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	<title>gail dines Archivi - Resistere alla Cultura del Porno</title>
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	<title>gail dines Archivi - Resistere alla Cultura del Porno</title>
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		<title>Gail Dines: Crescere nella cultura del porno</title>
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		<dc:creator><![CDATA[RcpResFemAd]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 20 Oct 2020 09:53:34 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pornografia]]></category>
		<category><![CDATA[abolizionismo]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Oggi inauguriamo finalmente una nuova sezione del nostro sito e un nuovo percorso che vorremmo iniziate con voi. Nel 2014 una nostra compagna ha incontrato Gail Dines a Londra durante la conferenza Stop Porn Culture, si era creato un gemellaggio USA-UK con la nascita del gruppo di Londra Resist Porn Culture. </p>
<p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2020/10/20/gail-dines-crescere-nella-cultura-del-porno/" data-wpel-link="internal">Gail Dines: Crescere nella cultura del porno</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<div class="wp-block-image"><figure class="alignright is-resized"><img fetchpriority="high" decoding="async" src="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/gail-speaking-tall.jpg" alt="Gail Dines" class="wp-image-281" width="352" height="453" srcset="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/gail-speaking-tall.jpg 700w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/gail-speaking-tall-233x300.jpg 233w" sizes="(max-width: 352px) 100vw, 352px" /></figure></div>



<p style="text-align:left"><em>Oggi inauguriamo finalmente una nuova sezione del nostro sito e un nuovo percorso che vorremmo iniziate con voi. Nel 2014 una nostra compagna ha incontrato Gail Dines a Londra durante la conferenza Stop Porn Culture, si era creato un gemellaggio USA-UK con la nascita del gruppo di Londra Resist Porn Culture. Incontrare Gail è stata un’esperienza unica, il suo attivismo femminista, la sua passione politica, la sua lotta contro l’industria porno a fianco delle donne e le ragazze ci ha conquistate. Dopo l’incontro Gail ci ha incoraggiate ad aprire anche in Italia un gruppo di ricerca e attivismo analogo a quello che aveva fondato, dopo anni il progetto adesso è realtà. L’industria del porno è responsabile della morte di milioni di donne e minori nel mondo, un&#8217;industria che si nutre e alimenta la misoginia a livello globale. Una realtà che viene rappresentata come &#8220;mondo parallelo&#8221;, fantasia contrapposta al mondo reale, quando le donne che vengono stuprate, torturate e sottoposte ad ogni genere di violenza sono reali. Il messaggio che viene veicolato però è che quelle donne sono diverse, come le donne prostituite sono donne che possono o scelgono di essere abusate,  l&#8217;erotizzazione della violenza serve per normalizzarla e cancellarla in modo che il patriarcato possa continuare ad esercitare la sua dittatura sui corpi delle donne e le bambine.  Non è possibile parlare di pornografia senza parlare di prostituzione: la pornografia come dice Rachel Moran è prostituzione filmata. Un numero sempre crescente di donne che hanno lasciato la porno</em>g<em>rafia ha rivelato le condizioni di sfruttamento, violenza fisica e psicologica che erano costrette ad accettare, molte di loro sono vittime di tratta o sfruttamento sessuale.  Obiettivo di questa sessione è indagare il legame tra prostituzione e pornografia e tra industria del sesso e il persistere della violenza maschile sulle donne. Raccoglieremo testimonianze di sopravvissute, saggi di accademiche e attiviste ma anche racconti personali politici, a partire dai nostri, di tutte quelle donne e ragazze che hanno avuto esperienza della pornografia al di qua dello schermo dove la violenza maschile si esercita sulle figlie, le compagne, le fidanzate, le mogli. Abbiamo scelto proprio la voce potente di Gail Dines per iniziare la nostra azione di denuncia contro l&#8217;industria del porno e il danno grave che produce nella vita di donne e minori. Vogliamo che le nuove generazioni sviluppino una resistenza-resilienza contro la cultura del porno, fare resistenza è un atto di ribellione profonda, significa non piegare la testa, fare a pezzi il patriarcato. </em></p>



<p></p>



<p><strong>di Ilaria Maccaroni </strong></p>



<p>Riportiamo di seguito alcune riflessioni della Professoressa Gail Dines, principale studiosa e attivista contro la pornografia a livello mondiale, invitata al webinar organizzato da <strong>Mujeres Por la Abolición </strong>intitolato “<strong>Abolición de la pornografía y lectura del manifiesto de la II Marcha Abolicionista” (Abolizione della pornografia e lettura del Manifesto della II Marcha Abolizionista) </strong>tenutosi lo scorso 19 settembre 2020 e inserito all’interno di un ciclo di seminari dedicati a temi della prostituzione, della pornografia e dell’abolizionismo.</p>



<p>Gail Dines è autrice di articoli e saggi sull&#8217;industria del porno e sulla violenza sessuale da oltre 30 anni. Il suo libro “<strong>Pornland: How Porn Has Hijacked Our Sexuality</strong>”, pubblicato nel 2010, è stato tradotto in quattro lingue. Dines è Professoressa emerita di sociologia e studi sulle donne al Wheelock College di Boston, è inoltre fondatrice e presidente dell&#8217;organizzazione no profit <strong>Culture Reframed</strong>, impegnata nella costruzione della resistenza e resilienza dei giovani ai media ipersessualizzati e al porno. Culture Reframed lavora per trovare una &#8220;soluzione alla crisi della salute pubblica dell&#8217;era digitale&#8221;. Oratrice di fama internazionale e consulente di enti governativi negli USA e all&#8217;estero, Gail Dines è stata descritta come una delle principali studiose e attiviste anti-porno del mondo. Compare regolarmente sui maggiori media internazionali e ha ricevuto numerosi premi internazionali. Suoi articoli sono stati pubblicati su diverse testate giornalistiche come The New York Times, Time, Newsweek, The Washington Post, The Guardian, Vogue, Cosmopolitan, The Conversation e Huffington Post. Sul suo lavoro è stato realizzato un film dalla Media Education Foundation intitolato “Pornland: The Documentary”.</p>



<p><strong>Un problema di salute pubblica </strong></p>



<p>Gail Dines sostiene che la presenza della pornografia online nella nostra cultura sia diventata un problema di salute pubblica, che la cultura porno, veicolata spesso e volentieri dai media mainstream, sta avendo un impatto devastante sui giovani e sugli adolescenti. Grazie a questa cultura pornografica, le bambine e le adolescenti di oggi imparano a comportarsi come “oggetti scopabili” per poter essere riconosciute nella società. Queste ragazzine stanno crescendo in una cultura fatta di immagini su Internet che è completamente diversa da quella in cui sono cresciute le donne adulte che oggi hanno 40 o 50 anni, e che all’epoca conoscevano soltanto le riviste cartacee. E le immagini, oggigiorno molto più di prima, umanizzano la seduzione; attraversano il nostro cervello e conquistano uno spazio al suo interno in cui diventano reali; di conseguenza, le donne si paragonano sempre di più a quelle immagini, anche quando queste sono fittizie, anche quando riproducono corpi finti, ritoccati e inesistenti. </p>



<p>Le ragazze
stanno crescendo con questa percezione visiva di sé, ipersessualizzata, perché
sono proprio le immagini femminili delle pubblicità, come quelle pubblicizzate
da Victoria’s Secret (il famoso marchio statunitense di lingerie e prodotti di
bellezza), ad avere queste peculiarità, come ad esempio quello sguardo che
invita gli uomini al sesso. Le adolescenti di oggi sanno perfettamente
riprodurre e imitare quello sguardo, ribattezzato da Gail Dines come “lo
sguardo della scopata”, e sono coscienti del fatto che a renderle sexy è
proprio la loro disponibilità sessuale di fronte ai ragazzi, i quali, al
contrario, imparano fin da piccoli che l’aggressività sessuale è una
caratteristica fondante della sessualità maschile. </p>



<p>La cultura
popolare <em>mainstream</em> è quella che prepara i bambini e le bambine
all’accettazione della cultura porno: le ragazze si percepiscono sempre di più
come oggetti scopabili usa e getta, mentre i ragazzi diventano consumatori di
sesso insensibili e insaziabili, utenti perfetti dell’industria del porno. </p>



<p>Ma a gettare le basi del porno di oggi sono state, senza dubbio, le grandi riviste pornografiche del passato. Come siamo arrivati da quelle riviste come Playboy ai contenuti web dei maggiori siti porno di oggi, è davvero incredibile.</p>



<p><strong>Industria del porno e violenza maschile sulle donne: il caso Pornhub </strong></p>



<p>Pornhub è
il sito con più visualizzazioni al mondo, ancora più di Amazon e Tweeter messi
insieme. Un terzo dei siti di Internet ha a che fare, in un modo o nell’altro,
con la pornografia, un terzo dei download contengono materiale pornografico, di
fatti la pornografia è pioniera dell’innovazione su Internet. I bambini
cominciano a vedere pornografia su Internet a 7 o 8 anni. La pornografia è un
mercato enorme: l’industria del porno opera in modo molto sofisticato, ci sono
produttori, attori, tecnologia all’avanguardia, la pornografia ha i suoi gruppi
di pressioni (le così dette lobbies), stipula contratti con i grandi fondi di
investimento, muove capitali ingenti, tutte queste società investono molti
interessi nella pornografia ed è per questo che non si producono documentari informativi
e di denuncia sopra questo enorme business.</p>



<p>Nella
distribuzione dei video porno c’è una società chiamata MindGeek che funziona un
po’ come l’Amazon del porno; controlla la maggior parte della pornografia che
viene distribuita sul web a livello mondiale, è la distributrice porno più
grande di tutte, è proprietaria dei 10 dei 15 siti porno più redditizi che sono, in pratica, quelli che hanno
l’accesso gratuito. Tra questi c’è PornHub, che possiede un totale di 100
milioni di visitatori e migliaia e migliaia di video che vengono caricati sulle
sue piattaforme ogni giorno, tanto che non si riuscirebbe mai a vedere tutto il
porno presente su questo sito nemmeno volendo. Il porno mainstream, cioè quello
a cui generalmente accede la gente comune, soprattutto uomini di ogni età e
adolescenti, è quello in cui si vede ogni giorno l’immagine di una donna alla
quale eiaculano in faccia, tanto che i giovani di oggi pensano che fare sesso
significhi solo eiaculare in faccia a qualcuno. Il messaggio diretto agli uomini
attraverso la masturbazione e l’eiaculazione è che sono loro a far parte della
classe superiore.</p>



<p>A marzo,
durante il confinamento in questo periodo di pandemia, l’industria ha reso
gratuita la maggior parte dei suoi contenuti <em>Prime,</em> mentre l’accesso ai
contenuti più sofisticati lo si può avere al costo di 60 euro al mese; il
risultato sono 134 milioni di visitatori al giorno, uomini che vengono esposti
a un porno sempre più aggressivo nei confronti delle donne, che poi
ripropongono dentro e fuori le mura domestiche, ciò che ha reso la vita di
alcune donne vittime di violenza domestica ancora più difficile. Soltanto in
Italia durante il confinamento le connessioni ai siti porno sono aumentate del
57%.
L’Industria si approfitta di qualunque opportunità, finanche della tragedia,
tanto che oggi possiede circa 15 milioni di video porno a tematica Covid19, nei
quali appaiono donne in quarantena, con la mascherina e quattro medici che le
stanno penetrando ecc … In pratica, ha approfittato del Covid per produrre sempre
più video porno. Su Pornhub il 90% dei contenuti online, ai quali anche un
bambino può accedere con una ricerca di soli tre minuti, contiene almeno una
forma di aggressività contro le donne. Eiaculazione facciale, introduzione del
pene nell’ano e poi nella bocca, sputi in faccia, penetrazione tripla di tre
uomini contemporaneamente, uomini che riempiono la donna di sperma chiamandola
troia, mignotta ecc … La tipologia di violenza comune di un video di Pornhub è
il <em>gagging: </em>gli attori spingono il pene talmente infondo alla gola delle
donne, avvicinando la testa affinché ingoino lo sperma tanto da farle piangere;
si comportano da psicopatici privi di alcuna empatia. Il <em>gagging</em>
comporta anche lo strangolamento, cioè la stretta delle mani attorno alla gola;
è possibile che durante questa pratica di tortura, gli attori lascino la presa attorno al collo della donna proprio
nel momento in cui sta per svenire. Gli effetti secondari di questa pratica
sono molto pericolosi. Il sesso anale, ad esempio, può causare il prolasso
dell’ano che non è così semplice da curare, ed è per questo che le donne non
resistono per più di tre mesi nell’Industria del Porno, perché non riescono a
sopportare le vessazioni e la violenza che subiscono ogni giorno. Cento anni di
ricerca e studi empirici dimostrano la portata del danno causato dalla
pornografia sulle persone: quanto prima i ragazzi accedono al porno e meno
capacità di intimità relazionale riescono a sviluppare con le loro partner, più
possibilità ci sono che perpetrino la violenza e l’abuso sessuale o che abbiano
disfunzione erettile; più sono fruitori di porno e maggiori possibilità hanno
di commettere una qualche forma di violenza contro una donna. </p>



<p><strong>L&#8217;impatto della pornografia su bambini e adolescenti</strong></p>



<p>Tutto ciò è davvero orribile anche perché le persone non capisco l’impatto che la pornografia sta avendo sui bambini. Neanche i mezzi di comunicazione comprendono l’enormità di tale impatto sugli adolescenti. Le donne nella pornografia piangono sempre, soffrono tanto. Figuriamoci cosa penserebbe un bambino di 11 anni che accede a dei contenuti porno per la prima volta, riuscirebbe a sopportare così tanto orrore? Quando vedono del porno online, i ragazzi possono leggere slogan come questo: “Prendiamo una puttana e le facciamo tutto quello che qualunque uomo vorrebbe farle”. Questo non è vero, non tutti gli uomini hanno gli stessi desideri. Queste frasi manipolano le menti dei bambini e degli adolescenti, perché comunicano loro che se vogliono essere dei veri uomini è così che si devono comportare. Quando i bambini e gli adolescenti cercano sesso online, non vogliono vedere quello che i siti porno offrono loro, immagini in cui si propone del sesso anale violento in cui le donne vengono umiliate, un mondo d’odio, tortura, paura ed eccitazione, un mondo nel quale e grazie al quale generazioni di bambini e adolescenti vengono traumatizzati e spinti a riproporre nell’intimità con un&#8217;altra persona, le stesse torture e gli stessi comportamenti violenti. È così che l’Industria del Porno approfitta del trauma che crea nei più giovani, perché dalle immagini della pornografia online è facile passare al sesso reale. </p>



<p>Esistono circa 100
categorie di porno rivolto agli adolescenti: il cellulare è il mezzo principale
con il quale i bambini accedono al porno attraverso le reti sociali. Il sito
web più grande di tutti è Tick Tock in cui ci sono molti predatori. Su Instagram il porno si nasconde dietro le iconcine
(disegni che gli adolescenti usano per alludere al sesso come le melanzane che
rappresentano il pene, le ciliegie che rappresentano i testicoli, la pesca che
rappresenta il sesso anale, le goccioline d’acqua l’eiaculazione e via
discorrendo), così che i ragazzi cercano siti porno attraverso queste iconcine
ed emoticons che compaiono sulle reti sociali. </p>



<p><strong>La lotta contro la cultura del porno </strong></p>



<p>Viviamo in una cultura tossica che dobbiamo ripulire e il modo migliore per riuscirci è legare e abbattere questo mostro pornografico e possiamo farlo, afferma Gail Dines, grazie a <strong>Cultural Reframed.</strong> Un sito la cui visione è quella di creare un mondo di uguaglianza ed empatia e sconfiggere, allo stesso tempo, la cultura porno. Questo progetto è rivolto a genitori, insegnanti, pediatri, professionisti di settore e mette a disposizione i migliori strumenti per educare i nostri figli. Il porno è un prodotto fatto da e per gli uomini, che sono i maggiori consumatori di sesso, prostituzione e porno online, nonché dell’industria del sesso in generale. </p>



<p>Purtroppo, molte
donne e ragazze giovani, oggigiorno, si sentono attratte dal porno perché
vedono in esso una potente arma di eccitazione degli uomini. Ma il fatto che
piaccia qualcosa, non vuol dire che essa sia accettabile e corretta in termini
etici e sociali. </p>



<p>Ai bambini e
adolescenti, inoltre, va insegnato a pensare con il loro cervello, gli si deve
dare fiducia e dire loro che potranno essere adulti meravigliosi ma se
diventano fruitori di porno, la loro sessualità sarà irrevocabilmente regalata
a un gruppo di capitalisti senza scrupoli pronti a strappare loro di dosso la loro
sessualità e la capacità di empatizzare e di innamorarsi. È questo che dobbiamo
impedire. La pornizzazione della cultura operata da produttori, puttanieri e
sfruttatori non deve essere più permessa. </p>



<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="1024" height="576" src="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/WhatsApp-Image-2020-10-18-at-02.14.27-1024x576.jpeg" alt="" class="wp-image-300" srcset="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/WhatsApp-Image-2020-10-18-at-02.14.27-1024x576.jpeg 1024w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/WhatsApp-Image-2020-10-18-at-02.14.27-300x169.jpeg 300w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/WhatsApp-Image-2020-10-18-at-02.14.27-768x432.jpeg 768w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/WhatsApp-Image-2020-10-18-at-02.14.27.jpeg 1600w" sizes="(max-width: 1024px) 100vw, 1024px" /></figure>
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]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In che modo il porno crea il cliente &#8211; Gail Dines / parte 2</title>
		<link>https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2019/12/17/in-che-modo-il-porno-crea-il-cliente-gail-dines/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RcpResFemAd]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Dec 2019 17:03:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pornografia]]></category>
		<category><![CDATA[gail dines]]></category>
		<category><![CDATA[gonzo]]></category>
		<category><![CDATA[industria del porno]]></category>
		<category><![CDATA[pornografia e prostituzione;]]></category>
		<category><![CDATA[violenza maschile sulle donne]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/?p=55</guid>

					<description><![CDATA[<p>Traduzione dall&#8217;inglese di Ilaria Maccaroni Il gonzo e la deumanizzazione delle donne Ora parleremo di qual è l’impressione reale che dà la pornografia. Quindi prima di tutto chiariamo alcuni termini: nessuno parlerà di pornografia&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2019/12/17/in-che-modo-il-porno-crea-il-cliente-gail-dines/" data-wpel-link="internal">In che modo il porno crea il cliente &#8211; Gail Dines / parte 2</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<figure class="wp-block-image"><img decoding="async" width="648" height="364" src="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/01/gail-dines2.jpg" alt="" class="wp-image-92" srcset="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/01/gail-dines2.jpg 648w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/01/gail-dines2-300x169.jpg 300w" sizes="(max-width: 648px) 100vw, 648px" /></figure>



<p>Traduzione dall&#8217;inglese di Ilaria Maccaroni</p>



<p><strong>Il gonzo e la deumanizzazione delle donne </strong></p>



<p>Ora parleremo di qual è l’impressione reale che dà la pornografia. Quindi prima di tutto chiariamo alcuni termini: nessuno parlerà di pornografia soft o hard, ma si parla o di porno fischer o di porno gonzo. La ragione del perché nessuno parla di soft o di hard è che la pornografia soft è migrata nella cultura popolare. L’ipersessualizzazione della cultura: da Byoncé a Lady Gaga a Rianna a Britney Speare a Paris Hilton. Pensate solo al modo in cui 10-15 anni fa queste immagini sarebbero state considerate pornografia soft. Oggi, quando usiamo i media, diventiamo insensibili al livello dell’ipersessualizzazione, un fenomeno totalmente nuovo. Quindi a causa dell’ipersessualizzazione della cultura la pornografia deve diventare più hard per poter distinguere il suo prodotto da MTV per esempio. </p>



<p>Ora, per quale motivo l’industria del sesso pensa solo alla pornografia? Loro parlano di due cose, parlano o di fischer o di gonzo. Ora il porno fisher è quello che si chiama il “mercato di coppia”, per cui i film durano 1 ora e mezza, con musica soft a volte e delle storie ma con del sesso hard. Ora, nelle mie interviste, quel che ho scoperto è che l’uomo che fa uso di questi film con la sua ragazza, li usa per istruirla al sesso pornografico. Per esempio, c’è un’ottima intervista in un film intitolato “The Price of Pleasure” sulla pornografia, un documentario in cui un ragazzo parla del fatto che voleva avviare la sua ragazza al sesso anale e non sapendo come fare, le fece vedere un film fisher con del sesso anale. Lui la osservava, si concentrava sul suo comportamento per indovinare fino a che punto introdurlo nella loro vita sessuale in modo da non considerarla più “esperta” quando lei non lo guardava più. Per cui, se un maschio vi introduce al porno fischer, generalmente vuole abituarvi a fare sesso pornografico con lui. Ora questo è ciò che guardano donne e uomini insieme.</p>



<p>Quando gli uomini sono da soli, quello che guardano è il <strong>porno gonzo. </strong>Questo è, in parole povere, porno hard senza alcun contenuto narrativo. Il padre di questo tipo di porno hard è un uomo di nome Max Hardcore, lo avete mai sentito? Sul suo sito scrive: “Obbligo le mie ragazze a bere la mia urina, le prendo a pugni, gli riempio il culo e gli trapano la gola finché non vomitano”. </p>



<p>È
un sadico del sesso. Un sadico del sesso in tutto e per tutto. È uno degli
industriali di punta dell’industria gonzo. </p>



<p>Quando iniziai a svolgere le mie ricerche mi sono imbattuta in Max Hardcore 15 anni fa. Quando ho intervistato quelli dell’industria del porno, [mi dissero che] non si sarebbero mai avvicinati a Max Hardcore, nessuno avrebbe mai comprato i suoi film, lui era troppo distante da loro. Quando ero a Las Vegas aveva il negozio più grande al centro del salone di Las Vegas, e le file al suo stand che chiedevano l’autografo erano quelle più lunghe; ora si trova alla testa e al centro dell’industria del porno. Non esiste un altro modo migliore per raccontare la storia della pornografia come il racconto della totale marginalizzazione di Max Hardcore, che passa alla testa e al centro dell’industria del porno. Ora vi spiegherò cos’è il porno gonzo e come funziona. </p>



<p>Dunque,
la prima cosa che si nota nel porno gonzo è che non c’è niente di simile a una
donna: sono sgualdrine dagli occhi a mandorla, buchi, fighe e cassonetti di
sperma. </p>



<p>Ora,
perché [tu uomo] lo fai? Lo fai perché si evita che l’uomo che si sta masturbando
fino al punto da rasentare la crudeltà sessuale, veda una qualche umanità in
quella donna. Perché molti uomini che fanno uso di porno non sono dei sadici.
Per cui la domanda rivolta all’industria del sesso è: come riesci a convincere
degli uomini che non sono dei sadici sessuali a masturbarsi e ad eiaculare fino
al punto di diventare dei sadici sessuali? Questo è il problema.</p>



<p>Tutti
siamo d’accordo che un ragazzo di 12-13 anni non è un sadico sessuale, giusto?
Ma usa materiale che è sessualmente sadico. Quindi cosa fai? Fai quello che i
nazisti hanno fatto agli ebrei, fai quello che i bianchi hanno fatto ai neri,
fai quello che gli eterosessuali hanno fatto ai gay e alle lesbiche; le
disumanizzi, loro non sono come me e come voi, loro sono diverse. </p>



<p>Le donne nel porno non sono donne ma sono sgualdrine e cassonetti di sperma. Per cui lui mette una barriera tra voi e le donne che conoscete, come sua madre, sua sorella (lei non farebbe mai una cosa del genere), ma quella puttana, quel buco, quella troia lì, lei è diversa, non è come queste altre. Milf è l’acronimo di “Mother I would like to fuck” (mamma vorrei scopare) è diventato oggi un termine comune in America e proviene, in realtà, dal film “American Pie” che in realtà è un film per adolescenti. Per cui questo termine è nato nella cultura popolare e poi è passato alla pornografia e ora lo trovate ovunque. </p>



<p>Quindi
quel che si fa innanzitutto, e questo è molto importante per la tratta &#8211; poiché
quel che stiamo affermando è che le donne nell’industria del porno sono diverse
dal resto delle donne che conosciamo -, è innalzare questa barriera, per cui
quando si arriva al sadismo sessuale loro non guardano in faccia quelle donne e
non le vedono come esseri umani ma piuttosto come delle sgualdrine o dei buchi.
E vi posso assicurare che quando faccio le mie lezioni universitarie in America,
gli uomini sostengono che alle donne nella pornografia piace assolutamente fare
quello che fanno. Io allora rispondo: ditemi, allora, avete svolto degli studi
empirici, ne avete intervistate alcune ecc., e loro ribattono che, certo, è
evidente che gli piace fare quello che fanno. E la cosa interessante è che capita
anche il contrario, che cioè vengano considerate delle brave attrici: queste
donne non sono delle brave attrici, d’accordo? &nbsp;Puoi vederle piangere, puoi vederle scioccate,
alla fine non gli piace fare quello che fanno, non sanno che fare, mentono completamente.
</p>



<p>Quindi
addentriamoci nei contenuti della pornografia. E cominciamo con il gonzo molto
standard; come definite il gonzo? Sapete, spesso le persone mi chiedono: come
definisci la pornografia? Questa è la prima domanda che mi fanno. </p>



<p>Ora,
se io venissi qua a parlare dell’industria automobilistica, qualcuno mi
chiederebbe con insistenza di definire una”auto” prima che ne cominci a parlare?
Siete d’accordo con me sul fatto che se l’industria automobilistica continua a
produrre quella cosa che va su quattro ruote e ha un volante, è una macchina,
lo prendete più o meno per buono, giusto? </p>



<p>Se
l’industria del porno produce questo, prendo per buono che si chiami
pornografia, non dovete spendervi in discussioni lunghissime su come è e come
non è ecc. Se ne volete una definizione accademica, io personalmente preferisco
attenermi a ciò che l’industria ci dice. Ora parliamo di quello che è.</p>



<p>Gonzo.
Come riconoscete il gonzo? L’atto principale del gonzo è soffocare la donna con
il pene finché lei non si strozza. Finché non si strozza, nel vero senso della
parola. Il trucco le scorre sul viso, soffoca e a volte vomita e il suo vomito
rimane sulla scena del film anche dopo. Quindi, questo è il gonzo numero uno. E
vorrei dire una cosa con molta chiarezza: la pornografia di cui stiamo parlando
ora è pornografia mainstream. Questo è il tipo di pornografia che vediamo quando
un ragazzino di 11 anni e mezzo digita sulla sua tastiera la parola “porno” su
google, questo è quello che gli appare. Non appare nient’altro. Quando stavo
scrivendo il mio libro, passavo ore a cercare il porno non-gonzo. Mi sono
imbattuta in questo sito [mostra l’immagine allo schermo] nel giro di 15-20
secondi. E se mi ci imbatto io in 15-20 secondi, figuratevi un ragazzino di 12
anni in 10 secondi. Lo capite questo? Voglio chiarire qui che non avevo
intenzione di avvicinarmi al peggio dell’industria, non lo sopporto, ma questo
è il porno mainstream. Vi rendete conto?</p>



<p>Quindi
un ragazzino di 11 anni e mezzo con ha gli ormoni impazziti, digita “porno” su
google, lui pensa di visualizzare dei seni solo che visualizza questo. Ora la
domanda è: come riescono a tenerlo connesso al loro sito? E i pornografi ci
pensano con molta attenzione. </p>



<p>Ora
permettete che vi legga un testo preso dal sito “ Gag me and Fuck me”
(strozzami e scopami). </p>



<p><em>“Sapete cosa diciamo a quelle cose
come le storie d’amore e i preliminari amorosi? Diciamo: vaffanculo! Questo non
è un altro sito di quei pistolini mezzi rizzati che cercano di fare colpo su
intrepide sgualdrine. Prendiamo delle splendide giovani puttane e facciamo
quello che ogni uomo vorrebbe fare VERAMENTE. Le facciamo strozzare finché il
trucco non comincia a colargli addosso, e poi non gli si infiammano tutti i
buchi – della vagina, dell’ano, penetrazioni doppie, qualunque cosa violenta
che implica un cazzo e un orifizio. E poi gli facciamo il bagno appiccicoso.</em></p>



<p>Ora tutto questo è molto astuto. Pensate a come queste parole turbino un bambino. Ha 12 anni. Non pensa di visualizzare questo sito. Quindi, quale sarà la sua reazione quando vedrà “Gag me and Fuck me”? [sussulta e si mette le mani tra i capelli]. Dico bene? Chiunque di voi abbia un figlio di 12 anni lo capisce, ricordate i vostri figli a quell’età? Mio figlio scatterebbe sulla sedia se leggesse una cosa simile. Ma guardate quello che dicono, proprio così: “Facciamo quel che ogni uomo vorrebbe fare VERAMENTE”. Vedete cosa fanno? Stanno lanciando un’esca. Stanno dicendo al dodicenne: sei un vero uomo? Perché se lo sei, questo è quello che vuoi fare. E cosa dirà il dodicenne? “Non sono un vero uomo, non posso affrontare una cosa del genere”. Perché lui sta sviluppando la sua mascolinità. </p>



<p>Ora, come sviluppate la vostra mascolinità? Ve ne andate a spasso per la cultura e intuite cosa significhi essere un uomo. Anche le donne fanno lo stesso e intuiscono cosa vuol dire essere una femmina. Noi abbiamo Lady Gaga, Byoncé, Rhianna mentre loro hanno questo. </p>



<p>Ed
è un modo molto astuto per accalappiarli a livello psicologico. È come un ragno
che tende una trappola. Questo è quello che stanno facendo. Perché quello che
spiegherò è che il ragazzino che viene eccitato, viene anche traumatizzato. Ed
è per questo che dobbiamo pensare al ragazzino come una vittima dell’industria
del porno. Fare questo a un dodicenne significa vittimizzarlo e traumatizzarlo.
Perché questo non è quello che cerca. E sapete una cosa? Questa è l’età in cui lui
sviluppa il suo modello sessuale. Quindi, più sviluppa il suo modello sessuale
attraverso il porno e più il porno plasma il suo comportamento. Più il porno lo
plasma e con maggiore probabilità è destinato a diventare un cliente della
prostituzione. Poiché, quante donne troverà? Perché lo farà, vorrà fare queste
cose. E quello che accade è che la domanda è in aumento. </p>



<p>L’altra parte rilevante del porno gonzo è il sesso anale molto molto spinto. Ora il lavoro che svolge il porno anale è di inviare un messaggio alle donne nella pornografia che è questo: non sei nient’altro che uno sporco buco. Dunque, fatemi leggere la copia promozionale. Questo estratto è preso dal film Analy Rippeded Whores: <em>Noi di Porcheria Pura sappiamo esattamente quello che vuoi, e te lo diamo. Queste passerotte vengono scopate analmente finché i loro sfinteri non diventeranno rosa, gonfi e completamente distrutti. Ci potrebbero essere delle scorte di pannoloni da adulti per queste troie quando avranno finito. </em></p>



<p>Quanti
di voi sono scioccati in questo momento? Questo è il porno mainstream. E
concorderete con me che non c’è bisogno di un sadico mediatico delle PussyCats
Dolls per costruire questa roba qui. È abbastanza chiaro no? È chiaro che usa
l’odio contro le donne. E, di nuovo, questa è l’età in cui i ragazzini
sviluppano il loro modello sessuale.</p>



<p>Ora
veniamo al film porno standard. È quello con una donna e tre uomini mentre lei
viene penetrata nell&#8217;ano, nella vagina e nella bocca allo stesso tempo.
Completamente martellata mentre le tirano i capelli, le sputano in faccia e la
chiamano “buco”, “puttana”, “troia”. E alla fine, la ricoprono di sperma. In un
recente studio, ai ragazzi viene chiesto quale sia l’atto sessuale che desidererebbero
fare. E sapete cosa ha risposto l’80% di loro? Eiaculare in faccia a una donna.
E come ci sono arrivati? Questo è successo in America. E sono sicura che non ci
sia differenza tra lì e qui. Perché la pornografia è internazionalizzata.</p>



<p>Quel
che dobbiamo fare veramente è riflettere su queste cose. Sono andata in Islanda
e ho detto le stesse cose agli islandesi, sono andata in Norvegia e ho detto le
stesse cose ai norvegesi, sono andata in Australia e ho detto le stesse &nbsp;cose agli australiani e sono andata nel Regno
Unito e ho detto le stesse cose ai britannici. Ho detto loro: capite che un
gruppetto di uomini nella Valle [di San Fernando] a Los Angeles sta plasmando i
modelli sessuali dei vostri figli? Capite che in Islanda il modello sessuale
dei ragazzini islandesi viene plasmato da un gruppetto di americani? Capite che
in Israele il modello sessuale degli uomini israeliani viene plasmato da un
gruppetto di americani a Los Angeles? È così che funziona, in realtà, la
colonizzazione culturale. Perché quando colonizzate sessualmente una cultura è
allora che li avete davvero in pugno. </p>
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