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	<title>femminismo radicale Archivi - Resistere alla Cultura del Porno</title>
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	<title>femminismo radicale Archivi - Resistere alla Cultura del Porno</title>
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		<title>Pornografia: Fare le peggiori cose alle donne, tirare fuori il peggio degli uomini</title>
		<link>https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2022/07/30/pornografia-fare-le-peggiori-cose-alle-donne-tirare-fuori-il-peggio-degli-uomini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RcpResFemAd]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jul 2022 13:36:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pornografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Robert Jensen La mia tesi: L&#8217;industria della pornografia arreca danno alle donne, ma anche agli uomini perché tira fuori il loro lato peggiore. Lasciate che vi spieghi il perché. Sono un professore in&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2022/07/30/pornografia-fare-le-peggiori-cose-alle-donne-tirare-fuori-il-peggio-degli-uomini/" data-wpel-link="internal">Pornografia: Fare le peggiori cose alle donne, tirare fuori il peggio degli uomini</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Di <a href="https://www.counterpunch.org/2021/11/05/pornography-doing-the-worst-to-women-bringing-out-the-worst-in-men/" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">Robert Jensen </a></p>



<figure class="wp-block-image"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="729" height="1024" src="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2022/07/IMG-20220721-WA0005-729x1024.jpg" alt="" class="wp-image-445" srcset="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2022/07/IMG-20220721-WA0005-729x1024.jpg 729w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2022/07/IMG-20220721-WA0005-214x300.jpg 214w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2022/07/IMG-20220721-WA0005-768x1078.jpg 768w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2022/07/IMG-20220721-WA0005.jpg 800w" sizes="(max-width: 729px) 100vw, 729px" /><figcaption>Opera di Vesna Pavan (<a href="https://www.vesnapavan.com/" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">https://www.vesnapavan.com/</a>)</figcaption></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>La mia tesi: L&#8217;industria della pornografia arreca danno alle donne, ma anche agli uomini perché tira fuori il loro lato peggiore. Lasciate che vi spieghi il perché.</p>



<p>Sono un professore in pensione dell&#8217;Università del Texas e ho iniziato a studiare l&#8217;industria della pornografia dal 1988. Ho scritto una tesi di dottorato, vari articoli scientifici e tre libri riguardanti questo tema. Le conclusioni cui sono arrivato con il mio lavoro accademico sui danni della pornografia mi hanno portato a contribuire al movimento femminista anti-pornografia, concentrandomi sull&#8217;organizzazione di eventi di educazione pubblica e scrivendo per un pubblico generico. Entrambe le attività, quella accademica e quella da attivista, sono intrinsecamente collegate. Ogni anno vengono pubblicate sempre più ricerche accademiche in psicologia e sociologia che convalidano le intuizioni di quell&#8217;analisi femminista radicale, ed è proprio questo fatto a rendere così importante l&#8217;attivismo.</p>



<p>Oggi voglio spiegare perché si dovrebbe dare centralità alla critica femminista, nel contesto più ampio dell&#8217;analisi riguadante lo sfruttamento sessuale e la violenza maschile, al fine di poter comprendere il danno causato dalla pornografia. Sottolineo questo per tre motivi.</p>



<p>Innanzitutto, ci sono femministe che difendono, e persino celebrano, l&#8217;industria della pornografia. Anziché combattere lo sfruttamento sessuale delle donne che è il cuore pulsante di tale indusria, queste <em>&#8220;femministe&#8221;</em> sostengono di difendere le cosiddette &#8220;lavoratrici del sesso&#8221; o la loro &#8220;libertà sessuale”. L&#8217;industria del porno però non tratta le donne che vi sono coinvolte come delle lavoratrici normali. Infatti non viene concessa loro la protezione minima concessa a qualsiasi altro tipo di lavoratore, proprio perché lo sfruttamento è necessario al mantenimento dell&#8217;intero sistema e all&#8217;intrattenimento fornito al &#8220;cliente&#8221; come prodotto. Il modello di business di tale industria non promuoverà mai un&#8217;espressione che sia coerente con i diritti umani. È cruciale sfidare il femminismo liberale pro-pornografia con la critica che è stata sviluppata dalle donne del movimento femminista anti-pornografia, che include molte sopravvissute alle industrie dello sfruttamento sessuale.</p>



<p>In secondo luogo, è presente un&#8217;altra critica alla pornografia proveniente dalle fila dei conservatori e dei religiosi. Sebbene vi siano dei valori condivisi, a differenza della critica da parte dei religiosi, l&#8217;analisi delle femministe radicali si inserisce in una più grande sfida e resistenza al sistema patriarcale di dominio maschile istituzionalizzato.</p>



<p>In terzo luogo, è importante che gli uomini supportino una critica alla pornografia di stampo femminista. Un numero crescente di uomini sta rifiutando l&#8217;uso della pornografia a causa degli effetti negativi sul loro immaginario sessuale e sulla loro vita sessuale, specialmente quando si ritrovano intrappolati in modelli simili alla dipendenza. Questa autoconsapevolezza è di certo un segnale positivo, ma è comunque solo un primo passo. Gli uomini hanno la responsabilità di unirsi a un movimento femminista che metta il danno inferto alle donne e ai/alle bambini/e al centro di una critica della pornografia.</p>



<p>La frase &#8220;Commercial Sexual Exploitation&#8221; nel titolo di questa inchiesta è cruciale, perché mantiene l&#8217;attenzione sulla realtà delle esperienze delle donne. Il termine &#8220;industria del sesso&#8221;, comunemente usato dai sostenitori e apologeti della pornografia, oscura la natura dello scambio. La pornografia &#8211; insieme alla prostituzione, lo spogliarello, i saloni di massaggio, i servizi di escort &#8211; riguarda essenzialmente gli uomini che comprano e vendono corpi femminili oggettivati per il loro egoistico piacere sessuale. Ecco perché utilizzo il termine &#8220;industria di sfruttamento sessuale&#8221;, per identificare la vera natura di questo modello di business. Le mie colleghe di questo panel &#8211; Gail Dines, Clare McGlynn e Laila Mickelwait &#8211; potranno elaborare i danni causati da questa industria, e suggerire opzioni politiche che offrono le migliori alternative per sradicare l&#8217;industria del porno.</p>



<p>Ho abbracciato tardi l&#8217;analisi femminista contro la pornografia. Da giovane avevo opinioni liberali a favore della pornografia e deridevo quella critica femminista che in realtà non comprendevo veramente. Ma quando usavo la pornografia, mi sentivo sempre inquieto. In fondo credo che sapessi che legare il mio piacere sessuale all&#8217;uso di corpi femminili oggettivati era in contrasto con il mio migliore Io. Poi ho scoperto la critica femminista, espressa con forza da Andrea Dworkin nel suo rivoluzionario libro &#8220;Pornography: Men Possessing Women&#8221;. Dworkin e altre femministe non solo sfidarono la mia superficiale politica liberale, ma si fecero portatrici anche del mio disagio con le norme di mascolinità dominanti della cultura, che sono espresse così palesemente nella pornografia: l&#8217;ossessione del controllo e l&#8217;obiettivo della conquista.</p>



<p>All&#8217;epoca, la critica femminista era un&#8217;analisi convincente del mondo pornografico pre-internet. Più di quattro decenni dopo, la costante intensificazione del sessismo e del razzismo nella pornografia l&#8217;hanno resa ancora più convincente. Ma in quello stesso periodo di tempo, la critica femminista è stata costantemente spinta ai margini dalle istituzioni liberali, specialmente nelle università.</p>



<p>Penso che questo rifiuto, ideologicamente guidato, di un&#8217;analisi così convincente sia il risultato della paura e della negazione. La paura è una reazione comprensibile a quanto intensamente crudele e denigrante sia diventata la pornografia. Può essere spaventoso guardare come l&#8217;abuso delle donne sia diventato un intrattenimento sessuale di routine. La negazione è il non riconoscere quanto le norme sessiste del patriarcato possano giustificare la brutalità dell&#8217;industria dello sfruttamento sessuale e quanto tutto ciò sia radicato nella paura che scaturisce dalla critica di tale sistema. L&#8217;analisi femminista infatti rivela la realtà patriarcale sulle nostre vite, dalla politica globale agli spazi più intimi della nostra quotidianità.</p>



<p>Infine, la critica femminista alle industrie di sfruttamento sessuale è, per me e per le femministe con cui ho lavorato, parte di una critica più ampia di tutte le forme di potere che sono utilizzate quotidianamente. Le attiviste che contestano lo sfruttamento sessuale commerciale mettono anche in evidenza gli abusi di potere in tutte le loro forme: razzismo, disuguaglianza economica e sfruttamento globale, militarismo, degrado ecologico. La critica femminista alla pornografia fa parte di una più ampia critica progressista/ecologista delle concentrazioni illegittime di potere.</p>



<p>Per concludere vi lascio una citazione presa dal mio libro &#8220;La fine del patriarcato&#8221;:</p>



<p>&lt;&lt; Suggerisco di porre una domanda che è fondamentale ogni volta che incontriamo una nuova idea, un progetto politico o una proposta politica: è probabile che questo aiuti le persone a creare e mantenere comunità umane stabili e dignitose e che possano rimanere in una relazione sostenibile con il più ampio mondo vivente? &gt;&gt;</p>



<p>Sulla base di più di tre decenni di ricerca e attivismo, posso affermare senza esitazioni o riserve che la pornografia e le altre industrie di sfruttamento sessuale sono un impedimento a comunità umane stabili e decenti. La pratica degli uomini di comprare e vendere corpi femminili oggettivati per il piacere sessuale è incompatibile con la dignità umana.</p>



<p>I difensori della pornografia tipicamente rispondono con: &#8220;Beh, se non ti piace il porno, non guardarlo&#8221;. In effetti, molte persone scelgono di non guardarlo, ma nessuno può sfuggire a una cultura sempre più pornografica. Scegliere di non guardare la pornografia non elimina i danni creati da un&#8217;industria che fa violenza alle donne, ma danneggia anche agli uomini perché tira fuori il loro lato peggiore.</p>
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		<title>La denuncia di Billie Eilish  contro il porno fa ben sperare per il femminismo</title>
		<link>https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2021/12/16/la-denuncia-di-billie-eilish-contro-il-porno-e-di-buon-auspicio-per-il-femminismo/</link>
		
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2021 09:40:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Julie Bindel Traduzione dall&#8217;inglese di Chiara C. Le donne non sono frigide odiatrici di uomini perché si oppongono al porno. Come una giovane pop star ha coraggiosamente rivelato, ha distrutto una generazione. La&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2021/12/16/la-denuncia-di-billie-eilish-contro-il-porno-e-di-buon-auspicio-per-il-femminismo/" data-wpel-link="internal">La denuncia di Billie Eilish  contro il porno fa ben sperare per il femminismo</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2021/12/Screen-Shot-2021-12-16-at-10.36.38.png" alt="" class="wp-image-425" width="710" height="464" srcset="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2021/12/Screen-Shot-2021-12-16-at-10.36.38.png 476w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2021/12/Screen-Shot-2021-12-16-at-10.36.38-300x196.png 300w" sizes="(max-width: 710px) 100vw, 710px" /></figure>



<p>di <a href="https://www.mailplus.co.uk/edition/comment/135684/billie-eilish-denouncing-porn-bodes-well-for-feminism?utm_source=facebook&amp;utm_medium=social&amp;utm_campaign=shared_link&amp;fbclid=IwAR0Squ80ALHvi2CebAHcuEAncYZ-8RaDJTzP8VboOf3ZO_85kxAy0KyWyFo" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">Julie Bindel </a></p>



<p>Traduzione dall&#8217;inglese di Chiara C.</p>



<p>Le donne non sono frigide odiatrici di uomini perché si oppongono al porno. Come una giovane pop star ha coraggiosamente rivelato, ha distrutto una generazione.</p>



<p>La cantante Billie Eilish si è espressa contro la pornografia &#8220;violenta e abusiva&#8221; etichettandola come &#8220;una vergogna&#8221;.</p>



<p>Questo è di buon auspicio per il femminismo.</p>



<p>Parlando allo show di Howard Stern, la giovane star ha rivelato come il porno, che ha consumato per la prima volta all&#8217;età di 11 anni, le abbia dato incubi e distrutto la sua sessualità, ma che ha l’ha guardato per sentirsi come &#8220;uno dei ragazzi&#8221;.</p>



<p>Eilish, che ha iniziato la sua carriera indossando vestiti larghi per evitare che la gente commentasse sul suo corpo, ha coraggiosamente parlato nella trasmissione con Stern, un uomo ben noto per la sua predilezione per il porno.</p>



<p>La plurivincitrice di Grammy ha detto che è arrabbiata con se stessa per aver pensato che fosse giusto guardare così tanto porno. Ha spiegato che quando ha iniziato ad uscire con gli uomini, ha trovato difficile dire &#8220;no&#8221; a certe pratiche sessuali dannose perché erano diventate così normali a causa del diffuso consumo di porno tra i giovani ragazzi e gli uomini.</p>



<p>Un rapporto dell&#8217;Ofsted pubblicato a giugno di quest&#8217;anno ha rivelato Il livello impressionante di molestie sessuali e abusi sessuali online che le ragazze &#8211; e alcuni ragazzi &#8211; sperimentano quotidianamente. La tragedia è che così tante vittime considerano tali molestie come una routine e quindi pensano abbia poco senso sfidarle o denunciarle. Scommetto che alcune di queste giovani donne si sentono più incoraggiate ora che hanno un modello di riferimento come Eilish.</p>



<p>Parlando con le ragazze a scuola come parte della mia campagna contro lo sfruttamento sessuale, ho sentito storie terribili di insulti sessisti, abusi online, upskirting, contatti indesiderati nei corridoi della scuola e battute sullo stupro.</p>



<p>I ragazzi condividono foto di ragazze nude su WhatsApp e Snapchat come se stessero raccogliendo trofei. Un certo numero di ragazzi mi ha detto che cercano forme sempre più violente di pornografia perché si annoiano della &#8220;roba tradizionale&#8221;.</p>



<p>Purtroppo, sembra che il porno sia ora la nuova &#8220;educazione sessuale&#8221; nelle scuole. L&#8217;aumento del suo uso e il livello di violenza e abuso rappresentato al suo interno è un chiaro riflesso del livello di misoginia che le donne e le ragazze stanno sperimentando nella vita quotidiana. Perché altrimenti così tanti ragazzi e uomini di tutte le età vorrebbero consumare immagini di donne umiliate, torturate e abusate? E come può questo non essere un&#8217;indicazione del modo in cui gli uomini sono incoraggiati a vedere le donne?</p>



<p>Le ragazze “cool” ci dicono che amano la pornografia, e non si preoccupano di recitare in un film autoprodotto da inviare ai loro fidanzati o di guardare questi video dannosi per compiacere o impressionare. Alcune sostengono addirittura che il porno può essere femminista. Per lo meno, questa è la linea ufficiale diffusa da molte giovani donne nelle università e altrove.</p>



<p>Parlare contro la pornografia viene considerato come parlare contro il sesso secondo le regole imposte loro da alcuni giovani progressisti. E come abbiamo visto più volte, parlare contro il sessismo porta spesso a etichettare le femministe come frigide odiatrici di uomini.</p>



<p>Ora la diciannovenne Eilish si è unita a una schiera sempre crescente di donne che si rifiutano di seguire la propaganda sessista e dicono invece la verità, spesso a caro prezzo. Ha fatto a pezzi l&#8217;idea che il porno sia una forma di empowerment per le donne.</p>



<p>Eilish è destinata a diventare un modello forte per le giovani donne di tutto il mondo che sono vittime di bullismo e costrette ad accettare il porno come qualcosa di buono per loro.</p>



<p>Nonostante l&#8217;ostilità, le minacce e le conseguenze spesso gravi per coloro che parlano contro l&#8217;attuale ondata di misoginia, le femministe, in massa, sono in rivolta.</p>
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			</item>
		<item>
		<title>Pornizzazione del &#8216;femminismo&#8217;: quando la misoginia viene venduta come &#8216;empowerment&#8217;</title>
		<link>https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2020/10/25/pornizzazione-del-femminismo-quando-la-misoginia-viene-venduta-come-empowerment/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RcpResFemAd]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 25 Oct 2020 15:14:09 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pornografia]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo radicale]]></category>
		<category><![CDATA[industria del porno]]></category>
		<category><![CDATA[pornografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Ilaria Maccaroni Intervento di Gail Dines al webinar organizzato da Mujeres Por la Abolición “Abolición de la pornografía y lectura del manifiesto de la II Marcha Abolicionista” 19 settembre 2020 (II parte) La&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2020/10/25/pornizzazione-del-femminismo-quando-la-misoginia-viene-venduta-come-empowerment/" data-wpel-link="internal">Pornizzazione del &#8216;femminismo&#8217;: quando la misoginia viene venduta come &#8216;empowerment&#8217;</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>di Ilaria Maccaroni</p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="1024" height="687" src="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/antiporn-feminism-1024x687.jpg" alt="" class="wp-image-292" srcset="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/antiporn-feminism-1024x687.jpg 1024w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/antiporn-feminism-300x201.jpg 300w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/antiporn-feminism-768x515.jpg 768w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/antiporn-feminism.jpg 2048w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>



<p>Intervento di Gail Dines al webinar organizzato da <strong>Mujeres Por la Abolición</strong> “<strong>Abolición de la pornografía y lectura del manifiesto de la II Marcha Abolicionista”</strong> 19 settembre 2020 (II parte) </p>



<p>La sempre maggiore pornizzazione della società ha portato ad una pornizzazione anche del femminismo; di questi tempi, per esempio, molte femministe parlano di “empowering del porno”. </p>



<p>Il libro “The Feminist Porn Book: The Politics of Producing Pleasure”, per esempio, pubblicato nel 2013 è un chiaro esempio di tutto ciò; mette assieme femminismo e porno in un unico libro. In pratica si evidenzia l’importanza della pornografia e di come le donne producano ed esercitino il potere e il piacere attraverso di essa. È ovvio che esiste potere nella pornografia, ma sono gli uomini ad esercitarlo, non certo le donne. È un’argomentazione scandalosa e viene affermata e sostenuta da donne che non hanno mai lavorato nell’Industria del Porno. Molte femministe, anche in ambito accademico, sostengono che la pornografia sia una professione, e come tutte le professioni le donne che ci lavorano possono sempre rifiutarsi di eseguire tutte le pratiche riportate nel contratto che firmano prima di entrare in scena, ma sappiamo anche che se le donne si rifiutano di fare qualcosa, l’Industria semplicemente non dà loro più lavoro. </p>



<p>In questo modo, la visione strutturale che si aveva un tempo della pornografia come un ambiente potenzialmente pericoloso per i diritti delle donne, oggi, grazie anche alla cultura neoliberista che si è sviluppa negli anni ’80 e ’90, è stata rimpiazzata da una visione individuale, di donne che si esprimono attraverso la pornografia. Non esiste la società, ci sono soltanto uomini e donne, individui singoli con le loro storie e i loro punti di vista. A questo si aggiunge la nuova ondata femminista affermatasi nell’ultimo decennio che difende la prostituzione e la pornografia come lavoro chiamandolo “lavoro sessuale”. </p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="960" src="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/porn-schrews-3.jpg" alt="" class="wp-image-322" srcset="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/porn-schrews-3.jpg 960w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/porn-schrews-3-150x150.jpg 150w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/porn-schrews-3-300x300.jpg 300w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/porn-schrews-3-768x768.jpg 768w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/porn-schrews-3-160x160.jpg 160w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/porn-schrews-3-320x320.jpg 320w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /><figcaption>&#8220;Il porno è per stronzi&#8221; banner delle attiviste radicali The Untenable Shrews </figcaption></figure>



<p>Il lavoro
sessuale, secondo queste femministe, sarebbe una transazione consensuale tra
adulti in cui l’atto di comprare sesso non sarebbe una violazione
dei diritti umani. In realtà è il lavoro sessuale stesso che dobbiamo
considerare una violenza contro le donne prostituite. L’espressione “lavoro
sessuale” spoliticizza il significato stesso dell’essere prostituta: è il frutto del patriarcato che mercifica le donne e del razzismo
che mercifica le donne di colore. </p>



<p>Nel neoliberismo
non si parla mai di uomini, della scelta che gli uomini fanno di comprare le
donne nel mercato del sesso, ma si parla sempre e solo di donne e delle loro
scelte personali. Ma allo stesso tempo sappiamo bene che non ci può essere
prostituzione senza uomini che scelgono di comprare sesso. Le donne non
scelgono liberamente di fare quello che fanno, sono povere e spesso le loro
scelte sono obbligate dalle condizioni di povertà ed emarginazione in cui
vivono. </p>



<p>Viviamo in una cultura tossica che dobbiamo ripulire e il modo per farlo è legare e abbattere questo mostro pornografico e possiamo farlo, afferma Gail Dines, grazie a Cultural Reframed. Un sito la cui visione è quella di creare un mondo di uguaglianza ed empatia e sconfiggere, allo stesso tempo, la cultura porno. Questo progetto è rivolto a genitori, insegnanti, pediatri, professionisti di settore e mette a disposizione i migliori strumenti per educare i nostri figli. Il porno è un prodotto fatto da e per gli uomini, che sono i maggiori consumatori di sesso, prostituzione e porno online, nonché dell’industria del sesso in generale. </p>



<p>Purtroppo, molte
donne e ragazze giovani, oggigiorno, si sentono attratte dal porno perché
vedono in esso una potente arma di eccitazione degli uomini. Ma il fatto che
piaccia qualcosa non vuol dire che essa sia accettabile e corretta in termini
etici e sociali. </p>



<p>Ai bambini e
adolescenti, inoltre, va insegnato a pensare con il loro cervello, gli si deve
dare fiducia e dire loro che potranno essere adulti meravigliosi ma se guardano
il porno, la loro sessualità sarà irrevocabilmente regalata a un gruppo di
capitalisti senza scrupoli pronti a strappare di dosso loro la loro sessualità
e la capacità di empatizzare e di innamorarsi. È questo che dobbiamo impedire.
La pornizzazione della cultura operata da produttori, puttanieri, sfruttatori
ecc. non deve essere più permessa. </p>



<p>Secondo Gail Dines
il femminismo deve dunque tornare ai suoi principi fondanti, quelli secondo cui
le donne esistono in quanto classe oppressa, indipendentemente dalla loro
personalità, dal loro carattere e tutte indistintamente subiamo la violenza del
patriarcato, tutte siamo vittime del patriarcato. Il femminismo è un movimento
per la liberazione di tutte le donne, non è qualcosa di individuale, lottiamo a
favore di un movimento che ha un’idea di collettività.</p>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Gail Dines: Crescere nella cultura del porno</title>
		<link>https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2020/10/20/gail-dines-crescere-nella-cultura-del-porno/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RcpResFemAd]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2020 09:53:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pornografia]]></category>
		<category><![CDATA[abolizionismo]]></category>
		<category><![CDATA[antipornografia]]></category>
		<category><![CDATA[cultura dello stupro]]></category>
		<category><![CDATA[culture reframed]]></category>
		<category><![CDATA[femminismo radicale]]></category>
		<category><![CDATA[gail dines]]></category>
		<category><![CDATA[industria del porno]]></category>
		<category><![CDATA[MindGeek]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento sessuale minori]]></category>
		<category><![CDATA[tratta]]></category>
		<category><![CDATA[violenza maschile sulle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi inauguriamo finalmente una nuova sezione del nostro sito e un nuovo percorso che vorremmo iniziate con voi. Nel 2014 una nostra compagna ha incontrato Gail Dines a Londra durante la conferenza Stop Porn Culture, si era creato un gemellaggio USA-UK con la nascita del gruppo di Londra Resist Porn Culture. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2020/10/20/gail-dines-crescere-nella-cultura-del-porno/" data-wpel-link="internal">Gail Dines: Crescere nella cultura del porno</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="alignright is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/gail-speaking-tall.jpg" alt="Gail Dines" class="wp-image-281" width="352" height="453" srcset="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/gail-speaking-tall.jpg 700w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/gail-speaking-tall-233x300.jpg 233w" sizes="auto, (max-width: 352px) 100vw, 352px" /></figure></div>



<p style="text-align:left"><em>Oggi inauguriamo finalmente una nuova sezione del nostro sito e un nuovo percorso che vorremmo iniziate con voi. Nel 2014 una nostra compagna ha incontrato Gail Dines a Londra durante la conferenza Stop Porn Culture, si era creato un gemellaggio USA-UK con la nascita del gruppo di Londra Resist Porn Culture. Incontrare Gail è stata un’esperienza unica, il suo attivismo femminista, la sua passione politica, la sua lotta contro l’industria porno a fianco delle donne e le ragazze ci ha conquistate. Dopo l’incontro Gail ci ha incoraggiate ad aprire anche in Italia un gruppo di ricerca e attivismo analogo a quello che aveva fondato, dopo anni il progetto adesso è realtà. L’industria del porno è responsabile della morte di milioni di donne e minori nel mondo, un&#8217;industria che si nutre e alimenta la misoginia a livello globale. Una realtà che viene rappresentata come &#8220;mondo parallelo&#8221;, fantasia contrapposta al mondo reale, quando le donne che vengono stuprate, torturate e sottoposte ad ogni genere di violenza sono reali. Il messaggio che viene veicolato però è che quelle donne sono diverse, come le donne prostituite sono donne che possono o scelgono di essere abusate,  l&#8217;erotizzazione della violenza serve per normalizzarla e cancellarla in modo che il patriarcato possa continuare ad esercitare la sua dittatura sui corpi delle donne e le bambine.  Non è possibile parlare di pornografia senza parlare di prostituzione: la pornografia come dice Rachel Moran è prostituzione filmata. Un numero sempre crescente di donne che hanno lasciato la porno</em>g<em>rafia ha rivelato le condizioni di sfruttamento, violenza fisica e psicologica che erano costrette ad accettare, molte di loro sono vittime di tratta o sfruttamento sessuale.  Obiettivo di questa sessione è indagare il legame tra prostituzione e pornografia e tra industria del sesso e il persistere della violenza maschile sulle donne. Raccoglieremo testimonianze di sopravvissute, saggi di accademiche e attiviste ma anche racconti personali politici, a partire dai nostri, di tutte quelle donne e ragazze che hanno avuto esperienza della pornografia al di qua dello schermo dove la violenza maschile si esercita sulle figlie, le compagne, le fidanzate, le mogli. Abbiamo scelto proprio la voce potente di Gail Dines per iniziare la nostra azione di denuncia contro l&#8217;industria del porno e il danno grave che produce nella vita di donne e minori. Vogliamo che le nuove generazioni sviluppino una resistenza-resilienza contro la cultura del porno, fare resistenza è un atto di ribellione profonda, significa non piegare la testa, fare a pezzi il patriarcato. </em></p>



<p></p>



<p><strong>di Ilaria Maccaroni </strong></p>



<p>Riportiamo di seguito alcune riflessioni della Professoressa Gail Dines, principale studiosa e attivista contro la pornografia a livello mondiale, invitata al webinar organizzato da <strong>Mujeres Por la Abolición </strong>intitolato “<strong>Abolición de la pornografía y lectura del manifiesto de la II Marcha Abolicionista” (Abolizione della pornografia e lettura del Manifesto della II Marcha Abolizionista) </strong>tenutosi lo scorso 19 settembre 2020 e inserito all’interno di un ciclo di seminari dedicati a temi della prostituzione, della pornografia e dell’abolizionismo.</p>



<p>Gail Dines è autrice di articoli e saggi sull&#8217;industria del porno e sulla violenza sessuale da oltre 30 anni. Il suo libro “<strong>Pornland: How Porn Has Hijacked Our Sexuality</strong>”, pubblicato nel 2010, è stato tradotto in quattro lingue. Dines è Professoressa emerita di sociologia e studi sulle donne al Wheelock College di Boston, è inoltre fondatrice e presidente dell&#8217;organizzazione no profit <strong>Culture Reframed</strong>, impegnata nella costruzione della resistenza e resilienza dei giovani ai media ipersessualizzati e al porno. Culture Reframed lavora per trovare una &#8220;soluzione alla crisi della salute pubblica dell&#8217;era digitale&#8221;. Oratrice di fama internazionale e consulente di enti governativi negli USA e all&#8217;estero, Gail Dines è stata descritta come una delle principali studiose e attiviste anti-porno del mondo. Compare regolarmente sui maggiori media internazionali e ha ricevuto numerosi premi internazionali. Suoi articoli sono stati pubblicati su diverse testate giornalistiche come The New York Times, Time, Newsweek, The Washington Post, The Guardian, Vogue, Cosmopolitan, The Conversation e Huffington Post. Sul suo lavoro è stato realizzato un film dalla Media Education Foundation intitolato “Pornland: The Documentary”.</p>



<p><strong>Un problema di salute pubblica </strong></p>



<p>Gail Dines sostiene che la presenza della pornografia online nella nostra cultura sia diventata un problema di salute pubblica, che la cultura porno, veicolata spesso e volentieri dai media mainstream, sta avendo un impatto devastante sui giovani e sugli adolescenti. Grazie a questa cultura pornografica, le bambine e le adolescenti di oggi imparano a comportarsi come “oggetti scopabili” per poter essere riconosciute nella società. Queste ragazzine stanno crescendo in una cultura fatta di immagini su Internet che è completamente diversa da quella in cui sono cresciute le donne adulte che oggi hanno 40 o 50 anni, e che all’epoca conoscevano soltanto le riviste cartacee. E le immagini, oggigiorno molto più di prima, umanizzano la seduzione; attraversano il nostro cervello e conquistano uno spazio al suo interno in cui diventano reali; di conseguenza, le donne si paragonano sempre di più a quelle immagini, anche quando queste sono fittizie, anche quando riproducono corpi finti, ritoccati e inesistenti. </p>



<p>Le ragazze
stanno crescendo con questa percezione visiva di sé, ipersessualizzata, perché
sono proprio le immagini femminili delle pubblicità, come quelle pubblicizzate
da Victoria’s Secret (il famoso marchio statunitense di lingerie e prodotti di
bellezza), ad avere queste peculiarità, come ad esempio quello sguardo che
invita gli uomini al sesso. Le adolescenti di oggi sanno perfettamente
riprodurre e imitare quello sguardo, ribattezzato da Gail Dines come “lo
sguardo della scopata”, e sono coscienti del fatto che a renderle sexy è
proprio la loro disponibilità sessuale di fronte ai ragazzi, i quali, al
contrario, imparano fin da piccoli che l’aggressività sessuale è una
caratteristica fondante della sessualità maschile. </p>



<p>La cultura
popolare <em>mainstream</em> è quella che prepara i bambini e le bambine
all’accettazione della cultura porno: le ragazze si percepiscono sempre di più
come oggetti scopabili usa e getta, mentre i ragazzi diventano consumatori di
sesso insensibili e insaziabili, utenti perfetti dell’industria del porno. </p>



<p>Ma a gettare le basi del porno di oggi sono state, senza dubbio, le grandi riviste pornografiche del passato. Come siamo arrivati da quelle riviste come Playboy ai contenuti web dei maggiori siti porno di oggi, è davvero incredibile.</p>



<p><strong>Industria del porno e violenza maschile sulle donne: il caso Pornhub </strong></p>



<p>Pornhub è
il sito con più visualizzazioni al mondo, ancora più di Amazon e Tweeter messi
insieme. Un terzo dei siti di Internet ha a che fare, in un modo o nell’altro,
con la pornografia, un terzo dei download contengono materiale pornografico, di
fatti la pornografia è pioniera dell’innovazione su Internet. I bambini
cominciano a vedere pornografia su Internet a 7 o 8 anni. La pornografia è un
mercato enorme: l’industria del porno opera in modo molto sofisticato, ci sono
produttori, attori, tecnologia all’avanguardia, la pornografia ha i suoi gruppi
di pressioni (le così dette lobbies), stipula contratti con i grandi fondi di
investimento, muove capitali ingenti, tutte queste società investono molti
interessi nella pornografia ed è per questo che non si producono documentari informativi
e di denuncia sopra questo enorme business.</p>



<p>Nella
distribuzione dei video porno c’è una società chiamata MindGeek che funziona un
po’ come l’Amazon del porno; controlla la maggior parte della pornografia che
viene distribuita sul web a livello mondiale, è la distributrice porno più
grande di tutte, è proprietaria dei 10 dei 15 siti porno più redditizi che sono, in pratica, quelli che hanno
l’accesso gratuito. Tra questi c’è PornHub, che possiede un totale di 100
milioni di visitatori e migliaia e migliaia di video che vengono caricati sulle
sue piattaforme ogni giorno, tanto che non si riuscirebbe mai a vedere tutto il
porno presente su questo sito nemmeno volendo. Il porno mainstream, cioè quello
a cui generalmente accede la gente comune, soprattutto uomini di ogni età e
adolescenti, è quello in cui si vede ogni giorno l’immagine di una donna alla
quale eiaculano in faccia, tanto che i giovani di oggi pensano che fare sesso
significhi solo eiaculare in faccia a qualcuno. Il messaggio diretto agli uomini
attraverso la masturbazione e l’eiaculazione è che sono loro a far parte della
classe superiore.</p>



<p>A marzo,
durante il confinamento in questo periodo di pandemia, l’industria ha reso
gratuita la maggior parte dei suoi contenuti <em>Prime,</em> mentre l’accesso ai
contenuti più sofisticati lo si può avere al costo di 60 euro al mese; il
risultato sono 134 milioni di visitatori al giorno, uomini che vengono esposti
a un porno sempre più aggressivo nei confronti delle donne, che poi
ripropongono dentro e fuori le mura domestiche, ciò che ha reso la vita di
alcune donne vittime di violenza domestica ancora più difficile. Soltanto in
Italia durante il confinamento le connessioni ai siti porno sono aumentate del
57%.
L’Industria si approfitta di qualunque opportunità, finanche della tragedia,
tanto che oggi possiede circa 15 milioni di video porno a tematica Covid19, nei
quali appaiono donne in quarantena, con la mascherina e quattro medici che le
stanno penetrando ecc … In pratica, ha approfittato del Covid per produrre sempre
più video porno. Su Pornhub il 90% dei contenuti online, ai quali anche un
bambino può accedere con una ricerca di soli tre minuti, contiene almeno una
forma di aggressività contro le donne. Eiaculazione facciale, introduzione del
pene nell’ano e poi nella bocca, sputi in faccia, penetrazione tripla di tre
uomini contemporaneamente, uomini che riempiono la donna di sperma chiamandola
troia, mignotta ecc … La tipologia di violenza comune di un video di Pornhub è
il <em>gagging: </em>gli attori spingono il pene talmente infondo alla gola delle
donne, avvicinando la testa affinché ingoino lo sperma tanto da farle piangere;
si comportano da psicopatici privi di alcuna empatia. Il <em>gagging</em>
comporta anche lo strangolamento, cioè la stretta delle mani attorno alla gola;
è possibile che durante questa pratica di tortura, gli attori lascino la presa attorno al collo della donna proprio
nel momento in cui sta per svenire. Gli effetti secondari di questa pratica
sono molto pericolosi. Il sesso anale, ad esempio, può causare il prolasso
dell’ano che non è così semplice da curare, ed è per questo che le donne non
resistono per più di tre mesi nell’Industria del Porno, perché non riescono a
sopportare le vessazioni e la violenza che subiscono ogni giorno. Cento anni di
ricerca e studi empirici dimostrano la portata del danno causato dalla
pornografia sulle persone: quanto prima i ragazzi accedono al porno e meno
capacità di intimità relazionale riescono a sviluppare con le loro partner, più
possibilità ci sono che perpetrino la violenza e l’abuso sessuale o che abbiano
disfunzione erettile; più sono fruitori di porno e maggiori possibilità hanno
di commettere una qualche forma di violenza contro una donna. </p>



<p><strong>L&#8217;impatto della pornografia su bambini e adolescenti</strong></p>



<p>Tutto ciò è davvero orribile anche perché le persone non capisco l’impatto che la pornografia sta avendo sui bambini. Neanche i mezzi di comunicazione comprendono l’enormità di tale impatto sugli adolescenti. Le donne nella pornografia piangono sempre, soffrono tanto. Figuriamoci cosa penserebbe un bambino di 11 anni che accede a dei contenuti porno per la prima volta, riuscirebbe a sopportare così tanto orrore? Quando vedono del porno online, i ragazzi possono leggere slogan come questo: “Prendiamo una puttana e le facciamo tutto quello che qualunque uomo vorrebbe farle”. Questo non è vero, non tutti gli uomini hanno gli stessi desideri. Queste frasi manipolano le menti dei bambini e degli adolescenti, perché comunicano loro che se vogliono essere dei veri uomini è così che si devono comportare. Quando i bambini e gli adolescenti cercano sesso online, non vogliono vedere quello che i siti porno offrono loro, immagini in cui si propone del sesso anale violento in cui le donne vengono umiliate, un mondo d’odio, tortura, paura ed eccitazione, un mondo nel quale e grazie al quale generazioni di bambini e adolescenti vengono traumatizzati e spinti a riproporre nell’intimità con un&#8217;altra persona, le stesse torture e gli stessi comportamenti violenti. È così che l’Industria del Porno approfitta del trauma che crea nei più giovani, perché dalle immagini della pornografia online è facile passare al sesso reale. </p>



<p>Esistono circa 100
categorie di porno rivolto agli adolescenti: il cellulare è il mezzo principale
con il quale i bambini accedono al porno attraverso le reti sociali. Il sito
web più grande di tutti è Tick Tock in cui ci sono molti predatori. Su Instagram il porno si nasconde dietro le iconcine
(disegni che gli adolescenti usano per alludere al sesso come le melanzane che
rappresentano il pene, le ciliegie che rappresentano i testicoli, la pesca che
rappresenta il sesso anale, le goccioline d’acqua l’eiaculazione e via
discorrendo), così che i ragazzi cercano siti porno attraverso queste iconcine
ed emoticons che compaiono sulle reti sociali. </p>



<p><strong>La lotta contro la cultura del porno </strong></p>



<p>Viviamo in una cultura tossica che dobbiamo ripulire e il modo migliore per riuscirci è legare e abbattere questo mostro pornografico e possiamo farlo, afferma Gail Dines, grazie a <strong>Cultural Reframed.</strong> Un sito la cui visione è quella di creare un mondo di uguaglianza ed empatia e sconfiggere, allo stesso tempo, la cultura porno. Questo progetto è rivolto a genitori, insegnanti, pediatri, professionisti di settore e mette a disposizione i migliori strumenti per educare i nostri figli. Il porno è un prodotto fatto da e per gli uomini, che sono i maggiori consumatori di sesso, prostituzione e porno online, nonché dell’industria del sesso in generale. </p>



<p>Purtroppo, molte
donne e ragazze giovani, oggigiorno, si sentono attratte dal porno perché
vedono in esso una potente arma di eccitazione degli uomini. Ma il fatto che
piaccia qualcosa, non vuol dire che essa sia accettabile e corretta in termini
etici e sociali. </p>



<p>Ai bambini e
adolescenti, inoltre, va insegnato a pensare con il loro cervello, gli si deve
dare fiducia e dire loro che potranno essere adulti meravigliosi ma se
diventano fruitori di porno, la loro sessualità sarà irrevocabilmente regalata
a un gruppo di capitalisti senza scrupoli pronti a strappare loro di dosso la loro
sessualità e la capacità di empatizzare e di innamorarsi. È questo che dobbiamo
impedire. La pornizzazione della cultura operata da produttori, puttanieri e
sfruttatori non deve essere più permessa. </p>



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