che sono stati segnalati o denunciati. Quando sei video del mio stupro quando avevo 14 anni erano su PornHub un numero sempre più alto di pubblicità saltavano fuori intorno ai video più visti &#8211; per chiarire bene che cosa significhi questo, PornHub stava guadagnando in modo esponenziale sui video del mio stupro mentre io li stavo pregando di rimuoverli. I soldi che hanno fatto con quei video dovrebbero essere dati come risarcimento alle vittime di quei video e allo stesso modo le aziende per prima cosa dovrebbero essere incriminate per aver permesso di caricare quei video sui loro siti.</p>



<p><strong>Per favore non voltarti dall’altra parte </strong></p>



<p>So che la mia storia è difficile da ascoltare, ma ti sto chiedendo di attraversare la valle delle ombre della morte con me. Ho bisogno che tu ci tenga e che tu prenda parola con me. Devo andare a dormire tutte le notti chiedendomi quanti dei milioni di uomini che hanno guardato i sei video del mio stupro quando avevo 14 anni hanno scaricato quei video prima che fossero finalmente rimossi.</p>



<p>Non c’è alcuna ragione per cui i nostri aggressori debbano avere la possibilità di usare la tecnologia come un’arma contro di noi per traumatizzarci ulteriormente. Non c’è alcuna ragione per cui ad un sito debba essere consentivo di guadagnare dalla violenza fisica dello stupro, incluso lo stupro dei bambini come la bambina che un tempo ero io. &nbsp;Ho bisogno che urliate con me perchè mentre è facile silenziare una vittima, è quasi impossibile bloccare un maremoto di voci ed echi da ogni angolo del mondo.</p>



<p>Le nostre voci collettive hanno scosso e continueranno a scuotere il mondo e fermare quelli che guadagnano sullo stupro. Voglio che ogni persona che ha preso posizione protesti, boicotti Mindgeek perché sappia che state davvero facendo la differenza in modo tangibile. Se le vittime sono il battito cardiaco del movimento, voi siete i polmoni, il soffio vitale.</p>



<p>I nostri stupratori e trafficanti stanno contando su di te che ti giri dall’altra parte, per favore non ti dimenticare mai di noi.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2020%2F04%2F19%2Frivittimizzata-quando-labuso-sessuale-viene-caricato-sulle-piattaforme-porno%2F&amp;linkname=Rivittimizzata%3A%20quando%20l%E2%80%99abuso%20sessuale%20viene%20caricato%20sulle%20piattaforme%20porno" title="Facebook" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2020%2F04%2F19%2Frivittimizzata-quando-labuso-sessuale-viene-caricato-sulle-piattaforme-porno%2F&amp;linkname=Rivittimizzata%3A%20quando%20l%E2%80%99abuso%20sessuale%20viene%20caricato%20sulle%20piattaforme%20porno" title="Twitter" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2020%2F04%2F19%2Frivittimizzata-quando-labuso-sessuale-viene-caricato-sulle-piattaforme-porno%2F&amp;linkname=Rivittimizzata%3A%20quando%20l%E2%80%99abuso%20sessuale%20viene%20caricato%20sulle%20piattaforme%20porno" title="Email" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_print" href="https://www.addtoany.com/add_to/print?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2020%2F04%2F19%2Frivittimizzata-quando-labuso-sessuale-viene-caricato-sulle-piattaforme-porno%2F&amp;linkname=Rivittimizzata%3A%20quando%20l%E2%80%99abuso%20sessuale%20viene%20caricato%20sulle%20piattaforme%20porno" title="Print" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2020%2F04%2F19%2Frivittimizzata-quando-labuso-sessuale-viene-caricato-sulle-piattaforme-porno%2F&amp;linkname=Rivittimizzata%3A%20quando%20l%E2%80%99abuso%20sessuale%20viene%20caricato%20sulle%20piattaforme%20porno" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="https://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2020%2F04%2F19%2Frivittimizzata-quando-labuso-sessuale-viene-caricato-sulle-piattaforme-porno%2F&amp;linkname=Rivittimizzata%3A%20quando%20l%E2%80%99abuso%20sessuale%20viene%20caricato%20sulle%20piattaforme%20porno" title="Gmail" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_copy_link" href="https://www.addtoany.com/add_to/copy_link?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2020%2F04%2F19%2Frivittimizzata-quando-labuso-sessuale-viene-caricato-sulle-piattaforme-porno%2F&amp;linkname=Rivittimizzata%3A%20quando%20l%E2%80%99abuso%20sessuale%20viene%20caricato%20sulle%20piattaforme%20porno" title="Copy Link" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_dd a2a_counter addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2020%2F04%2F19%2Frivittimizzata-quando-labuso-sessuale-viene-caricato-sulle-piattaforme-porno%2F&#038;title=Rivittimizzata%3A%20quando%20l%E2%80%99abuso%20sessuale%20viene%20caricato%20sulle%20piattaforme%20porno" data-a2a-url="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2020/04/19/rivittimizzata-quando-labuso-sessuale-viene-caricato-sulle-piattaforme-porno/" data-a2a-title="Rivittimizzata: quando l’abuso sessuale viene caricato sulle piattaforme porno" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2020/04/19/rivittimizzata-quando-labuso-sessuale-viene-caricato-sulle-piattaforme-porno/" data-wpel-link="internal">Rivittimizzata: quando l’abuso sessuale viene caricato sulle piattaforme porno</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Suzzan Blac sull’arte, il trauma e lo sfruttamento infantile</title>
		<link>https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2019/10/23/ciao-mondo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RcpResFemAd]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 23 Oct 2019 13:41:07 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Arte]]></category>
		<category><![CDATA[Pornografia]]></category>
		<category><![CDATA[Sopravvissute]]></category>
		<category><![CDATA[abolizionismo]]></category>
		<category><![CDATA[industria del porno]]></category>
		<category><![CDATA[pornografia]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento sessuale minori]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/?p=1</guid>

					<description><![CDATA[<p>Traduzione dall&#8217;inglese di Chiara C. e Giulia C. Suzzan Blac ha iniziato a dipingere come forma di terapia per esprimere le sue emozioni più profonde ed elaborare il trauma che non riusciva a comunicare&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2019/10/23/ciao-mondo/" data-wpel-link="internal">Suzzan Blac sull’arte, il trauma e lo sfruttamento infantile</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Traduzione dall&#8217;inglese di Chiara C. e Giulia C.</p>



<p><strong><em>Suzzan Blac</em></strong><em> ha iniziato a dipingere come forma di terapia per esprimere le sue emozioni più profonde ed elaborare il trauma che non riusciva a comunicare a parole. </em><strong><em>Rae Story</em></strong><em> parla con lei del suo lavoro, dell’industria del sesso e della normalizzazione dello sfruttamento sessuale in età infantile.</em></p>



<p>Testo originale di Rae Story pubblicato su <a href="https://www.feministcurrent.com/2017/06/06/suzzan-blac-art-trauma-child-exploitation/" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">Feminist Current </a></p>



<p><strong>Suzzan Blac</strong> è una pittrice surrealista di Birmingham, Inghilterra. I suoi dipinti raccontano la sua esperienza di vittima di stupro da bambina, costretta alla prostituzione e alla pornografia da adolescente. Rae Story ha parlato con lei su che cosa significhi dipingere il trauma, sulla cultura della pedofilia e sulla lobby dei papponi.</p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2019/10/S8004257bluehairdetail-768x1024.jpg" alt="" class="wp-image-27" width="263" height="350" srcset="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2019/10/S8004257bluehairdetail-768x1024.jpg 768w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2019/10/S8004257bluehairdetail-225x300.jpg 225w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2019/10/S8004257bluehairdetail.jpg 1152w" sizes="auto, (max-width: 263px) 100vw, 263px" /><figcaption>Blue Hair Detail</figcaption></figure></div>



<p><strong>R.S.:</strong> Il tuo lavoro sembra fondere uno stile gotico e horror con l’estetica surrealista, a questo riguardo ti rifai ad influenze specifiche? Come hai sviluppato il tuo stile unico?</p>



<p><strong>S.B.:</strong> Nella mia tarda adolescenza ho sviluppato un interesse per Francis Bacon e Salvador Dalì vedendo i loro lavori nelle gallerie di Birmingham. Prima di allora non ero stata esposta a nessun tipo di arte, musica o letteratura durante la mia crescita, ma disegnare era qualcosa in cui ero brava e che mi piaceva. In quegli anni gli insegnanti mi criticavano per i miei disegni “dark” e cercavano di convincermi a disegnare cose “carine”. Io seguivo i loro consigli perché era l’unico modo per ottenere la loro approvazione.<br> Dopo le superiori volevo andare all’istituto d’arte, ma quando l’ho detto all’ufficio di avviamento al mondo del lavoro della mia scuola l’impiegato mi ha riso in faccia e mi ha detto di scendere dalle nuvole. Quando l’ho detto a mia madre mi ha detto “Chi ti credi di essere? Vai a fare le pulizie come me”. Quindi non ho proseguito gli studi e sono andata via di casa appena ho compiuto 16 anni.<br> Prima di decidere di dipingere la mia storia di abusi non avevo mai usato i colori ad olio.  <br> Ho iniziato a dipingere come forma di terapia, e anche se seguivo una terapia convenzionale c’erano cose che non riuscivo a dire al mio terapeuta. Non avevo le parole. Ma dipingendo puoi esprimere emozioni intense tramite forma, consistenza e colore. I dipinti che creavo erano solo per il mio sguardo. Sentivo di non poterli esporre perché erano troppo viscerali, agghiaccianti e disturbanti. Sapevo che mi avrebbero bollata.<br> Però volevo che le immagini fossero realistiche . Non avevo “prove” degli abusi che avevo subito nel passato, come foto o video, quindi volevo raggiungere il realismo della carne e del sangue, delle emozioni e delle espressioni. Sapevo anche che non poteva esserci alcun processo razionale che mi aiutasse a portare quello che volevo sulla tela perché ogni pensiero cosciente avrebbe sviato le mie emozioni vere e più profonde. Quindi scarabocchiavo in maniera inconscia, senza pensare a cosa stavo facendo. Poi, una volta passata alla pittura, trasferivo le immagini più crude e appropriate sulla tela. In tutti i sensi, le immagini venivano dal mio stomaco, non dalla mia mente.</p>



<p><strong>R.S.:</strong> Generalmente si pensa che le persone abbiano una tendenza difensiva a reprimere i propri sentimenti sulle cose brutte che hanno sperimentato, o che provino a rendere quei ricordi benigni e ordinari. D’altro canto il tuo lavoro è molto rivelatore, non minimizza o ammorbidisce l’orrore delle esperienze che hai vissuto. Hai avuto paura di relazionarti in maniera troppo vivida e ricca a quei ricordi? Di “liberarli”?</p>



<p><strong>S.B.:</strong> Sì. Ho scoperto solo di recente di soffrire di sindrome da stress post traumatico e non ho preso coscienza di essere stata abusata fino a quando non ho avuto mia figlia, a 28 anni! Avevo soppresso e interiorizzato tutto il trauma, e comunque non avrei seguito nessuna terapia perché non volevo rivivere quei ricordi. Il dolore sarebbe stato troppo forte. E’ più facile minimizzare, evitare e sopprimere. Ho cercato aiuto solo perché ho iniziato ad avere dei flashback e non volevo che avessero delle conseguenze su mia figlia. <br> All’epoca non avevo paura, avevo solo un forte bisogno di dipingere la mia storia perché la pazzia era diventata troppa e dovevo tirarla fuori dalla mia testa. Ero anche molto arrabbiata e sapevo che dovevo canalizzare quella rabbia. Ma non mi sono mai agitata dipingendo – dovevo rimanere&nbsp; distaccata per concentrarmi sulla tecnica e non fare&nbsp; errori. E’ stato solo anni dopo, quando ho esposto i miei quadri, che ho ceduto e ho affrontato l’enormità del mio passato – l’abuso. Quindi sì, è stato estremamente catartico per me e mi sono sempre ritenuta fortunata di avere questa capacità di esprimere le mie emozioni attraverso la pittura.</p>



<p><strong>R.S.: </strong>La tua collezioni sottolineano la violenza sessuale commerciale, in particolare quella contro i bambini. Una delle tue collezioni più recenti, “A basement of dolls” è straordinaria in questo senso, ma non di facile fruizione. Si parla dell’esistenza di una cultura della pedofilia endemica (pornografia “teen”, depilazione totale ecc), andando oltre i più superficiali ammonimenti contro la sessualizzazione infantile. Che ne pensi?</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="1024" height="764" src="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2019/10/blondes-1024x764.jpg" alt="" class="wp-image-332" srcset="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2019/10/blondes-1024x764.jpg 1024w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2019/10/blondes-300x224.jpg 300w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2019/10/blondes-768x573.jpg 768w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2019/10/blondes.jpg 1623w" sizes="auto, (max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /><figcaption>Blondes</figcaption></figure>



<p><strong>S.B.:</strong> C’è un tale clima dominante di sessismo, apatia, ignoranza e accettazione che circonda lo sfruttamento&nbsp; e il condizionamento sessuale commerciale delle donne e delle ragazze. Molti non sono interessati a fare ricerche in merito, ma un’immagine è istantanea e può fissarsi nella mente, quindi credo che sia molto più efficace nel trasmettere un messaggio delle parole. <br> Sappiamo tutti che uno dei generi di pornografia più popolari è il “teen”, questo che cosa ci dice? Se i pornografi legali potessero usare i bambini, lo farebbero. Come i papponi che costringono e sfruttano giovani teenagers nella prostituzione e chiedono un prezzo più alto ai tanti clienti che vogliono ragazze giovani. Ma non possono farlo nella pornografia perché è illegale, quindi fanno l’unica cosa che possono fare rimanendo nella legalità: il porno “barelylegal” con 18enni – che dimostrano meno anni, con poco seno, senza peli pubici e con i capelli racconti in code di cavallo. Il pornografo Max Hardcore usa 18enni che fa apparire più giovani con code di cavallo, apparecchi per i denti e vestiti comprati in negozi per bambini. Poi le degrada, umilia e violenta nei suoi video. <br> Il Giappone ha reso illegale le immagini che rappresentano abusi sui minori solo nel 2014, e questi video sono ancora disponibili nelle videoteche. Le ragazzine sono sfruttate in bar e club, e prostituite apertamente in molte zone. Ci sono macchinette automatiche che vendono mutandine indossate da bambine e sex dolls con corpi di bambine , per non parlare del lolicon, dello shotacon, dei manga e degli anime – alcuni altamente pornografici, con rappresentazioni di bambini usati sessualmente da maschi adulti. Non c’è nulla di fondamentalmente diverso nei giapponesi, nella loro cultura di accettazione, quindi se la pedofilia fosse accettata altrove come lo è in Giappone, una volta legalizzata possiamo immaginare come sarebbe imperante anche negli altri paesi. </p>



<div class="wp-block-image"><figure class="aligncenter is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2019/10/Our-Special-Secret-1024x753.jpg" alt="" class="wp-image-25" width="459" height="337" srcset="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2019/10/Our-Special-Secret-1024x753.jpg 1024w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2019/10/Our-Special-Secret-300x220.jpg 300w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2019/10/Our-Special-Secret-768x564.jpg 768w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2019/10/Our-Special-Secret.jpg 1920w" sizes="auto, (max-width: 459px) 100vw, 459px" /><figcaption>Our Special Secret</figcaption></figure></div>



<p><strong>R.S.: </strong>Certo. Riformiste sociali come Josephine Butler hanno cercato di porre fine alla prostituzione infantile nel diciannovesimo secolo, ma sono state attaccate dai papponi e anche da alcune persone nella prostituzione per le quali i tentativi di alzare l’età legale nella prostituzione dai 12 ai 16anni avrebbero delegittimato il “mercato” , lanciando il messaggio che la prostituzione non era un lavoro come qualsiasi altro (al tempo l’età minima di ammissione al lavoro era fissata ai 12 anni). Persone come Butler sono spesso state considerate dai neoliberali reazionari come puritane, il che è molto significativo.<br> Credo che ci sia molta noncuranza sull’argomento dello sfruttamento infantile nel mercato del sesso,&nbsp; e il tuo lavoro affronta questo tema – molte persone hanno un rapporto dissonante con l’abuso infantile e la prostituzione. Incluse le persone a favore dell’industria del sesso che svicolano dal discutere i dettagli e i materiali specifici dell’industria e si limitano a urlare slogan come “ascoltate le sex workers”. E’ una tattica di occultamento per mettere a tacere il dissenso. <br> A questo proposito, qual è il tuo punto di vista sulla situazione politica che circonda il mercato del sesso e cosa credi che debba essere fatto per prevenire lo sfruttamento di altre donne e bambine o per aiutare chi è già vittima? Cosa pensi di quelle donne che dicono di amare la prostituzione e che lo vedono come un “lavoro come un altro”?</p>



<p><strong>S.B.:&nbsp; </strong>Certo. Molti dei primi magazine pornografici commerciali sessualizzavano i bambini e promuovevano pedofilia e incesto, spesso con personaggi dei fumetti come “Chester il molestatore”, che per molti anni è stato presente sulla rivista Hustler. Quindi sì, i pornografi, che non sono altro che papponi, non avrebbero remore nell’usare i bambini se fosse legale.<br> Sulle persone a favore della prostituzione , spesso sono papponi , pedofili, pornografi, venditori o consumatori di porno, uomini che comprano le donne o neoliberali. Molti hanno posizioni di potere e influenza nei media, come la Free Speech Coalition negli Stati Uniti e Sex and Censorship nel Regno Unito. Spesso sono persone con interessi economici nell’industria del sesso e le loro parole risuonano nelle menti dei giovani che crescono in un clima di pornografia e oggettificazione sessuale delle donne e delle bambine nei media. Quindi sono condizionati a voler credere ai miti della prostituzione e alle bugie dei pornografi. <br> Ovviamente io sono a favore del modello nordico riguardo alle donne prostituite. Ma dobbiamo andare oltre, non limitarci a criminalizzare i compratori di sesso ma smascherare loro e le loro scelte. Come ogni altra forma di violenza contro le donne&nbsp; &#8211; violenza domestica o stupro, per esempio – la società e i media si soffermano sulle vittime invece che sui colpevoli. Invece di “lui l’ha picchiata” è “lei è una donna picchiata”,  “donna è stata stuprata” invece che “un uomo ha stuprato una donna”. Questo è in tutto e per tutto rivittimizzazione e sposta l’attenzione sulle ragioni per cui la vittima si è cacciata in questa situazione invece che sul colpevole e sul perché lo ha fatto.<br> L’unico modo per mettere fine a tutto questo è educare i nostri bambini sul sessismo, le relazioni, il consenso, l’abuso e lo sfruttamento sessuale e i danni della pornografia. Abbiamo bisogno di organizzazioni esterne per educare la prossima generazione a pensare in maniera critica sul motivo per cui così tante bambine e donne vengono oggettificate, sfruttate sessualmente e aggredite perché l’unica cosa che sentiamo sono le statistiche sulla violenza contro le donne e le bambine.<br> Attraverso la pornografia, le menti dei bambini sono deformate e condizionate a credere che le donne siano felici di essere vittime di violenza sessuale. Se la pornografia è violenza sessuale erotizzata, come può la mente malleabile di un bambino capire la differenza tra fantasia e realtà, miti e bugie? Il modo in cui i pornografi normalizzano atti sessuali violenti e insegnano ai ragazzi che si sentono autorizzati a replicare questi atti nella vita reale altera e istiga il comportamento dei bambini, e dall’avvento della pornografia online possiamo riscontrare un numero maggiore di aggressioni sessuali da parte di bambini contro altri bambini, di video di stupri e stupri di gruppo. Direi che la maggioranza delle donne che dicono di amare la prostituzione (o ogni altra parte dell’industria del sesso) sono spesso il prodotto di famiglie disfunzionali dove violenza e abuso sessuale sono comuni, o sono state vittime di stupri e abusi. Queste vittime hanno un disturbo da stress post traumatico complesso, che è un modello di comportamento in cui la vittima continua ad abusare se stessa per evitare sintomi spiacevoli che sono più dolorosi dell’abuso stesso. Questo meccanismo di difesa spesso si manifesta con comportamenti sessuali ad alto rischio, disprezzo di sé, autolesionismo e rimessa in atto dell’abuso (noto come &#8216;trauma bonding&#8217;, rimessa in atto del trauma) . Inoltre, dentro le menti di alcune di queste giovani donne ci sono alti livelli di rabbia e aggressività che si manifestano in una forma di resistenza mentale. Il loro comportamento non ci dice chi sono in realtà – si tratta di un meccanismo di sopravvivenza. Di solito queste giovani donne sono dipendenti da alcool o droga, disposte a tutto per finanziare la loro dipendenza. E’ un circolo vizioso. <br> Credo che questi fatti vadano capiti, riconosciuti e affrontati da tutti i governi e le organizzazioni che si occupano della salute pubblica. Dovrebbero anche essere affrontati nell’addestramento delle forze di polizia, degli operatori nel settore medico, degli assistenti sociali e dei lavoratori nel settore giudiziario. Queste informazioni dovrebbero essere trasmesse anche ai media e al pubblico per combattere la rivittimizzazione, che è un importante fattore alla base dei fenomeni dell’abuso sessuale, dello stupro, dello sfruttamento e della violenza contro le donne e le bambine.</p>



<p></p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2019%2F10%2F23%2Fciao-mondo%2F&amp;linkname=Suzzan%20Blac%20sull%E2%80%99arte%2C%20il%20trauma%20e%20lo%20sfruttamento%20infantile" title="Facebook" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2019%2F10%2F23%2Fciao-mondo%2F&amp;linkname=Suzzan%20Blac%20sull%E2%80%99arte%2C%20il%20trauma%20e%20lo%20sfruttamento%20infantile" title="Twitter" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2019%2F10%2F23%2Fciao-mondo%2F&amp;linkname=Suzzan%20Blac%20sull%E2%80%99arte%2C%20il%20trauma%20e%20lo%20sfruttamento%20infantile" title="Email" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_print" href="https://www.addtoany.com/add_to/print?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2019%2F10%2F23%2Fciao-mondo%2F&amp;linkname=Suzzan%20Blac%20sull%E2%80%99arte%2C%20il%20trauma%20e%20lo%20sfruttamento%20infantile" title="Print" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2019%2F10%2F23%2Fciao-mondo%2F&amp;linkname=Suzzan%20Blac%20sull%E2%80%99arte%2C%20il%20trauma%20e%20lo%20sfruttamento%20infantile" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="https://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2019%2F10%2F23%2Fciao-mondo%2F&amp;linkname=Suzzan%20Blac%20sull%E2%80%99arte%2C%20il%20trauma%20e%20lo%20sfruttamento%20infantile" title="Gmail" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_copy_link" href="https://www.addtoany.com/add_to/copy_link?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2019%2F10%2F23%2Fciao-mondo%2F&amp;linkname=Suzzan%20Blac%20sull%E2%80%99arte%2C%20il%20trauma%20e%20lo%20sfruttamento%20infantile" title="Copy Link" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_dd a2a_counter addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2019%2F10%2F23%2Fciao-mondo%2F&#038;title=Suzzan%20Blac%20sull%E2%80%99arte%2C%20il%20trauma%20e%20lo%20sfruttamento%20infantile" data-a2a-url="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2019/10/23/ciao-mondo/" data-a2a-title="Suzzan Blac sull’arte, il trauma e lo sfruttamento infantile" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2019/10/23/ciao-mondo/" data-wpel-link="internal">Suzzan Blac sull’arte, il trauma e lo sfruttamento infantile</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rachel Moran, &#8220;Stupro a pagamento&#8221;: prostituzione e pornografia</title>
		<link>https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2017/07/12/rachel-moran-stupro-a-pagamento-prostituzione-e-pornografia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RcpResFemAd]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 12 Jul 2017 15:04:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pornografia]]></category>
		<category><![CDATA[Sopravvissute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/?p=269</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il libro &#8220;Stupro a pagamento. La verità sulla prostituzione&#8221; &#160;tradotto dal nostro collettivo e di recente pubblicato da Round Robin&#160;rappresenta una novità assoluta e un testo fondamentale destinato a cambiare il dibattito italiano sulla&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2017/07/12/rachel-moran-stupro-a-pagamento-prostituzione-e-pornografia/" data-wpel-link="internal">Rachel Moran, &#8220;Stupro a pagamento&#8221;: prostituzione e pornografia</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="page" title="Page 109">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p><em><a href="http://www.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2017/07/rachel.jpg" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3604 alignleft" src="http://www.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2017/07/rachel.jpg" alt="" width="450" height="254"></a></em></p>
<p><em>Il lib</em><em>ro &#8220;Stupro a pagamento. La verità sulla prostituzione&#8221; &nbsp;tradotto dal nostro collettivo e di recente pubblicato da <a href="http://www.roundrobineditrice.it/saggistica-e-inchiesta/stupro-a-pagamento-9788898715671-rr94.html" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">Round Robin</a>&nbsp;rappresenta una novità assoluta e <strong>un testo fondamentale destinato a cambiare il dibattito italiano sulla prostituzione</strong> che continua a non essere aggiornato (paralizzato nella distinzione rigida e irrealistica tra tratta e prostituzione, come se le donne prostituite che non sono vittime di tratta fossero tutte veramente libere di scegliere), continua a fondarsi su falsi miti come quello della &#8220;puttana felice&#8221;, dell'&#8221;escort di lusso&#8221;, a confondere autodeterminazione ed empancipazione delle donne e liberalizzazione dell&#8217;industria del sesso che invece, come testimoniano donne sopravvissute alla prostituzione come Rachel, rappresenta un sistema violento, patriarcale, misogino che ha come unico obiettivo quello di sfruttare, annientare i corpi delle donne ridotti a corpi di servizio per l&#8217;uso e consumo di clienti e papponi. Il nostro collettivo ha lavorato e lavora per diffondere la voce del movimento internazionale delle sopravvissute prima collaborando e traducendo documenti di SPACE International di cui Rachel è co-fondatrice e poi di molti altri gruppi provenienti da varie parti del mondo. Non sarà più possibile ignorare le voci di queste soggettività politiche da parte di femministe, attiviste, politici e media a meno di non voler censurare il racconto scomodo della &#8220;verità sulla prostituzione&#8221; per continuare a difendere lo status quo. </em></p>
<p><em>Il libro di Rachel Moran non è stato concepito per essere un &#8220;memoir&#8221;, come spiega l&#8217;autrice nelle pagine di apertura, non è soltanto il racconto autobiografico della propria esperienza privata, ma piuttosto <strong>l&#8217;analisi personale-politica e quindi femminista di che cosa sia veramente la prostituzione</strong>: &#8220;la commercializzazione dell&#8217;abuso sessuale&#8221;, uno &#8220;stupro a pagamento&#8221; reiterato. Il titolo del libro riprende infatti la definizione illuminante che l&#8217;autrice dà della prostituzione quando risponde alla sorella che le chiede se fosse mai stata stuprata quando era prostituita. È in quel momento epifanico che Rachel spiega alla sorella come ogni rapporto con i clienti non è mai stato veramente consenziente, che <strong>nella prostituzione il consenso viene semplicemente comprato, strappato, solo&nbsp;perché&nbsp;dall&#8217;altra parte c&#8217;è una persona la cui unica scelta è quella di sopportare l&#8217;abuso per sopravvivere</strong>. </em></p>
<p><em>Il testo è diviso in tre parti che prendono in esame tre fasi della vita di Rachel così come sono state scandite dall&#8217;esperienza della prostituzione: gli anni dell&#8217;infanzia e dell&#8217;adolescenza prima dell&#8217;ingresso nel mondo violento della prostituzione che vengono raccontati per spiegare il suo background di povertà ed emarginazione. L&#8217;obiettivo dell&#8217;autrice è quello di spiegare come la prostituzione non accada mai per caso o per &#8220;libera scelta&#8221; tra tante scelte possibilli, ma sia invece una sorta di normale, scontato esito di una vita ai margini, di stigma subito ancora prima di essere la donna che puoi stuprare pagando, <strong>una sorta di lettera scarlatta dell&#8217;esclusione sociale</strong>. La società ha deciso, ben prima del ragazzo pappone che la indurrà a vendere il suo corpo per avere un tetto sulla testa, che l&#8217;unica cosa che avrai a disposizione per sopravvivere sarà il tuo corpo: perchè <strong>la discriminazione socio-economica è uno dei fondamentali fattori d&#8217;ingresso nella prostituzione</strong> e non considerare questo aspetto centrale significa non conoscere il fenomeno per quello che è, negarne la sostanza primaria. La seconda parte riguarda gli anni in cui Rachel è stata prostituita dai 15 ai 22 anni, <strong>un&#8217;esperienza nella quale ha attraversato vari &#8220;settori&#8221; e luoghi della prostituzione : la prostituzione di strada, l&#8217;escorting, lo strip-tease, il bordello, il nightclub, lo studio pornografico</strong>. Situazioni e luoghi dove non c&#8217;è alcuno spazio per l&#8217;autodeterminazione, ma la molla principale che guida le scelte di Rachel e le sue coetanee minorenni è la disperazione economica, la necessità di liberarsi della condizione di senza tetto, la dipendenza da droghe per sopportare una vita di privazioni e violenze continue. La terza parte analizza invece <strong>l&#8217;uscita dalla prostituzione e la lenta faticosa ricostruzione della propria vita</strong> svelando con precisione chirurgica quelli che sono <strong>i danni a lungo termine della prostituzione</strong>, di come uscire dal trauma comporti sofferenza, lotta, ferite che restano tra cui la difficoltà di ritornare a vivere in un mondo alieno, quello delle cosiddette persone &#8220;normali&#8221;, le non-prostituite che giudicano, escludono, emarginano o semplicemente sono incredule di fronte ad un vissuto che la società continua a non comprendere se non per stereotipi e false credenze. <strong>Ogni capitolo fonde il racconto privato delle proprie vicende personali con un inquadramento politico di ampio respiro</strong>: Rachel prende in esame vari modelli legislativi adottati nel mondo &nbsp;per affrontare il fenomeno della prostituzione: <strong>dal modello nordico abolizionista sostenuto e promosso da SPACE e altre associazioni di sopravvissute</strong> al fallimento del modello regolamentarista tedesco e neozelandese che ha avuto come unico risultato quello di far crescere il mercato del sesso in maniera esponenziale a detrimento dei diritti delle donne prostituite: aumento della tratta per far fronte alla domanda, potere ai papponi proprietari di bordello e agenzie di escort che dominano il mercato, dettano legge, imponendo tariffe e prestazioni alle donne che hanno perso ogni autodeterminazione e capacità di gestione del proprio corpo. Con grande lucidità critico-analitica Rachel smantella i falsi miti sui quali si regge la narrazione della prostituzione come &#8220;libera scelta&#8221;, &#8220;sex work&#8221; ovvero &#8220;lavoro come un altro&#8221;, espressione della sessualità libera e liberata delle donne. </em></p>
<p><em>Vogliamo proporvi una serie spunti di riflessione a partire dall&#8217;analisi di Rachel sui falsi miti sulla prostituzione a cominciare dal <strong>legame tra prostituzione e pornografia</strong>.&nbsp;</em></p>
<p><em>Il brano che abbiamo scelto come inizio di questo percorso è tratto dal capitolo 8 (&#8220;Strati di negatività&#8221;) dove l&#8217;autrice spiega l&#8217;intreccio tra prostituzione e pornografia sfatando il mito della pornografia come espressione di empancipazione e autodeterminazione sessuale, mito portato avanti anche dalle femministe liberal, con cui l&#8217;industria del sesso occulta quello che accade realmente: sono moltissime le ragazze minorenni come la stessa Rachel ad essere sfruttate, ragazze che allo stesso tempo sono prostituite per strada o nei bordelli e sono sfruttate anche come spogliarelliste. Rachel ci rivela come prostituzione, strip-tease e pornografia siano tutti settori di un&#8217;unica industria dove il potere resta nelle mani dei vari papponi che conoscono la preferenza dei clienti per le ragazze minorenni e gli garantiscono un ricambio continuo di &#8220;carne fresca&#8221;. Un&#8217;industria che lucra sulla disperazione economica e l&#8217;emarginazione sociale di ragazze che come Rachel sono scappate da case di accoglienza, provengono da famiglie disfunzionali, sono spesso doppiamente sfruttate da un fidanzato-pappone. E&#8217; possibile ordinare il testo integrale sul sito della casa editrice <a href="http://www.roundrobineditrice.it/saggistica-e-inchiesta/stupro-a-pagamento-9788898715671-rr94.html" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">Round Robin </a>oppure <a href="https://www.amazon.it/Donne-vendita-viaggio-nella-prostituzione/dp/8898715676" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">qui&nbsp;</a>.&nbsp;</em></p>
<p><em><a href="http://www.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2017/07/rachel-3.jpg" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" class="wp-image-3615 alignleft" src="http://www.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2017/07/rachel-3.jpg" alt="" width="381" height="254"></a></em>Quando ripenso alla sera in cui arrivai a Leeson Street, nell’autunno del 1992, la mia mente mi riporta sempre indietro a quell’istante in cui osservai l’immagine del gatto con la coda attorcigliata attorno a una delle gambe del cavalletto, perché emanava un guizzo di energia negativa che mi attraversò e che non fui in grado di capire. L’immagine, come scoprii in seguito, rappresentava l’essenza di quello che accadeva lì dentro. Era uno studio pornografico.</p>
<p>Non ricordo da quanti uomini sono stata fotografata lì dentro, e in realtà non voglio saperlo. Il copione era che arrivava un uomo con la sua macchina fotografica e con un rullino vergine. Pagava una cifra prestabilita, penso fosse intorno alle novanta sterline, e dopo aver finito di fotografare una qualunque delle ragazze che aveva scelto, poteva farle qualunque cosa pagando un prezzo aggiuntivo. Poi consegnava il rullino al pappone che lo avrebbe sviluppato, Dio sa dove. Qualcuno presiedeva all’operazione, ovviamente, perché questo succedeva negli anni precedenti alle camere digitali. Le fotografie dovevano essere sviluppate da qualche parte, e la maggior parte delle ragazze che vi comparivano erano minorenni.</p>
</div>
</div>
</div>
<div class="page" title="Page 110">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Mi ricordo di un uomo in particolare, visto che non sembrava interessato a scattare foto esplicite: il che non accadeva quasi mai. Mi disse che potevo scegliere la posa che volevo e non mi ordinò mai di togliermi i vestiti. Ricordo che mi sedetti in bilico sul davanzale della finestra con la testa poggiata al muro con il mento inclinato e gli occhi chiusi come fossi profondamente assorta nei miei pensieri, e tutto a un tratto divenni, in effetti, assorta nei miei pensieri; immaginavo di essere una modella, che nell’agenzia di moda andava tutto bene e che quella per me era soltanto una giornata di lavoro. Lo scatto della sua macchina fotografica mi riportò alla realtà. Mi disse che sarebbe stata proprio una bella foto. Mi sentii ferita, stuprata in un modo nuovo. Nel suo rullino fotografico aveva immortalato qualcosa della vera me stessa. Quella fu per me una specie di nuova lezione sull’importanza di non abbassare mai la guardia.</p>
<p>Alcune donne non hanno problemi con la pornografia. Ma io sì. So, proprio perché sono stata fotografata in pose sessualmente esplicite, che c’è molto altro dietro a quelle immagini patinate che molte persone passano il tempo a guardare. Si tratta di un’attività umiliante, basata sullo sfruttamento ed estremamente dannosa per le donne, sia per quelle che si trovano dentro sia per quelle che si trovano fuori dall’industria del sesso.</p>
<p>Nello sforzo costante di ripulire la fotografia, ci viene descritta come espressione di “emancipazione sessuale” e come una forma di “autodeterminazione sessuale”. Per me questo non vale nell’essere fotografata nuda e posare per una foto più di quanto non valga nell’essere scopata nuda e posare per una foto. All’epoca, lavoravo assieme a una mezza dozzina di ragazze; tutte all’inizio o a metà della loro adolescenza. Alcune le conoscevo dai tempi degli ostelli, altre le avevo conosciute tramite le ragazze che avevo conosciuto negli ostelli. Quello che facevamo in quel seminterrato squallido e gelato era la stessa cosa che facevamo fuori in strada: prendevamo l’unica cosa che valesse la pena di essere colta nelle nostre condizioni, la possibilità di averci un tetto sopra la testa e del cibo nelle nostre bocche. Quella era l’unica autoaffermazione evidente nelle nostre vite. Una ragazza di diciassette anni con cui lavoravo (che aveva subito violenza sessuale da piccola) aveva lasciato il suo appartamento non appena era rimasta incinta perché il suo affittuario non la piantava di volere fare sesso con lei. Pensava che se avesse dovuto continuare a subire molestie sessuali da parte di uomini più anziani, tanto valeva allora farsi pagare. Era un ragionamento che molte di noi arrivavano a fare.</p>
</div>
</div>
</div>
<div class="page" title="Page 111">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>La realtà costante di essere sfruttate da uomini che ricoprivano una posizione sociale più elevata della nostra era inesorabile e, dal momento che non potevamo sottrarci ad essa, scegliemmo di inquadrare i termini di quello sfruttamento in un vocabolario finanziario, dato che quelli erano gli unici termini ai quali avevamo accesso e dai quali potevamo trarre un certo beneficio. <strong>Il tentativo di inquadrare la prostituzione nell’ambito dell’autodeterminazione sessuale semplicemente non regge, perché la nostra decisione non aveva nulla di sessuale, era unicamente dovuta a questioni economiche. L’elemento sessuale era per noi un supplizio e non una fonte di piacere</strong>, e se ci fossimo trovate in condizioni che ci avessero permesso di esercitare una reale autodeterminazione, il nostro pappone si sarebbe ritrovato con un bordello vuoto e i nostri clienti con una pila di rullini vergini.</p>
<div class="page" title="Page 111">
<div class="layoutArea">
<div class="column">
<p>Proprio perché mi sono ritrovata dall’altro lato della macchina fotografica, onestamente, non vorrei e non potrei mai avere una relazione con qualcuno che faccia uso abituale di pornografia. Per qualunque donna che pensi che il porno sia di cattivo gusto, penso sia un ottimo consiglio evitare che qualcun altro la convinca del contrario. Certe volte il rispetto di chi siamo in quanto esseri umani necessita di delimitare i confini di ciò che siamo disposti ad accettare. Conosco per esperienza il danno e l’umiliazione dello strip-tease e della pornografia. Non sono delle industrie innocue. E, ad ogni modo, non sono industrie di tipo diverso; appartengono alla medesima e unica grande macchina della prostituzione, un meccanismo che riduce fortemente il valore delle donne e lo fa piazzando al suo stesso vertice e nel suo stesso centro nevralgico la mercificazione dei loro corpi.</p>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
</div>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2017%2F07%2F12%2Frachel-moran-stupro-a-pagamento-prostituzione-e-pornografia%2F&amp;linkname=Rachel%20Moran%2C%20%E2%80%9CStupro%20a%20pagamento%E2%80%9D%3A%20prostituzione%20e%20pornografia" title="Facebook" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2017%2F07%2F12%2Frachel-moran-stupro-a-pagamento-prostituzione-e-pornografia%2F&amp;linkname=Rachel%20Moran%2C%20%E2%80%9CStupro%20a%20pagamento%E2%80%9D%3A%20prostituzione%20e%20pornografia" title="Twitter" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2017%2F07%2F12%2Frachel-moran-stupro-a-pagamento-prostituzione-e-pornografia%2F&amp;linkname=Rachel%20Moran%2C%20%E2%80%9CStupro%20a%20pagamento%E2%80%9D%3A%20prostituzione%20e%20pornografia" title="Email" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_print" href="https://www.addtoany.com/add_to/print?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2017%2F07%2F12%2Frachel-moran-stupro-a-pagamento-prostituzione-e-pornografia%2F&amp;linkname=Rachel%20Moran%2C%20%E2%80%9CStupro%20a%20pagamento%E2%80%9D%3A%20prostituzione%20e%20pornografia" title="Print" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2017%2F07%2F12%2Frachel-moran-stupro-a-pagamento-prostituzione-e-pornografia%2F&amp;linkname=Rachel%20Moran%2C%20%E2%80%9CStupro%20a%20pagamento%E2%80%9D%3A%20prostituzione%20e%20pornografia" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="https://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2017%2F07%2F12%2Frachel-moran-stupro-a-pagamento-prostituzione-e-pornografia%2F&amp;linkname=Rachel%20Moran%2C%20%E2%80%9CStupro%20a%20pagamento%E2%80%9D%3A%20prostituzione%20e%20pornografia" title="Gmail" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_copy_link" href="https://www.addtoany.com/add_to/copy_link?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2017%2F07%2F12%2Frachel-moran-stupro-a-pagamento-prostituzione-e-pornografia%2F&amp;linkname=Rachel%20Moran%2C%20%E2%80%9CStupro%20a%20pagamento%E2%80%9D%3A%20prostituzione%20e%20pornografia" title="Copy Link" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_dd a2a_counter addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2017%2F07%2F12%2Frachel-moran-stupro-a-pagamento-prostituzione-e-pornografia%2F&#038;title=Rachel%20Moran%2C%20%E2%80%9CStupro%20a%20pagamento%E2%80%9D%3A%20prostituzione%20e%20pornografia" data-a2a-url="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2017/07/12/rachel-moran-stupro-a-pagamento-prostituzione-e-pornografia/" data-a2a-title="Rachel Moran, “Stupro a pagamento”: prostituzione e pornografia" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2017/07/12/rachel-moran-stupro-a-pagamento-prostituzione-e-pornografia/" data-wpel-link="internal">Rachel Moran, &#8220;Stupro a pagamento&#8221;: prostituzione e pornografia</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Rompere la bambola di porcellana: sotto la crudeltà sessuale maschile contro donne e bambini</title>
		<link>https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2015/02/25/rompere-la-bambola-di-porcellana-sotto-la-crudelta-sessuale-maschile-contro-donne-e-bambini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RcpResFemAd]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 25 Feb 2015 16:08:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pornografia]]></category>
		<category><![CDATA[Sopravvissute]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/?p=272</guid>

					<description><![CDATA[<p>Le parole di una sopravvissuta alla prostituzione, autrice del blog&#160;Legalised Lies&#160;(Bugie legalizzate) contro la lobby dell&#8217;industria del sesso, che si descrive così: &#8220;25 anni, europea, femminista, socialista (qualche volta flirto con l&#8217;anarco-comunismo), vegetariana tendente&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2015/02/25/rompere-la-bambola-di-porcellana-sotto-la-crudelta-sessuale-maschile-contro-donne-e-bambini/" data-wpel-link="internal">Rompere la bambola di porcellana: sotto la crudeltà sessuale maschile contro donne e bambini</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p><em>Le parole di una sopravvissuta alla prostituzione, autrice del blog&nbsp;<a href="http://legalisedlies.tumblr.com/" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">Legalised Lies</a>&nbsp;(Bugie legalizzate</em><i>) <em>contro la lobby dell&#8217;industria del sesso</em>, che si descrive così: &#8220;</i><em>25 anni, europea, femminista, socialista (qualche volta flirto con l&#8217;anarco-comunismo), vegetariana tendente al vegan, geek, musicista, blogger&#8230;&#8221;. <a href="http://legalisedlies.tumblr.com/post/109142456184/breaking-the-porcelain-doll-underneath-male" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">Tradotta</a> da Ilaria Maccaroni.</em></p>
<p><em>Avviso sul contenuto: descrizioni di stupro.</em></p>
<p>Traduzione dall&#8217;inglese di Chiara C.</p>
<p><div id="attachment_1292" style="width: 472px" class="wp-caption alignleft"><a href="http://www.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2015/02/o-ERIN-900.jpg" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer"><img loading="lazy" decoding="async" aria-describedby="caption-attachment-1292" class="wp-image-1292" src="http://www.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2015/02/o-ERIN-900.jpg" alt="o-ERIN-900" width="462" height="613"></a><p id="caption-attachment-1292" class="wp-caption-text">Jessica Harrison, &#8220;Erin&#8221; (dall&#8217;installazione &#8220;Broken&#8221;, 2014)</p></div></p>
<p style="text-align: justify;">Quando si studia il linguaggio che i<strong> pornografi</strong> e i <strong>consumatori di porno mainstream</strong> utilizzano per descrivere le scene, è possibile individuare un modello.</p>
<p style="text-align: justify;">Sembrano esistere due elementi che spesso vengono evidenziati:</p>
<p style="text-align: justify;">1. <strong>La differenza di potere tra il soggetto maschile e il suo corpo</strong> (“grande”, “cazzo mostruoso”, “enorme”, “paparino” ecc.) <strong>e l’oggetto femminile e il suo corpo</strong> (“piccina”, “stretta”, “piccolina”, “ragazzina”, “carina” ecc.).</p>
<p style="text-align: justify;">2. <strong>La violenza che il soggetto infligge sull’oggetto</strong> (“viene scopata”, “viene perforata”, “viene chiavata”, “distrutta”, “abusata”, “stuprata”, “deve”, “è obbligata a”, “non ce la fa” ecc.)</p>
<p style="text-align: justify;">Quest’idea di un <strong>grosso soggetto crudele</strong> che fa male a un <strong>oggettino vulnerabile</strong> è quel che guida oggi la sessualità di molti uomini. È il tipo di sesso che gli uomini desiderano, è quello su cui fanno le loro fantasie e che sognano di praticare loro stessi, da soggetti. Spesso si sente dire che <strong>la pornografia è finzione</strong> e che le fantasie sono idee innocue che non devono diventare realtà. Se non fosse che non è così. <strong>Le ragazze e le giovani donne che girano questi film porno non sono una finzione, sono esseri umani vivi e pulsanti.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">E gli uomini praticano indubbiamente queste fantasie sulle donne, <strong>le hanno praticate su di me.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ogni volta (ad eccezione di alcuni feticisti) che mi sono trovata da sola con un puttaniere, <strong>volevano che mi comportassi come le ragazze porno che vedevano sullo schermo</strong>. Volevano che fossi quel tipo di ragazza: <strong>giovane, graziosa, senza peli e sottomessa</strong>. Tutta questa dinamica era ridicola: un cinquantenne (alcuni clienti erano poco più giovani, altri anche più anziani) ed io che avevo ventuno anni e che dovevo sostanzialmente <strong>imitare un’adolescente</strong> in tutto e per tutto. <strong>Durante gli anni trascorsi nel mercato del sesso avevo perso abbastanza peso e potrei dire con certezza che attiravo più clienti.</strong> Il mio indice di massa corporea era appena sopra i sedici. Questo mi rendeva un po’ più unica? Credo che mi facesse sembrare <strong>più vulnerabile</strong> e questo <strong>li eccitava</strong>. E di nuovo, proprio <strong>come sullo schermo</strong>, <strong>molti</strong> <strong>volevano fare a me quello che si fa alle ragazze nel porno: penetrarmi in modo aggressivo, spesso analmente, “scoparmi in faccia”, introdurmi tutto il pugno dentro ed eiacularmi in faccia.</strong></p>
<p style="text-align: justify;">Ho accettato tutto ciò? No. Ho permesso che accadesse? Sì. <strong>In realtà non si rifiuta nulla quando hai disperatamente bisogno di denaro e quando l’uomo che hai di fronte ti guarda e si comporta in modo aggressivo.</strong> Ti fa sentire spaventata. La paura che avevo mi rendeva passiva, la mia attenzione si rivolgeva all’interno, non tutti i gemiti si fanno per fingere entusiasmo, alcuni sono espressione di dolore che si ha bisogno di far uscire per potercela fare. <strong>Agivo come l’oggetto che loro volevano che fossi, sapendo che sarebbe finito presto se lo avessi fatto.</strong> Fino ad oggi, ho avuto difficoltà a perdonarmi per la mia remissività.</p>
<p style="text-align: justify;">Chiaramente, <strong>questi elementi sono essenziali per il porno e la prostituzione, per l’intera industria del sesso e per la sua domanda: sessualità maschile</strong> (principalmente eterosessuale). <strong>Loro vogliono che le loro partner sessuali appaiano puerili, innocenti, bambole di porcellana: e poi le vogliono rompere</strong>.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2015%2F02%2F25%2Frompere-la-bambola-di-porcellana-sotto-la-crudelta-sessuale-maschile-contro-donne-e-bambini%2F&amp;linkname=Rompere%20la%20bambola%20di%20porcellana%3A%20sotto%20la%20crudelt%C3%A0%20sessuale%20maschile%20contro%20donne%20e%20bambini" title="Facebook" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2015%2F02%2F25%2Frompere-la-bambola-di-porcellana-sotto-la-crudelta-sessuale-maschile-contro-donne-e-bambini%2F&amp;linkname=Rompere%20la%20bambola%20di%20porcellana%3A%20sotto%20la%20crudelt%C3%A0%20sessuale%20maschile%20contro%20donne%20e%20bambini" title="Twitter" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2015%2F02%2F25%2Frompere-la-bambola-di-porcellana-sotto-la-crudelta-sessuale-maschile-contro-donne-e-bambini%2F&amp;linkname=Rompere%20la%20bambola%20di%20porcellana%3A%20sotto%20la%20crudelt%C3%A0%20sessuale%20maschile%20contro%20donne%20e%20bambini" title="Email" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_print" href="https://www.addtoany.com/add_to/print?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2015%2F02%2F25%2Frompere-la-bambola-di-porcellana-sotto-la-crudelta-sessuale-maschile-contro-donne-e-bambini%2F&amp;linkname=Rompere%20la%20bambola%20di%20porcellana%3A%20sotto%20la%20crudelt%C3%A0%20sessuale%20maschile%20contro%20donne%20e%20bambini" title="Print" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2015%2F02%2F25%2Frompere-la-bambola-di-porcellana-sotto-la-crudelta-sessuale-maschile-contro-donne-e-bambini%2F&amp;linkname=Rompere%20la%20bambola%20di%20porcellana%3A%20sotto%20la%20crudelt%C3%A0%20sessuale%20maschile%20contro%20donne%20e%20bambini" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="https://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2015%2F02%2F25%2Frompere-la-bambola-di-porcellana-sotto-la-crudelta-sessuale-maschile-contro-donne-e-bambini%2F&amp;linkname=Rompere%20la%20bambola%20di%20porcellana%3A%20sotto%20la%20crudelt%C3%A0%20sessuale%20maschile%20contro%20donne%20e%20bambini" title="Gmail" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_copy_link" href="https://www.addtoany.com/add_to/copy_link?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2015%2F02%2F25%2Frompere-la-bambola-di-porcellana-sotto-la-crudelta-sessuale-maschile-contro-donne-e-bambini%2F&amp;linkname=Rompere%20la%20bambola%20di%20porcellana%3A%20sotto%20la%20crudelt%C3%A0%20sessuale%20maschile%20contro%20donne%20e%20bambini" title="Copy Link" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_dd a2a_counter addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2015%2F02%2F25%2Frompere-la-bambola-di-porcellana-sotto-la-crudelta-sessuale-maschile-contro-donne-e-bambini%2F&#038;title=Rompere%20la%20bambola%20di%20porcellana%3A%20sotto%20la%20crudelt%C3%A0%20sessuale%20maschile%20contro%20donne%20e%20bambini" data-a2a-url="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2015/02/25/rompere-la-bambola-di-porcellana-sotto-la-crudelta-sessuale-maschile-contro-donne-e-bambini/" data-a2a-title="Rompere la bambola di porcellana: sotto la crudeltà sessuale maschile contro donne e bambini" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2015/02/25/rompere-la-bambola-di-porcellana-sotto-la-crudelta-sessuale-maschile-contro-donne-e-bambini/" data-wpel-link="internal">Rompere la bambola di porcellana: sotto la crudeltà sessuale maschile contro donne e bambini</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
