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	<title>pornografia e minori Archivi - Resistere alla Cultura del Porno</title>
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	<title>pornografia e minori Archivi - Resistere alla Cultura del Porno</title>
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		<title>Pornografia: Fare le peggiori cose alle donne, tirare fuori il peggio degli uomini</title>
		<link>https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2022/07/30/pornografia-fare-le-peggiori-cose-alle-donne-tirare-fuori-il-peggio-degli-uomini/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RcpResFemAd]]></dc:creator>
		<pubDate>Sat, 30 Jul 2022 13:36:47 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pornografia]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Di Robert Jensen La mia tesi: L&#8217;industria della pornografia arreca danno alle donne, ma anche agli uomini perché tira fuori il loro lato peggiore. Lasciate che vi spieghi il perché. Sono un professore in&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2022/07/30/pornografia-fare-le-peggiori-cose-alle-donne-tirare-fuori-il-peggio-degli-uomini/" data-wpel-link="internal">Pornografia: Fare le peggiori cose alle donne, tirare fuori il peggio degli uomini</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Di <a href="https://www.counterpunch.org/2021/11/05/pornography-doing-the-worst-to-women-bringing-out-the-worst-in-men/" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">Robert Jensen </a></p>



<figure class="wp-block-image"><img fetchpriority="high" decoding="async" width="729" height="1024" src="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2022/07/IMG-20220721-WA0005-729x1024.jpg" alt="" class="wp-image-445" srcset="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2022/07/IMG-20220721-WA0005-729x1024.jpg 729w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2022/07/IMG-20220721-WA0005-214x300.jpg 214w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2022/07/IMG-20220721-WA0005-768x1078.jpg 768w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2022/07/IMG-20220721-WA0005.jpg 800w" sizes="(max-width: 729px) 100vw, 729px" /><figcaption>Opera di Vesna Pavan (<a href="https://www.vesnapavan.com/" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">https://www.vesnapavan.com/</a>)</figcaption></figure>



<p></p>



<p></p>



<p>La mia tesi: L&#8217;industria della pornografia arreca danno alle donne, ma anche agli uomini perché tira fuori il loro lato peggiore. Lasciate che vi spieghi il perché.</p>



<p>Sono un professore in pensione dell&#8217;Università del Texas e ho iniziato a studiare l&#8217;industria della pornografia dal 1988. Ho scritto una tesi di dottorato, vari articoli scientifici e tre libri riguardanti questo tema. Le conclusioni cui sono arrivato con il mio lavoro accademico sui danni della pornografia mi hanno portato a contribuire al movimento femminista anti-pornografia, concentrandomi sull&#8217;organizzazione di eventi di educazione pubblica e scrivendo per un pubblico generico. Entrambe le attività, quella accademica e quella da attivista, sono intrinsecamente collegate. Ogni anno vengono pubblicate sempre più ricerche accademiche in psicologia e sociologia che convalidano le intuizioni di quell&#8217;analisi femminista radicale, ed è proprio questo fatto a rendere così importante l&#8217;attivismo.</p>



<p>Oggi voglio spiegare perché si dovrebbe dare centralità alla critica femminista, nel contesto più ampio dell&#8217;analisi riguadante lo sfruttamento sessuale e la violenza maschile, al fine di poter comprendere il danno causato dalla pornografia. Sottolineo questo per tre motivi.</p>



<p>Innanzitutto, ci sono femministe che difendono, e persino celebrano, l&#8217;industria della pornografia. Anziché combattere lo sfruttamento sessuale delle donne che è il cuore pulsante di tale indusria, queste <em>&#8220;femministe&#8221;</em> sostengono di difendere le cosiddette &#8220;lavoratrici del sesso&#8221; o la loro &#8220;libertà sessuale”. L&#8217;industria del porno però non tratta le donne che vi sono coinvolte come delle lavoratrici normali. Infatti non viene concessa loro la protezione minima concessa a qualsiasi altro tipo di lavoratore, proprio perché lo sfruttamento è necessario al mantenimento dell&#8217;intero sistema e all&#8217;intrattenimento fornito al &#8220;cliente&#8221; come prodotto. Il modello di business di tale industria non promuoverà mai un&#8217;espressione che sia coerente con i diritti umani. È cruciale sfidare il femminismo liberale pro-pornografia con la critica che è stata sviluppata dalle donne del movimento femminista anti-pornografia, che include molte sopravvissute alle industrie dello sfruttamento sessuale.</p>



<p>In secondo luogo, è presente un&#8217;altra critica alla pornografia proveniente dalle fila dei conservatori e dei religiosi. Sebbene vi siano dei valori condivisi, a differenza della critica da parte dei religiosi, l&#8217;analisi delle femministe radicali si inserisce in una più grande sfida e resistenza al sistema patriarcale di dominio maschile istituzionalizzato.</p>



<p>In terzo luogo, è importante che gli uomini supportino una critica alla pornografia di stampo femminista. Un numero crescente di uomini sta rifiutando l&#8217;uso della pornografia a causa degli effetti negativi sul loro immaginario sessuale e sulla loro vita sessuale, specialmente quando si ritrovano intrappolati in modelli simili alla dipendenza. Questa autoconsapevolezza è di certo un segnale positivo, ma è comunque solo un primo passo. Gli uomini hanno la responsabilità di unirsi a un movimento femminista che metta il danno inferto alle donne e ai/alle bambini/e al centro di una critica della pornografia.</p>



<p>La frase &#8220;Commercial Sexual Exploitation&#8221; nel titolo di questa inchiesta è cruciale, perché mantiene l&#8217;attenzione sulla realtà delle esperienze delle donne. Il termine &#8220;industria del sesso&#8221;, comunemente usato dai sostenitori e apologeti della pornografia, oscura la natura dello scambio. La pornografia &#8211; insieme alla prostituzione, lo spogliarello, i saloni di massaggio, i servizi di escort &#8211; riguarda essenzialmente gli uomini che comprano e vendono corpi femminili oggettivati per il loro egoistico piacere sessuale. Ecco perché utilizzo il termine &#8220;industria di sfruttamento sessuale&#8221;, per identificare la vera natura di questo modello di business. Le mie colleghe di questo panel &#8211; Gail Dines, Clare McGlynn e Laila Mickelwait &#8211; potranno elaborare i danni causati da questa industria, e suggerire opzioni politiche che offrono le migliori alternative per sradicare l&#8217;industria del porno.</p>



<p>Ho abbracciato tardi l&#8217;analisi femminista contro la pornografia. Da giovane avevo opinioni liberali a favore della pornografia e deridevo quella critica femminista che in realtà non comprendevo veramente. Ma quando usavo la pornografia, mi sentivo sempre inquieto. In fondo credo che sapessi che legare il mio piacere sessuale all&#8217;uso di corpi femminili oggettivati era in contrasto con il mio migliore Io. Poi ho scoperto la critica femminista, espressa con forza da Andrea Dworkin nel suo rivoluzionario libro &#8220;Pornography: Men Possessing Women&#8221;. Dworkin e altre femministe non solo sfidarono la mia superficiale politica liberale, ma si fecero portatrici anche del mio disagio con le norme di mascolinità dominanti della cultura, che sono espresse così palesemente nella pornografia: l&#8217;ossessione del controllo e l&#8217;obiettivo della conquista.</p>



<p>All&#8217;epoca, la critica femminista era un&#8217;analisi convincente del mondo pornografico pre-internet. Più di quattro decenni dopo, la costante intensificazione del sessismo e del razzismo nella pornografia l&#8217;hanno resa ancora più convincente. Ma in quello stesso periodo di tempo, la critica femminista è stata costantemente spinta ai margini dalle istituzioni liberali, specialmente nelle università.</p>



<p>Penso che questo rifiuto, ideologicamente guidato, di un&#8217;analisi così convincente sia il risultato della paura e della negazione. La paura è una reazione comprensibile a quanto intensamente crudele e denigrante sia diventata la pornografia. Può essere spaventoso guardare come l&#8217;abuso delle donne sia diventato un intrattenimento sessuale di routine. La negazione è il non riconoscere quanto le norme sessiste del patriarcato possano giustificare la brutalità dell&#8217;industria dello sfruttamento sessuale e quanto tutto ciò sia radicato nella paura che scaturisce dalla critica di tale sistema. L&#8217;analisi femminista infatti rivela la realtà patriarcale sulle nostre vite, dalla politica globale agli spazi più intimi della nostra quotidianità.</p>



<p>Infine, la critica femminista alle industrie di sfruttamento sessuale è, per me e per le femministe con cui ho lavorato, parte di una critica più ampia di tutte le forme di potere che sono utilizzate quotidianamente. Le attiviste che contestano lo sfruttamento sessuale commerciale mettono anche in evidenza gli abusi di potere in tutte le loro forme: razzismo, disuguaglianza economica e sfruttamento globale, militarismo, degrado ecologico. La critica femminista alla pornografia fa parte di una più ampia critica progressista/ecologista delle concentrazioni illegittime di potere.</p>



<p>Per concludere vi lascio una citazione presa dal mio libro &#8220;La fine del patriarcato&#8221;:</p>



<p>&lt;&lt; Suggerisco di porre una domanda che è fondamentale ogni volta che incontriamo una nuova idea, un progetto politico o una proposta politica: è probabile che questo aiuti le persone a creare e mantenere comunità umane stabili e dignitose e che possano rimanere in una relazione sostenibile con il più ampio mondo vivente? &gt;&gt;</p>



<p>Sulla base di più di tre decenni di ricerca e attivismo, posso affermare senza esitazioni o riserve che la pornografia e le altre industrie di sfruttamento sessuale sono un impedimento a comunità umane stabili e decenti. La pratica degli uomini di comprare e vendere corpi femminili oggettivati per il piacere sessuale è incompatibile con la dignità umana.</p>



<p>I difensori della pornografia tipicamente rispondono con: &#8220;Beh, se non ti piace il porno, non guardarlo&#8221;. In effetti, molte persone scelgono di non guardarlo, ma nessuno può sfuggire a una cultura sempre più pornografica. Scegliere di non guardare la pornografia non elimina i danni creati da un&#8217;industria che fa violenza alle donne, ma danneggia anche agli uomini perché tira fuori il loro lato peggiore.</p>
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		<title>La denuncia di Billie Eilish  contro il porno fa ben sperare per il femminismo</title>
		<link>https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2021/12/16/la-denuncia-di-billie-eilish-contro-il-porno-e-di-buon-auspicio-per-il-femminismo/</link>
		
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		<pubDate>Thu, 16 Dec 2021 09:40:56 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>di Julie Bindel Traduzione dall&#8217;inglese di Chiara C. Le donne non sono frigide odiatrici di uomini perché si oppongono al porno. Come una giovane pop star ha coraggiosamente rivelato, ha distrutto una generazione. La&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2021/12/16/la-denuncia-di-billie-eilish-contro-il-porno-e-di-buon-auspicio-per-il-femminismo/" data-wpel-link="internal">La denuncia di Billie Eilish  contro il porno fa ben sperare per il femminismo</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
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<figure class="wp-block-image size-full is-resized"><img decoding="async" src="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2021/12/Screen-Shot-2021-12-16-at-10.36.38.png" alt="" class="wp-image-425" width="710" height="464" srcset="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2021/12/Screen-Shot-2021-12-16-at-10.36.38.png 476w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2021/12/Screen-Shot-2021-12-16-at-10.36.38-300x196.png 300w" sizes="(max-width: 710px) 100vw, 710px" /></figure>



<p>di <a href="https://www.mailplus.co.uk/edition/comment/135684/billie-eilish-denouncing-porn-bodes-well-for-feminism?utm_source=facebook&amp;utm_medium=social&amp;utm_campaign=shared_link&amp;fbclid=IwAR0Squ80ALHvi2CebAHcuEAncYZ-8RaDJTzP8VboOf3ZO_85kxAy0KyWyFo" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">Julie Bindel </a></p>



<p>Traduzione dall&#8217;inglese di Chiara C.</p>



<p>Le donne non sono frigide odiatrici di uomini perché si oppongono al porno. Come una giovane pop star ha coraggiosamente rivelato, ha distrutto una generazione.</p>



<p>La cantante Billie Eilish si è espressa contro la pornografia &#8220;violenta e abusiva&#8221; etichettandola come &#8220;una vergogna&#8221;.</p>



<p>Questo è di buon auspicio per il femminismo.</p>



<p>Parlando allo show di Howard Stern, la giovane star ha rivelato come il porno, che ha consumato per la prima volta all&#8217;età di 11 anni, le abbia dato incubi e distrutto la sua sessualità, ma che ha l’ha guardato per sentirsi come &#8220;uno dei ragazzi&#8221;.</p>



<p>Eilish, che ha iniziato la sua carriera indossando vestiti larghi per evitare che la gente commentasse sul suo corpo, ha coraggiosamente parlato nella trasmissione con Stern, un uomo ben noto per la sua predilezione per il porno.</p>



<p>La plurivincitrice di Grammy ha detto che è arrabbiata con se stessa per aver pensato che fosse giusto guardare così tanto porno. Ha spiegato che quando ha iniziato ad uscire con gli uomini, ha trovato difficile dire &#8220;no&#8221; a certe pratiche sessuali dannose perché erano diventate così normali a causa del diffuso consumo di porno tra i giovani ragazzi e gli uomini.</p>



<p>Un rapporto dell&#8217;Ofsted pubblicato a giugno di quest&#8217;anno ha rivelato Il livello impressionante di molestie sessuali e abusi sessuali online che le ragazze &#8211; e alcuni ragazzi &#8211; sperimentano quotidianamente. La tragedia è che così tante vittime considerano tali molestie come una routine e quindi pensano abbia poco senso sfidarle o denunciarle. Scommetto che alcune di queste giovani donne si sentono più incoraggiate ora che hanno un modello di riferimento come Eilish.</p>



<p>Parlando con le ragazze a scuola come parte della mia campagna contro lo sfruttamento sessuale, ho sentito storie terribili di insulti sessisti, abusi online, upskirting, contatti indesiderati nei corridoi della scuola e battute sullo stupro.</p>



<p>I ragazzi condividono foto di ragazze nude su WhatsApp e Snapchat come se stessero raccogliendo trofei. Un certo numero di ragazzi mi ha detto che cercano forme sempre più violente di pornografia perché si annoiano della &#8220;roba tradizionale&#8221;.</p>



<p>Purtroppo, sembra che il porno sia ora la nuova &#8220;educazione sessuale&#8221; nelle scuole. L&#8217;aumento del suo uso e il livello di violenza e abuso rappresentato al suo interno è un chiaro riflesso del livello di misoginia che le donne e le ragazze stanno sperimentando nella vita quotidiana. Perché altrimenti così tanti ragazzi e uomini di tutte le età vorrebbero consumare immagini di donne umiliate, torturate e abusate? E come può questo non essere un&#8217;indicazione del modo in cui gli uomini sono incoraggiati a vedere le donne?</p>



<p>Le ragazze “cool” ci dicono che amano la pornografia, e non si preoccupano di recitare in un film autoprodotto da inviare ai loro fidanzati o di guardare questi video dannosi per compiacere o impressionare. Alcune sostengono addirittura che il porno può essere femminista. Per lo meno, questa è la linea ufficiale diffusa da molte giovani donne nelle università e altrove.</p>



<p>Parlare contro la pornografia viene considerato come parlare contro il sesso secondo le regole imposte loro da alcuni giovani progressisti. E come abbiamo visto più volte, parlare contro il sessismo porta spesso a etichettare le femministe come frigide odiatrici di uomini.</p>



<p>Ora la diciannovenne Eilish si è unita a una schiera sempre crescente di donne che si rifiutano di seguire la propaganda sessista e dicono invece la verità, spesso a caro prezzo. Ha fatto a pezzi l&#8217;idea che il porno sia una forma di empowerment per le donne.</p>



<p>Eilish è destinata a diventare un modello forte per le giovani donne di tutto il mondo che sono vittime di bullismo e costrette ad accettare il porno come qualcosa di buono per loro.</p>



<p>Nonostante l&#8217;ostilità, le minacce e le conseguenze spesso gravi per coloro che parlano contro l&#8217;attuale ondata di misoginia, le femministe, in massa, sono in rivolta.</p>
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		<title>Mito 3: il porno è educazione sessuale</title>
		<link>https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2021/10/12/mito-3-il-porno-e-educazione-sessuale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RcpResFemAd]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 12 Oct 2021 10:42:06 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pornografia]]></category>
		<category><![CDATA[conseguenze pornografia minori]]></category>
		<category><![CDATA[industria del porno]]></category>
		<category><![CDATA[industria porno;]]></category>
		<category><![CDATA[pornografia e minori]]></category>
		<category><![CDATA[pornografia educazione sessuale;]]></category>
		<category><![CDATA[sfruttamento sessuale minori]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Traduzione di Giulia C. di 10 miti sul porno a cura dell&#8217;associazione Talita. La maggioranza dei bambini in tutto il mondo non riceve un’educazione sessuale adeguata. Anche quei pochi che ricevono qualche forma di&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2021/10/12/mito-3-il-porno-e-educazione-sessuale/" data-wpel-link="internal">Mito 3: il porno è educazione sessuale</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p>Traduzione di Giulia C. di <a href="https://www.lawc.on.ca/wp-content/uploads/2020/04/10-Myts-about-Porn.pdf" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">10 miti sul porno</a> a cura dell&#8217;associazione Talita.</p>



<figure class="wp-block-image size-large is-resized"><img decoding="async" src="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2021/10/TeenVogue_SexualIdentity-genders202-1024x576.jpg" alt="Illustrazione di Lydia Ortiz" class="wp-image-381" width="545" height="306"/><figcaption>Illustrazione di Lydia Ortiz</figcaption></figure>



<p>La maggioranza dei bambini in tutto il mondo non riceve un’educazione sessuale adeguata. Anche quei pochi che ricevono qualche forma di educazione sessuale probabilmente sono stati già esposti in precedenza alla pornografia, molto prima di qualunque discorso sul rispetto, sul consenso e sull’integrità del proprio corpo. La pornografia è diventata la prima e principale insegnante in materia di sesso<a href="#_ftn1">[1]</a>.</p>



<p>Le ricerche in merito ci mostrano come la pornografia abbia un ruolo nel plasmare l’atteggiamento dei consumatori di porno, atteggiamento che va poi a influenzare il loro comportamento<a href="#_ftn2">[2]</a>. Che cosa insegna la pornografia? Il porno mainstream è caratterizzato da violenza, sessismo, razzismo e dal mancato uso di preservativi. Nel porno i preservativi non si vedono quasi mai, dato che si prevede che le persone sullo schermo compiano atti sessuali non protetti<a href="#_ftn3">[3]</a>. La pornografia cementa e rafforza gli stereotipi razziali, rappresentando le donne di colore con tendenze “animalesche”, le donne latine con i “culi grossi”, le donne migranti come “disposte” a fare sesso in cambio del permesso di soggiorno, le donne asiatiche come “esotiche” e “dall’aspetto infantile” ⁹. Nel porno la violenza è la regola: uno studio del 2010 ha riscontrato che 9 su 10 tra i film porno più popolari contengono violenza fisica come gagging (quando un uomo penetra oralmente una donna e lei fa fatica a deglutire o vomita), schiaffi, capelli tirati e strangolamento¹. Quasi il 50% di tutte le scene contiene forme di aggressione verbale e le donne vengono chiamate con termini disumanizzanti e spregiativi come “troia”, “cunt” [termine dispregiativo per i genitali femminili che può essere tradotto anche con “stronza” o “troia”] e “puttana”. Quasi ogni forma di umiliazione, aggressione e violenza all’interno della pornografia viene commessa da uomini nei confronti di donne, e le donne mostrano di trarre piacere da queste forme di violenza sessualizzata.</p>



<p>Gli uomini e i ragazzi che fanno uso di pornografia cosa imparano? Che un “vero uomo” non deve prendere sul serio un “no”, che la violenza è un modo per affermare la mascolinità tossica che viene rappresentata nel porno. Le giovani, invece, vengono condizionate a pensare che la violenza sessuale sia la normalità durante un incontro sessuale. La pornografia va quindi a promuovere e perpetuare la mascolinità tossica e la violenza sessualizzata. Non insegna ai più giovani una sessualità basata sul consenso, sul rispetto e sulla parità ma l’esatto opposto.</p>



<p><a href="#_ftnref1">[1]</a> Donevan, M. “If porn is sex education, what does it teach?” in Freedom Fallacy: The Limits to Liberal Feminism,</p>



<p>(eds.) Miranda Kiraly and Meagan Tyler. Connor Court Publishing: Australia.</p>



<p><a href="#_ftnref2">[2]</a> Wright, P. (2018). “Pornography and sexual behavior: Do sexual attitudes mediate or confound? Communication</p>



<p>Research, DOI: 10.1177/0093650218796363.</p>



<p><a href="#_ftnref3">[3]</a> Grudzen, C., Ryan, G., Margold, W., Torres, J., and L. Gelberg. (2008). “Pathways to health risk exposure in</p>



<p>adult film performers.” Journal of Urban Health, 86(1):67-78.</p>
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		<title>Mito 2: Mio figlio non è un consumatore di porno</title>
		<link>https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2021/10/07/mito-2-mio-figlio-non-e-un-consumatore-di-porno/</link>
		
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		<pubDate>Thu, 07 Oct 2021 12:08:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pornografia]]></category>
		<category><![CDATA[industria del porno]]></category>
		<category><![CDATA[pornografia e minori]]></category>
		<category><![CDATA[pornografia e violenza sulle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Traduzione di Giulia C. da 10 miti sul porno a cura dell&#8217;associazione Talita. Oggi la maggioranza dei bambini ha accesso a Internet. Secondo un sondaggio del 2017 sulla popolazione svedese, il 70% dei bambini&#46;&#46;&#46;</p>
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										<content:encoded><![CDATA[
<p>Traduzione di Giulia C. da <strong><a href="https://www.lawc.on.ca/wp-content/uploads/2020/04/10-Myts-about-Porn.pdf" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">10 miti sul porno</a></strong><a href="https://www.lawc.on.ca/wp-content/uploads/2020/04/10-Myts-about-Porn.pdf" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer"> </a>a cura dell&#8217;associazione Talita. </p>



<figure class="wp-block-image is-resized"><img loading="lazy" decoding="async" src="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2021/10/pornografia_e_ragazzi-1.jpg" alt="" class="wp-image-373" width="531" height="285" srcset="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2021/10/pornografia_e_ragazzi-1.jpg 680w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2021/10/pornografia_e_ragazzi-1-300x161.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 531px) 100vw, 531px" /></figure>



<p>Oggi la maggioranza dei bambini ha accesso a Internet. Secondo un sondaggio del 2017 sulla popolazione svedese, il 70% dei bambini tra i 9 e i 12 anni e il 90% dei bambini con più di 12 anni possiede un computer e/o un tablet, mentre il 91% dei bambini tra i 9 e i 12 anni e tutti i bambini con più di 12 anni hanno accesso ad uno smartphone<a href="#_ftn1">[1]</a>. Ne consegue che la maggioranza dei bambini ha accesso illimitato alla pornografia online. Gli studi in merito affermano che l’età media in cui i ragazzi iniziano a guardare pornografia è tra i 12 e i 15 anni. Secondo uno studio del 2014, il 98% dei ragazzi sedicenni e il 54% delle ragazze sedicenni hanno guardato del materiale pornografico, e 1 ragazzo su 10 ha dichiarato di guardare materiale porno almeno 1 volta al giorno<a href="#_ftn2">[2]</a>. Secondo i dati di una ricerca del 2014, dai 18 anni in poi 1 ragazzo su 4 guarda pornografia tutti i giorni, e questi consumatori assidui di porno avevano una maggiore probabilità di aver subito abusi sessuali o aver commesso abusi su altre persone<a href="#_ftn3">[3]</a>. Al giorno d’oggi, il consumo di pornografia da parte dei minori è dunque la norma, piuttosto che l’eccezione.</p>



<p>Il mondo del porno è cambiato radicalmente negli ultimi decenni, e molti adulti sono inconsapevoli di quale sia il tipo di immagini che vengono diffuse dalla nuova pornografia mainstream. Allo stesso tempo, le ricerche mostrano che i ragazzi tendono a non parlare di pornografia con i loro genitori o con altri adulti di cui si fidano<a href="#_ftn4">[4]</a>. Questa è una delle ragioni per cui i genitori che utilizzano tecnologie e strumenti per proteggere i loro figli dalla pornografia sono relativamente pochi – non sono consapevoli del fatto che i loro figli sono esposti al porno. Anche quando i filtri vengono utilizzati dentro casa, è comunque molto probabile che i ragazzi abbiano accesso alla pornografia fuori di casa, a scuola o in altri spazi pubblici dove questi filtri non sono attivi<a href="#_ftn5">[5]</a>. In una società sempre più digitalizzata, abbiamo l’obbligo di fornire degli strumenti che proteggano i bambini dalla pornografia.</p>



<p><a href="#_ftnref1">[1]</a> Medierådet (2017). Unga &amp; medier 2017. Om barn och unga 9–18 år. Stockholm: Medierådet.</p>



<p><a href="#_ftnref2">[2]</a> Mattebo, M., Tydén, T., Häggström-Nordin, E., Nilsson, K., and M. Larsson. (2013). ”Pornography and Sexual</p>



<p>Experiences Among High School Students in Sweden.” Journal of Developmental and Behavioural Pediatrics, Vol.</p>



<p>35(3):179-188.</p>



<p><a href="#_ftnref3">[3]</a> Donevan, M., Jonsson, L. (2018). <em>Högkonsument eller porrfri? Svenska ungdomars pornografikonsumtion över en 10-</em></p>



<p><em>års period. </em>Föreläsning i Almedalen, Sverige.</p>



<p><a href="#_ftnref4">[4]</a> Mattebo, M. (2014). “Use of Pornography and its Associations with Sexual Experiences, Lifestyles and Health</p>



<p>among Adolescents”. Digital Comprehensive Summaries of Uppsala Dissertations from the Faculty of Medicine</p>



<ol class="wp-block-list"><li>Uppsala: Uppsala University.</li></ol>



<p><a href="#_ftnref5">[5]</a> Skolverket. (2016). IT-användning och IT-kompetens i skolan. Skolverkets IT-uppföljning 2015. D.r: 2015:00067.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2021%2F10%2F07%2Fmito-2-mio-figlio-non-e-un-consumatore-di-porno%2F&amp;linkname=Mito%202%3A%20Mio%20figlio%20non%20%C3%A8%20un%20consumatore%20di%20porno" title="Facebook" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2021%2F10%2F07%2Fmito-2-mio-figlio-non-e-un-consumatore-di-porno%2F&amp;linkname=Mito%202%3A%20Mio%20figlio%20non%20%C3%A8%20un%20consumatore%20di%20porno" title="Twitter" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2021%2F10%2F07%2Fmito-2-mio-figlio-non-e-un-consumatore-di-porno%2F&amp;linkname=Mito%202%3A%20Mio%20figlio%20non%20%C3%A8%20un%20consumatore%20di%20porno" title="Email" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_print" href="https://www.addtoany.com/add_to/print?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2021%2F10%2F07%2Fmito-2-mio-figlio-non-e-un-consumatore-di-porno%2F&amp;linkname=Mito%202%3A%20Mio%20figlio%20non%20%C3%A8%20un%20consumatore%20di%20porno" title="Print" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2021%2F10%2F07%2Fmito-2-mio-figlio-non-e-un-consumatore-di-porno%2F&amp;linkname=Mito%202%3A%20Mio%20figlio%20non%20%C3%A8%20un%20consumatore%20di%20porno" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="https://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2021%2F10%2F07%2Fmito-2-mio-figlio-non-e-un-consumatore-di-porno%2F&amp;linkname=Mito%202%3A%20Mio%20figlio%20non%20%C3%A8%20un%20consumatore%20di%20porno" title="Gmail" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_copy_link" href="https://www.addtoany.com/add_to/copy_link?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2021%2F10%2F07%2Fmito-2-mio-figlio-non-e-un-consumatore-di-porno%2F&amp;linkname=Mito%202%3A%20Mio%20figlio%20non%20%C3%A8%20un%20consumatore%20di%20porno" title="Copy Link" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_dd a2a_counter addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2021%2F10%2F07%2Fmito-2-mio-figlio-non-e-un-consumatore-di-porno%2F&#038;title=Mito%202%3A%20Mio%20figlio%20non%20%C3%A8%20un%20consumatore%20di%20porno" data-a2a-url="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2021/10/07/mito-2-mio-figlio-non-e-un-consumatore-di-porno/" data-a2a-title="Mito 2: Mio figlio non è un consumatore di porno" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2021/10/07/mito-2-mio-figlio-non-e-un-consumatore-di-porno/" data-wpel-link="internal">Mito 2: Mio figlio non è un consumatore di porno</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Mito 1: Il porno mainstream è come Playboy</title>
		<link>https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2021/10/04/mito-1-il-porno-mainstream-e-come-playboy/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RcpResFemAd]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Oct 2021 09:07:22 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pornografia]]></category>
		<category><![CDATA[pornografia]]></category>
		<category><![CDATA[pornografia e minori]]></category>
		<category><![CDATA[pornografia e violenza sulle donne]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Traduzione di Giulia C. di 10 miti sul porno a cura dell&#8217;associazione Talita. Talita offre una via d’uscita dalla prostituzione, dalla pornografia e dal traffico di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale. Siamo&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2021/10/04/mito-1-il-porno-mainstream-e-come-playboy/" data-wpel-link="internal">Mito 1: Il porno mainstream è come Playboy</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<p></p>



<p>Traduzione di Giulia C. di <a href="https://www.lawc.on.ca/wp-content/uploads/2020/04/10-Myts-about-Porn.pdf" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">10 miti sul porno</a> a cura dell&#8217;associazione Talita.</p>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="464" height="402" src="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2021/10/Screen-Shot-2021-10-04-at-11.01.16.png" alt="" class="wp-image-370" srcset="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2021/10/Screen-Shot-2021-10-04-at-11.01.16.png 464w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2021/10/Screen-Shot-2021-10-04-at-11.01.16-300x260.png 300w" sizes="auto, (max-width: 464px) 100vw, 464px" /></figure>



<figure class="wp-block-image"><img loading="lazy" decoding="async" width="960" height="960" src="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/porn-schrews-3.jpg" alt="" class="wp-image-322" srcset="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/porn-schrews-3.jpg 960w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/porn-schrews-3-150x150.jpg 150w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/porn-schrews-3-300x300.jpg 300w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/porn-schrews-3-768x768.jpg 768w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/porn-schrews-3-160x160.jpg 160w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2020/10/porn-schrews-3-320x320.jpg 320w" sizes="auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px" /></figure>



<p>Talita offre una via d’uscita dalla prostituzione, dalla pornografia e dal traffico di esseri umani a scopo di sfruttamento sessuale. Siamo attivi con azioni di prevenzione e supporto in Svezia, Mongolia e Romania.</p>



<p>Il nostro programma di supporto della durata di un anno si basa sul metodo che abbiamo sviluppato oltre 20 anni fa lavorando con il nostro target group. Un metodo che funziona: il 97% delle donne che hanno usufruito del programma di assistenza di Talita hanno lasciato la prostituzione in maniera definitiva. Il metodo Talita include case rifugio, terapia psicologica, accesso a formazione e educazione, supporto legale e reintegrazione nella società.  <a href="http://www.talita.org" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">www.talita.org</a>  </p>



<p>Facebook: <a href="http://www.facebook.com/TalitaSverige" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">www.facebook.com/TalitaSverige</a> </p>



<p>Instagram: @Talita_Sverige</p>



<p>Twitter:
@TalitaSverige</p>



<p>Reality Check è un’iniziativa che si occupa della promozione, della salute sessuale dei giovani e della prevenzione della violenza maschile contro le donne e i bambini. Fondato dal The Inheritance Fund, questo progetto è parte del lavoro di prevenzione di Talita e si pone come obiettivo quello di accrescere la conoscenza dei giovani sui danni causati dalla pornografia.</p>



<p>www.reality-check.nu <br>
Facebook: Reality Check <br>
Instagram: @realitycheck.nu </p>



<p>Mail: <a href="mailto:realitycheck@talita.se">realitycheck@talita.se</a></p>



<p></p>



<p>Per molti adulti la parola “porno” è sinonimo di riviste un tempo pensate per un pubblico maschile come Playboy e Hustler. Ma quello che una ventina di anni fa era considerato porno, è ora materiale della cultura pop che si può trovare nei film, nelle serie tv e nelle pubblicità. Internet ha modificato profondamente la natura della pornografia; ora è a distanza di un click, completamente anonima e spesso gratuita. Adesso il porno si è trasformato in “gonzo porn”, dove le riprese in primo piano dei genitali fanno immedesimare lo spettatore con la persona che fa sesso sullo schermo e dove la violenza fisica e verbale è la regola<a href="#_ftn1">[1]</a>.</p>



<p>Le nuove caratteristiche della pornografia online come il facile accesso ai siti, il basso costo e l’anonimato garantiscono all’industria del porno un numero sempre maggiore di utenti in tutto il mondo. Si stima che il 30% di tutti i contenuti presenti online sia costituito da materiale pornografico. Digitando “porn” su Google, chiunque può immediatamente accedere a piattaforme porno dall’interfaccia simile a Youtube (come Pornhub e Youporn). Ogni anno vengono visualizzate 4.6 miliardi di ore di materiale pornografico attraverso il solo Pornhub, la più grande piattaforma di contenuti porno<a href="#_ftn2">[2]</a>. I cosiddetti “tube sites” [piattaforme video online a contenuto pornografico] sono tutti di proprietà di Mindgeek, una società multinazionale che si occupa di web design e IT, all’apparenza del tutto scollegata dal mondo del porno. In realtà Mindgeek ha il monopolio sulla produzione e la distribuzione della pornografia, e i milioni che costituiscono il suo valore netto sono il prodotto delle pubblicità presenti sulle loro piattaforme pornografiche gratuite e degli abbonamenti a pagamento offerti da alcuni di questi siti ai clienti che vogliono avere accesso a materiale più estremo – ovvero materiale in cui sono ancora più presenti violenza e umiliazione<a href="#_ftn3">[3]</a>. Come ogni altra azienda, Mindgeek investe grandi somme per pubblicizzare i suoi prodotti al pubblico. Nel 2015 ha piazzato un grande manifesto pubblicitario a Time Square, New York, con su scritto “Ti serve solo una mano”, a indicare che le persone possono trovare la felicità solamente se hanno accesso al porno. Mindgeek ha interesse a normalizzare la pornografia e a camuffare la natura sfruttatrice inerente a questa industria allo scopo di accrescere la domanda di pornografia – e di conseguenza i suoi profitti.</p>



<p><a href="#_ftnref1">[1]</a> Bridges, A. J., Wosnitzer, R., Scharrer, E., Sun, C., and Liberman, R. (2010). “Aggression and sexual behavior in</p>



<p>bestselling pornography videos: A content analysis update,” Violence Against Women, 16(10):1065-1085.</p>



<p><a href="#_ftnref2">[2]</a> Statistiche annuali di Pornhub.</p>



<p><a href="#_ftnref3">[3]</a> The Economist. <em>Naked Capitalism – Pornography. </em>26-09-2015.</p>
<p><a class="a2a_button_facebook" href="https://www.addtoany.com/add_to/facebook?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2021%2F10%2F04%2Fmito-1-il-porno-mainstream-e-come-playboy%2F&amp;linkname=Mito%201%3A%20Il%20porno%20mainstream%20%C3%A8%20come%20Playboy" title="Facebook" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_twitter" href="https://www.addtoany.com/add_to/twitter?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2021%2F10%2F04%2Fmito-1-il-porno-mainstream-e-come-playboy%2F&amp;linkname=Mito%201%3A%20Il%20porno%20mainstream%20%C3%A8%20come%20Playboy" title="Twitter" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_email" href="https://www.addtoany.com/add_to/email?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2021%2F10%2F04%2Fmito-1-il-porno-mainstream-e-come-playboy%2F&amp;linkname=Mito%201%3A%20Il%20porno%20mainstream%20%C3%A8%20come%20Playboy" title="Email" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_print" href="https://www.addtoany.com/add_to/print?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2021%2F10%2F04%2Fmito-1-il-porno-mainstream-e-come-playboy%2F&amp;linkname=Mito%201%3A%20Il%20porno%20mainstream%20%C3%A8%20come%20Playboy" title="Print" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_whatsapp" href="https://www.addtoany.com/add_to/whatsapp?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2021%2F10%2F04%2Fmito-1-il-porno-mainstream-e-come-playboy%2F&amp;linkname=Mito%201%3A%20Il%20porno%20mainstream%20%C3%A8%20come%20Playboy" title="WhatsApp" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_google_gmail" href="https://www.addtoany.com/add_to/google_gmail?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2021%2F10%2F04%2Fmito-1-il-porno-mainstream-e-come-playboy%2F&amp;linkname=Mito%201%3A%20Il%20porno%20mainstream%20%C3%A8%20come%20Playboy" title="Gmail" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_button_copy_link" href="https://www.addtoany.com/add_to/copy_link?linkurl=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2021%2F10%2F04%2Fmito-1-il-porno-mainstream-e-come-playboy%2F&amp;linkname=Mito%201%3A%20Il%20porno%20mainstream%20%C3%A8%20come%20Playboy" title="Copy Link" rel="nofollow noopener external noreferrer" target="_blank" data-wpel-link="external"></a><a class="a2a_dd a2a_counter addtoany_share_save addtoany_share" href="https://www.addtoany.com/share#url=https%3A%2F%2Fwww.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it%2F2021%2F10%2F04%2Fmito-1-il-porno-mainstream-e-come-playboy%2F&#038;title=Mito%201%3A%20Il%20porno%20mainstream%20%C3%A8%20come%20Playboy" data-a2a-url="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2021/10/04/mito-1-il-porno-mainstream-e-come-playboy/" data-a2a-title="Mito 1: Il porno mainstream è come Playboy" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer"></a></p><p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2021/10/04/mito-1-il-porno-mainstream-e-come-playboy/" data-wpel-link="internal">Mito 1: Il porno mainstream è come Playboy</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Pornografia e violenza sessuale</title>
		<link>https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2019/11/04/melinda-tankar-reist-pornografia-e-violenza-sessuale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[RcpResFemAd]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 04 Nov 2019 15:46:15 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Pornografia]]></category>
		<category><![CDATA[cultura dello stupro]]></category>
		<category><![CDATA[pornografia]]></category>
		<category><![CDATA[pornografia e minori]]></category>
		<category><![CDATA[pornografia e violenza sulle donne]]></category>
		<guid isPermaLink="false">http://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/?p=14</guid>

					<description><![CDATA[<p>Mai più? Per discutere di violenza sessuale bisogna parlare anche di pornografia di Melinda Tankard Reist Traduzione dall&#8217;inglese di Giulia C. &#160;[Avvertenza: nell’articolo sono presenti descrizioni esplicite] Melinda Tankard Reist è una scrittrice, speaker&#46;&#46;&#46;</p>
<p>L'articolo <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/2019/11/04/melinda-tankar-reist-pornografia-e-violenza-sessuale/" data-wpel-link="internal">Pornografia e violenza sessuale</a> proviene da <a href="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it" data-wpel-link="internal">Resistere alla Cultura del Porno</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[
<h1 class="wp-block-heading">Mai più? Per discutere di violenza sessuale bisogna parlare anche di
pornografia </h1>



<p>di Melinda Tankard Reist</p>



<p>Traduzione dall&#8217;inglese di Giulia C. </p>



<p><sup><strong>&nbsp;[Avvertenza: nell’articolo sono presenti descrizioni esplicite]</strong></sup></p>



<p><em><strong>Melinda Tankard Reist è una scrittrice,
speaker e co-fondatrice di</strong></em><strong><em>&nbsp;</em></strong><a href="http://www.collectiveshout.org/" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer"><em><strong>Collective Shout</strong></em></a>, <em><strong>oltre che </strong></em><em><strong>co-curatrice di</strong></em><strong><em>&nbsp;</em></strong><a href="http://www.spinifexpress.com.au/bookstore/book/id=217/" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer"><em><strong>Big Porn Inc: Exposing the Harms of the
Global Porn Industry</strong></em></a><strong><em>&nbsp;</em></strong><em><strong>and</strong></em><strong><em>&nbsp;</em></strong><a href="http://www.spinifexpress.com.au/bookstore/book/id=285/" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer"><em><strong>Prostitution Narratives: Stories of
Survival in the Sex Trade</strong></em></a><em><strong>.</strong></em></p>



<div class="wp-block-image"><figure class="alignright"><img loading="lazy" decoding="async" width="320" height="214" src="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2019/11/melinda_reist_dinkus.jpg" alt="" class="wp-image-22" srcset="https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2019/11/melinda_reist_dinkus.jpg 320w, https://www.resistereallaculturadelporno.resistenzafemminista.it/wp-content/uploads/2019/11/melinda_reist_dinkus-300x201.jpg 300w" sizes="auto, (max-width: 320px) 100vw, 320px" /></figure></div>



<p>Post in lingua originale:  <a href="https://www.abc.net.au/religion/never-again-addressing-sexual-violence-must-include-pornography/10094568" target="_blank" rel="noreferrer noopener external" aria-label="https://www.abc.net.au/religion/never-again-addressing-sexual-violence-must-include-pornography/10094568  (apre in una nuova scheda)" data-wpel-link="external">https://www.abc.net.au/religion/never-again-addressing-sexual-violence-must-include-pornography/10094568 </a></p>



<p>&#8220;Le donne devono essere al sicuro ovunque. Per
strada, passeggiando al parco, a casa, a lavoro. Dobbiamo assicurarci che
esista una cultura di rispetto verso le donne. Non dobbiamo mai e poi mai, in
nessun caso, tollerare la violenza contro le donne. Eurydice Dixon – piangiamo
la sua scomparsa insieme alla sua famiglia e anche noi diciamo mai più&#8221;<br>
&#8211; Primo Ministro australiano Malcolm Turnbull</p>



<p>&#8220;Le donne in Australia hanno diritto alla libertà di
movimento. Non è una loro colpa se scelgono di camminare a piedi dalla fermata
dei mezzi pubblici fino a casa. Tutta la violenza può essere prevenuta e
dobbiamo affrontare i complici della violenza, dobbiamo cambiare
l’atteggiamento degli uomini&#8221;<br>
&#8211; Leader dell’opposizione Bill Shorten</p>



<p>Lei è in fuga. Disperata, sconvolta. Indossa il velo
islamico, dai suoi occhi scuri traboccano preoccupazione e paura. È l’incarnazione
della donna in fuga, il tipo di donna di cui sono pieni gli schermi dei nostri
televisori, con bambini piccoli terrorizzati che le si stringono al petto. Una
donna che dovrebbe ispirare pietà. I nostri cuori si dovrebbero stringere,
dovremmo avere paura per lei; è così vulnerabile. Ce la farà a percorrere
illesa fino alla fine la sua strada?</p>



<p>Eppure ora, come se non fosse già abbastanza
terrorizzata, subisce un affronto difficile da credere. Sta per essere trasformata
in un porno. Il “Refugee Porn”. Sfollata da un’oppressione ad un’altra. &nbsp;</p>



<p>&#8220;Tanti video gratuiti di Refugee porn!&#8221;; &#8220;Tutti
i refugee porn più hot gratis!&#8221;; seleziona le tue preferenze: &#8220;siriana,&#8221;
&#8220;arabe timide,&#8221; &#8220;rifugiata 21enne,&#8221; &#8220;donna incinta con
Hijab&#8221; – e tanti altri. Svelare e violare donne “esotiche” che di solito
sono coperte sembra essere particolarmente eccitante. </p>



<p>Le ricerche online sul Refugee Porn&nbsp;<a href="https://www.zeit.de/gesellschaft/2018-05/sexisms-refugeeporn-refugees-pornography-germany-analysis" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">ammontano a più
di 800,000 ogni mes</a>e. In Germania il forte aumento di ricerche sul
refugee porn ha portato alla nascita di nuove case di produzione pronte a soddisfarne
la domanda, <a href="https://www.chron.com/news/media/why-is-refugee-porn-so-popular-in-germany-1241601.php" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">correlata al
gran numero di rifugiati</a>&nbsp;accolti in
Germania.</p>



<p>In alcuni video sono delle attrici porno a rappresentare
le rifugiate,&nbsp;ma <a href="https://www.zeit.de/gesellschaft/2018-05/sexisms-refugeeporn-refugees-pornography-germany-analysis" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">si ritiene</a>&nbsp;che vengano impiegate anche delle vere
rifugiate. In ogni caso, lo scopo dell’industria del sesso è veicolare e trarre
profitto da una narrazione – o storia del terrore – che si basa sulla sessualizzazione
della sottomissione delle rifugiate umiliate in cambio dei &#8220;soldi per il
pranzo&#8221;.</p>



<p>Mentre ricercavo questo genere – e cercavo di non
impazzire – ho notato che in seguito alla&nbsp;<a href="https://www.abc.net.au/news/2018-06-15/melbourne-comedian-eurydice-dixon-remembered/9873080" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">morte di
Eurydice Dixon</a> il Primo
Ministro e il leader dell’opposizione australiani si sono trovati in un raro
accordo bi-partisan: entrambi hanno affermato che&nbsp;<em>non dobbiamo tollerare</em>&nbsp;la violenza contro le donne e che
dobbiamo affrontare i&nbsp;<em>complici</em>&nbsp;di questa violenza. Sentiamo sempre
più spesso questo genere di dichiarazioni. Sebbene i complici della violenza
contro le donne siano tanti, ce n’è uno particolarmente mostruoso che viene
citato raramente. E’ l’industrializzazione globale dei corpi delle donne – anche
le più impotenti – ridotte a carne da macello per il consumo maschile. Come
scrive Abigail Bray in&nbsp;<a href="http://spinifexpress.com.au/bookstore/book/id=250/" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer"><em>Misogyny Re-loaded</em></a><em>&nbsp;</em>, il porno e la cultura dello stupro indicano
che &#8220;viviamo in un ambiente paradossale nel quale lo stupro e l’assassinio
delle donne, pur essendo proibiti, vengono sessualizzati e ridicolizzati
ovunque”.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Spalleggia
la violenza sessuale</h4>



<p>Pornhub è la&nbsp;<a href="https://www.nytimes.com/interactive/2018/02/07/magazine/11mag-porn-literacy-kids.html" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">la più
grande piattaforma</a> online&nbsp;di contenuto pornografico. Attira&nbsp;<a href="https://www.theguardian.com/commentisfree/2018/may/13/choking-women-me-too-breath-play" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">80 milioni
di visitatori al giorno</a>. L’azienda, ora posseduta da MindGeek, è
basata nella bella Montreal, dove più di 1,000 impiegati sgobbano giorno e notte
per fornirci le migliori scene di sofferenza disponibili sul mercato.</p>



<p>Pornhub è sia un magazzino che un distributore di
propaganda d’odio. Ospita testimonianze di crimini contro le donne per il
piacere degli uomini. I suoi video popolari rappresentano scene di violenza
sessuale contro le donne. Titoli sadici si beano dell’incapacità delle donne di
porre fine alle violenze che subiscono. I più violenti hanno milioni di
visualizzazioni. Molti titoli riguardano l’abuso sessuale e lo stupro di
ragazze minorenni. Gli uomini hanno fantasie di stuprare ragazzine impunemente,
mentre il governo, gli enti per la protezione dei bambini e le campagne di
sensibilizzazione cercano di affrontare un’epidemia di abuso sessuale infantile.&nbsp;</p>



<p>Le norme culturali sul sesso vengono trasmesse attraverso
la pornografia. Quando i ragazzi imparano fin da piccoli a godere, trarre piacere,
ridere e masturbarsi su video di tortura e umiliazione, quando crescono con una
dieta a base di rape porn e abuso sessuale dalle sfumature razziste, il boom di
violenze contro le donne può forse sorprendere?</p>



<p>James Ogloff, un esperto psicologo forense, è stato&nbsp;<a href="https://www.theaustralian.com.au/news/nation/resident-evil-women-much-safer-on-streets-than-in-the-home/news-story/5f0f81845ae7478ce6874c35d7dc091a" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">recentemente
citato in&nbsp;<em>The Australian</em></a>: &#8220;Nei
crimini sessuali gravi, spesso la molla è un desiderio sessuale deviante. Sono
strettamente legati a moventi sessuali.&#8221; Il desiderio sessuale deviante
deve provenire da qualche parte. Pornhub è uno dei&nbsp;<a href="http://www.thewave.co.uk/news/local/1-in-10-12-13-year-olds-may-be-addicted-to-porn/eroticized%20violence%20against%20women." data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">cinque siti più
visitati dai ragazzi tra gli 11-16</a> anni, secondo&nbsp;<a href="http://www.childwise.co.uk/" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">ChildWise UK</a>. Lo stupro è una
categoria nel menù per ragazzi la cui sessualità si sta ancora formando. Viene
insegnato loro ad eccitarsi per ragazze che vengono strangolate, che piangono,
che vomitano, con gli occhi che fuoriescono, che vengono ricoperte di lividi,
insultate, schiaffeggiate, prese a calci, picchiate, a cui vengono strappati i
capelli.</p>



<p>Ditemi che questo non vuol dire essere complici.</p>



<p>Nel 2016 Sarah Champion, rappresentante labourista per la
città di Rotherham, la cui circoscrizione è stata <a href="https://www.theguardian.com/education/2016/nov/01/teach-children-about-pornography-before-puberty-says-labour" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">al centro di
uno scandalo sugli abusi sessual</a>i, ha prodotto il “Dare2Care
Report”, nel quale cita la domanda di una ragazzo: &#8220;Se ho una ragazza, la
devo strangolare quando facciamo sesso?&#8221; Un’esposizione indiscriminata al
porno funge da matrice sociale per questa generazione di ragazzi. Le ragazze si
trasformano in oggetti scenografici di una fantasia porno. </p>



<p>Di conseguenza, il numero dei reati sessuali registrati
in Irlanda è raddoppiato dal 2003: un aumento dell’87%, due terzi dei quali <a href="https://www.irishtimes.com/news/crime-and-law/is-pornography-driving-increased-sexual-violence-in-ireland-1.3508313" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">sono
avvenuti negli ultimi tre anni</a>. Le autorità irlandesi collegano i crimini
sessuali alla pornografia – specialmente tra i ragazzi. Nel 2016 in Irlanda uno
stupro su cinque è stato commesso da un minore. Eileen Finnegan, dirigente
medico di <a href="https://www.oneinfour.ie/" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">One in Four</a>, un’organizzazione
nazionale che aiuta e presta ascolto alle vittime di violenza sessuale e che
cura gli stupratori, afferma che tutti gi stupratori sotto trattamento hanno
iniziato a delinquere a 10 o 11 anni. Hanno sviluppato quello che Finnegan chiama
&#8220;un desiderio deviante&#8221; inerente la violenza sessuale. E la
loro educazione sessuale viene dalla pornografia. &#8220;Questa
escalation è sorprendente,&#8221;&nbsp;<a href="https://www.irishtimes.com/news/crime-and-law/is-pornography-driving-increased-sexual-violence-in-ireland-1.3508313" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">dice Eileen
Finnegan</a> a proposito dell’incremento del rape porn e della sua
accessibilità per i più piccoli.</p>



<p>Anche il Regno Unito ha fatto lo stesso collegamento. Nell’introduzione al report&nbsp;<a href="https://www.childrenscommissioner.gov.uk/publication/basically-porn-is-everywhere/" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer"><em>Basically &#8230; </em><em>Porn is
Everywhere</em></a><em>&nbsp;</em>del 2012, la
rappresentante dell’Inghilterra nella Commissione per l’Infanzia Sue Berelowitz
ha dato particolare risalto alla violenza contro le ragazze commessa da ragazzi
influenzati dal porno:</p>



<p>&#8220;Il primo anno della nostra inchiesta &#8230; ha
rivelato percentuali scioccanti di stupro di bambini e adolescenti &#8230; La squadra
di ricerca ha ascoltato bambini raccontare storie sconcertanti di stupri
commessi sia da coetanei che da ragazzi più grandi, spesso in circostanze estremamente
violente e sadiche e in un contesto di abusi che perdura per anni&#8230; L’uso e
l’accesso alla pornografia da parte dei bambini è emerso come un elemento
chiave … È stato menzionato da vari ragazzi nelle loro dichiarazioni in aula
dopo essere stati arrestati per lo stupro di bambine, uno di loro ha detto che
era &#8216;come essere in un porno&#8217;; abbiamo numerosi resoconti su come le
aspettative inerenti il sesso, sia delle ragazze che dei ragazzi, derivino
dalla pornografia che hanno visto; e degli esperti ci hanno raccontato storie
preoccupanti su come l’accesso alla pornografia, anche violenta, da parte di
adolescenti e bambini, sia una routine. Abbiamo anche individuato prove
convincenti del fatto che molti ragazzi ritengano di avere un diritto totale al
sesso, sempre, ovunque, in ogni modo e con chiunque vogliano. È altrettanto
preoccupante quanto abbiamo sentito da molte ragazze, che spesso sentono di non
avere altra alternativa che di sottostare alle richieste dei ragazzi, a
prescindere dai loro desideri&#8221;.</p>



<p>Anche la Francia sta analizzando il collegamento tra
esposizione al porno e violenza contro le donne. &#8220;Mi sorprende vedere come
siamo sconvolti dalla violenza contro le donne senza però occuparci di
attaccare le radici del male&#8221; dice il&nbsp;<a href="https://www.francetvinfo.fr/sante/enfant-ado/le-cri-dalarme-de-medecins-contre-l-exposition-precoce-a-la-pornographie_2803479.html" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">Professor
Israel Nisand</a>, ginecologo e presidente dell’Istituto Nazionale
Francese dei Ginecologi e degli Ostetrici. Il 15 giugno Nisand, insieme a
numerosi esperti e operatori sanitari, ha lanciato un&nbsp;<a href="https://www.francetvinfo.fr/sante/enfant-ado/le-cri-dalarme-de-medecins-contre-l-exposition-precoce-a-la-pornographie_2803479.html" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">&#8220;appello
solenne&#8221;</a>&nbsp;al governo
per combattere la diffusione di immagini pornografiche accessibili ai bambini. &#8220;Notiamo
una carenza di politiche,&#8221; ha detto. Notiamo la stessa carenza anche qui.</p>



<h4 class="wp-block-heading">La
disumanizzazione delle ragazze</h4>



<p>I resoconti personali in prima persona da parte di donne
e ragazze che hanno a che fare con ragazzi e uomini influenzati dal porno ci
raccontano il potere disumanizzante della pornografia. <a href="https://www.abc.net.au/religion/articles/2016/03/07/4420147.htm" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">Precedentemente
ho scritto</a>&nbsp;dei miei
incontri con ragazze che mi hanno raccontato come i ragazzi pretendano favori
sessuali, atti sessuali che a loro non piacciono, facciano loro pressione al
fine di ottenere foto di nudo e classifichino i loro corpi mettendoli a paragone
con quelli delle porno star.</p>



<p>Come ha osservato la scrittrice e attivista inglese&nbsp;<a href="http://melindatankardreist.com/2015/04/sexual-pressure-coercion-degradation-this-is-what-porn-has-done-to-every-woman-i-know/" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">Sarah Ditum</a>, &#8220;Il
linguaggio pornografico del sesso come degradazione del corpo femminile è
filtrato dagli schermi alle vite quotidiane delle donne&#8221;. Non sono più le
sole &#8220;porno attrici&#8221; a subire le conseguenze del porno (e le loro
esperienze sono ancora largamente ignorate), sono anche le donne e le ragazze
di ogni luogo, ogni giorno.</p>



<p>Numeri crescenti di giovani donne&nbsp;<a href="https://www.mja.com.au/journal/2012/196/9/internet-pornography-and-adolescent-health" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">raccontano</a>&nbsp;che i loro partner imitano gli atti
sessuali tipici della pornografia: eiaculazione sul viso e sul corpo, deep-throating
e sesso anale. &#8220;Rosie Redstockings&#8221; – giovane studentessa di
un’università inglese – racconta la sua esperienza con uomini influenzati dal
porno.&nbsp;<a href="http://www.twitlonger.com/show/n_1slgnjt" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">Scrive</a>:</p>



<p>&#8220;Ho 23
anni. La mia è la prima generazione ad essere stata esposta al porno online fin
dall’infanzia. Abbiamo imparato quello che sappiamo sul sesso guardando
sconosciuti su internet, non conosciamo nient’altro.</p>



<p>&#8220;Ecco alcune delle cose che mi sono successe &#8230;</p>



<p>&#8220;Mi è stato detto che ho un riflesso faringeo troppo
forte &#8230; Mi sono state fatte pressioni affinché acconsentissi a farmi
eiaculare sul viso. Non
volevo. Ha detto [scherzando] che mi avrebbe eiaculato in faccia mentre dormivo. Non
stava scherzando – mi sono svegliata con lui che si masturbava sopra di me &#8230; Mi
sono state fatte pressioni affinché acconsentissi al sesso anale. Faceva così
male che l’ho scongiurato di fermarsi. Si è fermato, per poi lamentarsi che ero
troppo sensibile &#8230; Ha continuato a chiedermelo &#8230; Richieste continue di avere
rapporti a tre &#8230; Richieste continue di lasciare che ci filmasse &#8230; Ogni
singola ragazza etero che conosco ha avuto esperienze simili. Ogni.
Singola. Ragazza. Ad alcune è successo molto peggio. Alcune hanno ceduto, altre
hanno resistito, altre si sono sentite in colpa e strane per non &#8230; volergli
dare quello che lui vuole.&#8221;</p>



<p>Poi c’è la 16enne che descrive il sesso orale come&nbsp;<a href="http://www.aph.gov.au/parliamentary_business/committees/senate/environment_and_communications/online_access_to_porn/submissions" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">&#8220;il
nuovo bacio&#8221;</a>:</p>



<p>&#8220;Quando fai sesso con un ragazzo, lui vuole che sia
come un porno. Vogliono subito sesso orale o anale. L’orale è, tipo, il nuovo
bacio&#8230; l’eiaculazione sul viso va molto.&#8221;</p>



<p>Secondo uno studio recente le ragazze vengono costrette
al sesso anale anche se non lo vogliono e lo trovano doloroso. Il&nbsp;<a href="http://www.independent.co.uk/life-style/health-and-families/health-news/women-being-coerced-into-having-sex-researchers-say-with-persuasion-normalised-9671395.html" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">motivo
principale che hanno citato</a>&nbsp;per aver
eseguito questi atti è che i ragazzi &#8220;volevano rifare quello che avevano
visto nei porno.&#8221; Le ragazze più giovani che&nbsp;<a href="https://www.theguardian.com/education/2016/nov/01/teach-children-about-pornography-before-puberty-says-labour" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">hanno
parlato con la deputata inglese Sarah Champion per il suo report</a> le hanno
detto che credevano che, se volevano che il loro ragazzo rimanesse fedele, fosse
obbligatorio fare sesso anale o essere cedute agli amici del proprio partner. </p>



<p><a href="http://www.canberratimes.com.au/comment/how-online-porn-is-warping-the-behaviour-of-boys-with-girls-20150423-1ms7jw" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">Alison
Pearson</a>&nbsp;riporta una
conversazione con un medico su come tra le adolescenti siano sempre più
numerose le lacerazioni anali dovute al sesso anale ispirato al porno:</p>



<p>&#8220;Un medico, chiamiamola Sue, ha detto: &#8216;Ho paura che
le cose siamo messe molto peggio di quanto la gente sospetti’. Negli ultimi
anni Sue ha curato un numero crescente di adolescenti con ferite interne
causate da sesso anale frequente: non, come ha scoperto Sue, perché loro volessero
farlo, o perché a loro piacesse, ma perché un ragazzo si aspettava che loro lo
facessero. &nbsp;&#8216;Ti risparmio i dettagli più
cruenti’, ha detto Sue, &#8216;ma queste ragazze sono molto giovani e esili e il loro
corpo semplicemente non è fatto per subire queste cose&#8217;.</p>



<p>&#8220;Le sue pazienti erano profondamente imbarazzate per
le loro ferite. Avevano mentito alle loro madri al riguardo e sentivano di non
poter confidare in nessuno, il che andava a pesare ancora di più sul loro
dolore. Quando Sue faceva loro altre domande, dicevano che l’esperienza era
stata umiliante, ma che sentivano che fosse semplicemente impossibile dire di
no. Il sesso anale è standard tra i teenager ora, anche quando le ragazze sanno
che fa male &#8230;</p>



<p>&#8220;Le ragazze che si presentavano con casi di incontinenza
erano spesso sotto l’età del consenso e venivano da famiglie stabili e
amorevoli. Il tipo di ragazze che due generazioni fa sarebbero andate a lezione
di equitazione e ballo classico, ancora in attesa del loro primo bacio, non
forzate a fare sesso violento da qualche ragazzino che ha pescato le sue idee
sulla sessualità dal porno&#8221;.</p>



<p>In un momento in cui sempre più donne e ragazze sono
filmate di nascosto – fenomeno noto come &#8220;upskirting&#8221; e
&#8220;downblousing&#8221; – le telecamere nascoste sono un altro genere
pornografico in crescita. L’attrattiva, come mostrano i titoli dei filmati, sta
nel fatto che la donna o la ragazza non sa di essere filmata: &#8220;Fidanzata
non sa di essere filmata&#8221;; &#8220;La mia coinquilina 19enne si spoglia – La
prima volta che la spio&#8221; e così via&nbsp;<em>ad
nauseam</em>.</p>



<p>Filmare persone che si aspettano di godere di una certa
privacy è un reato, ma gli uomini mettono telecamere nascoste nei bagni, negli
spogliatoi e nelle camere in affitto. Veniamo a conoscenza solo dei casi che
arrivano in aula. Questi uomini andranno in tribunale, mentre Pornhub ospita i
loro video e ne trae profitto. Nel frattempo, Amazon Australia&nbsp;<a href="https://www.smh.com.au/national/guide-to-taking-creepshots-available-online-in-australia-20180627-p4zo5s.html" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">è stata
accusata pubblicamente</a>&nbsp;per aver
venduto una guida su come &nbsp;riprendere
&#8220;creepshots&#8221; di donne, appoggiando implicitamente questa pratica.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Consumo
di porno e aggressione sessuale</h4>



<p>C’è una letteratura sempre più numerosa che testimonia il
modo in cui i ragazzi che imparano cos’è il sesso dal porno sviluppino
atteggiamenti sessisti e comportamenti aggressivi, che hanno poi ulteriori
conseguenze per donne e ragazze.&nbsp;</p>



<p>Il consumo di porno è legato a maggiori percentuali di
accettazione dello stupro. Secondo un importante<a href="https://www.tandfonline.com/doi/abs/10.1080/10720162.2012.660431" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer"> studio
sistematico del 2012 sulla letteratura in merito, </a>il consumo di porno
online degli adolescenti sarebbe legato a cambiamenti di atteggiamento quali
l’accettazione della dominanza maschile e della sottomissione femminile come
paradigma sessuale primario che vedrebbe le donne come &#8220;giocattoli
sessuali desiderosi di soddisfare i desideri sessuali maschili&#8221;. Secondo
lo studio, gli adolescenti che si espongono intenzionalmente a materiale
esplicito tenderebbero ad essere sessualmente aggressivi sei volte in più rispetto
a chi non è stato esposto. Allo stesso modo, in una <a href="http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/jcom.12201/epdf" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">meta-analisi</a> del 2015 che esamina il legame tra
consumo di pornografia e la violenza sessuale, gli autori hanno riscontrato che
il consumo di pornografia è associato ad una maggiore probabilità di commettere
atti di violenza sessuale. </p>



<p>Le prove sono tutt’intorno a noi.&nbsp;<a href="https://www.abc.net.au/news/2015-05-08/domestic-violence-campaign-targets-young-people-attitudes-sex/6453718" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">Un giovane australiano
su quattro </a>crede che sia normale che un uomo faccia pressioni
sessuali ad una donna. Nel Regno Unito&nbsp;<a href="http://www.endviolenceagainstwomen.org.uk/news/72/yougov-poll-exposes-high-levels-sexual-harassment-in-schools" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">una ragazza
ogni tre</a>&nbsp;ha subito
molestie sessuali a scuola, mentre il 71% sente usare i termini &#8220;troia&#8221;
o &#8220;puttana&#8221; per descrivere le studentesse ogni settimana.</p>



<p>In Australia c’è stato un notevole incremento di denunce
di abusi sessuali commessi da bambini contro altri bambini che vedono citare il
porno come elemento chiave nel trasformare dei bambini in <a href="http://www.theaustralian.com.au/national-affairs/education/porn-turning-kids-into-predators/news-story/7f665119f267490ab3c2595bd329e9b1?nk=a56477ab3a03f346a51ef88b2d6e0a3c-1468587243" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">&#8220;predatori
sessuali emulatori&#8221;</a>.&nbsp;Al polo opposto della scala demografica, un
gruppo Facebook australiano segreto chiamato &#8220;Blokes Advice&#8221; è pieno
di&nbsp;<a href="http://www.news.com.au/lifestyle/real-life/news-life/i-gangbanged-her-she-cried-i-won/news-story/b98621c02c64a7e0514de80b3e12d45c" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">minacce di violenza e umiliazione dai toni
pornografici</a>. I 200,000 membri del gruppo&nbsp;<a href="http://www.news.com.au/lifestyle/real-life/news-life/i-gangbanged-her-she-cried-i-won/news-story/b98621c02c64a7e0514de80b3e12d45c" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">si scambiano
descrizioni particolareggiate</a>&nbsp;di stupri di
gruppo, revenge porn, suggerimenti su come forzare una ragazza a fare sesso
anale e incitazioni a subissare le donne di materiale pornografico. Gli uomini
hanno giustificato i loro molteplici progetti minacciosi e violenti contro le
donne dicendo che sono solo &#8220;per farsi una risata.&#8221;</p>



<p>Racconta una storia simile&nbsp;<a href="http://apo.org.au/node/134766" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">The Red Zone</a>&nbsp;– un report di 200 pagine sulla cultura
dello stupro e delle molestie nei campus australiani rilasciato quest’anno –&nbsp;<a href="https://www.theguardian.com/australia-news/2018/feb/26/family-of-stuart-kelly-demand-inquiry-as-hazing-culture-revealed" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">che descrive</a>&nbsp;decine di forme di nonnismo e misoginia,
come studenti che si masturbano eiaculando nelle bottiglie di shampoo delle
residenti donne e un <a href="https://www.theguardian.com/australia-news/2018/feb/26/family-of-stuart-kelly-demand-inquiry-as-hazing-culture-revealed" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">rituale di
iniziazione</a>&nbsp;che prevede&#8221;studenti
di sesso maschile che irrompono nelle camere da letto delle ragazze sfondando
la porta, ed ha fatto finire una studentessa in ospedale”.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Non
è liberazione</h4>



<p>Un nuovo documentario intitolato&nbsp;<a href="https://www.netflix.com/au/title/80222248" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer"><em>Liberated: The New
Sexual Revolution</em></a><em>&nbsp;</em>è al momento
accessibile su Netflix. Denuncia la cruda realtà di quanto accade durante lo
Spring Break, quando gli studenti americani si radunano in posti come la Florida
o a Cancun, in Mexico. La percezione del loro senso di prerogativa maschile è
scioccante. È come assistere ad una battuta di caccia di gruppo dove ogni donna
è la preda.</p>



<p>Gli studenti maschi vanno a caccia, predatori alla
ricerca della prossima ragazza da molestare; spingono giù il top di una ragazza
(urlando in coro &#8220;Tette di fuori per i ragazzi!&#8221;), ne fanno ubriacare
un’altra, fanno pressioni per ottenere sesso e in alcuni casi partecipano a
stupri di gruppo in pieno giorno, con un gruppo di uomini inneggianti che
filmano tutto con i loro cellulari. Questi giovani uomini non solo sono sempre
più desensibilizzati verso la sofferenza – la trasformano in video amatoriali di
rituali umilianti da scambiare con gli amici.</p>



<p>Purtroppo le ragazze non si aspettano niente di meglio. C’è
un prezzo da pagare per chi non si sottomette: quando una ragazza dice &#8220;no&#8221;
e se ne va, viene molestata e derisa. (Una urla &#8220;Aiutatemi&#8221; mentre
cerca di sfuggire a una banda di uomini eccitati che la spingono e cercano di
toglierle il bikini). I ragazzi sono colti alla sprovvista da ogni resistenza che
si oppone al tocco non gradito delle loro mani e ai loro peni. La maggior parte
di loro non fa un segreto del fatto di consumare di porno. Ne vanno fieri. E
mettono in atto sui corpi di donne reali quello che hanno imparato sullo
schermo. </p>



<p>Con una sessualità sempre più equivalente a crudeltà e
brutalità, con ragazzi che imparano a identificare la disumanizzazione delle
ragazze e la degradazione dei loro corpi con il piacere, con le ragazze
trattate come accessori masturbatori, non c’è dubbio che vedremo sempre più
casi come quelli testimoniati da Di McLeod, direttrice della Gold Coast Centre
Against Sexual Violence (GCCASV). Mi ha scritto:</p>



<p>&#8220;Negli ultimi anni c’è stato un enorme aumento di
stupri di donne dai 14 agli 80 e più anni commessi dai loro partner. Il massimo
comune denominatore è il consumo di porno da parte dello stupratore. Con gli
stupratori incapaci di distinguere tra fantasia e realtà, convinti che le donne
siano ‘pronte’ a farlo 24/7, legati al mito che &#8216;no vuol dire sì e sì vuol dire
anale&#8217;, noncuranti delle ferite che causano e senza alcuna considerazione per
il consenso della partner. Abbiamo visto un aumento dei casi di privazione
della libertà, abusi fisici, torture, somministrazione forzata di droghe,
realizzazione e diffusione di materiale pornografico senza consenso. &nbsp;</p>



<p>&#8220;Ci sono delle conseguenze pesanti per le donne che
vediamo tutti i giorni &#8230; nell’ultimo anno il GCCASV ha avuto un aumento del
56% di trasferimenti dal pronto soccorso degli ospedali pubblici. Le donne
vengono ferite, subiscono lacerazioni vaginali, anali e di altro tipo durante
dei rapporti sessuali forzati&#8230; È raro per noi avere a che fare con un caso di
stupro che riguardi la sola penetrazione vaginale. Gi atti tipici del porno
come l’anale, il deep throating, l’eiaculazione sul viso accompagnata da
strangolamento, queste cose sono la nuova &#8216;norma&#8217;. Anche se i sessuologi
affermano che lo stupro e l’abuso sessuale sarebbero irrilevanti, hanno
un’importanza centrale per le giovani donne sulle cui vite questi episodi hanno
avuto un impatto negativo&#8221;.</p>



<p>Dire ai ragazzi che è il momento di riflettere sulla loro
sessualità o fare loro lezioni sul &#8220;consenso&#8221; e il &#8220;rispetto&#8221;
semplicemente non può contrastare l’effetto di indottrinamento del porno. Hanno
imparato a trarre piacere dalla violazione. Come ha osservato&nbsp;<a href="https://www.newstatesman.com/glosswitch/2015/07/teaching-sex-education-misses-point-unless-you-teach-boys-not-be-sexist" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">Glosswitch</a>:</p>



<p>&#8220;Possono sedersi su un banco a farsi educare sul
</p>


<p>[consenso]</p>



<p>. Possono essere incoraggiati a pensare in termini astratti alla “donna
come persona”. Ma non è così che la incontrano nei media, o nelle menti degli
altri uomini. Sotto sotto sanno che il loro &#8216;diritto&#8217; di accedere alla
pornografia hardcore e comprare i corpi delle donne è inviolabile. La
narrazione della “donna come persona” è subordinata a quella che gli dice che
il diritto umano supremo è il diritto di un &#8216;vero&#8217; uomo a scopare.&#8221;

</p>



<p>Dobbiamo parlare con i ragazzi di come la pornografia
rappresenti violenza sessuale contro le donne, spiegare loro che consumare
porno non è solo un insulto alle donne e alle ragazze in generale, ma rischia
di manipolare la loro sessualità, distorcendola in qualcosa che andrà ad
intaccare la loro capacità di sperimentare l’intimità e il piacere <em>senza</em>&nbsp;la violenza.</p>



<h4 class="wp-block-heading">Una
cultura che si basa sulla violazione </h4>



<p>Possiamo dire che c’è una preoccupante disconnessione tra
le condanne alla violenza contro le donne che seguono invariabilmente casi come
lo stupro e l’assassinio di Eurydice Dixon e il totale silenzio sul ruolo che
gioca la pornografia come complice e facilitatrice di questa violenza. Non
riconoscere il ruolo della pornografia come uno degli stimoli della violenza
maschile è un via libera per i futuri stupratori ispirati dal porno. </p>



<p>La giornalista della ABC Jill Meagher è stata assassinata
nel 2012 dallo stupratore seriale (e consumatore
di<a href="https://www.heraldsun.com.au/news/law-order/adrian-bayley8217s-evil-fantasy-revealed-on-the-anniversary-of-jill-meagher8217s-death/news-story/bc7e1f4f64f8b2e2b7af7e8e7561080d" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer"> rape porn</a>) Adrian
Bayley. In un&nbsp;<a href="https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=1109973685808805?id=167598186713031" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">commento
Facebook postato il 23 giugno</a>&nbsp;(citato dopo
averne ottenuto il consenso), il marito di Jill, Tom Meagher, ha fatto
riferimento all’inesplicabile riluttanza che c’è nell’identificare il porno
come parte della <a href="http://www.11thprincipleconsent.org/consent-propaganda/rape-culture-pyramid/" data-wpel-link="external" target="_blank" rel="external noopener noreferrer">&#8220;Piramide
della Cultura dello Stupro&#8221;</a>:</p>



<p>&#8221; È frustrante vedere che questo problema viene
ignorato nelle discussioni mainstream sulla violenza maschile contro le donne
&#8230; In generale apprezzo questo tipo di immagini [come la &#8220;Piramide della
Cultura dello Stupro&#8221;] come supporto visivo, ma mi chiedo: è per codardia
morale o deferenza verso chi trae profitto dal capitalismo sessuale che in
queste piramidi non c’è mai nessun riferimento ad un qualsiasi aspetto del
mercato del sesso? Com’è possibile che una persona in buona fede possa
affermare che l’ubiquità del porno violento non abbia nessuna influenza sulla
normalizzazione dell’oggettificazione femminile e della violenza sessuale,
considerati come materiale per battute da spogliatoio o catcalling, e come può
non vedere il collegamento tra tutti questi problemi (con il porno come
rinforzo sessuale profondamente regressivo della misoginia culturale
esemplificata da tutte le altre questioni)? E se lo vedono, lo dicano! Sembra che si possa sfidare
ogni istituzione del patriarcato e della violenza maschile purché non vada ad
inficiare il diritto maschile di accedere al corpo delle donne e di dettare i
termini dei contenuti pornografici tramite l’infinita domanda maschile di
violazioni senza limiti e donne sempre più giovani (o dall’aspetto sempre più
giovane). Se possiamo criticare gli uomini comuni perché non riconoscono la
violenza contro le donne (come è giusto fare), allora sicuramente dovremmo
criticare anche il miliardario che trae profitto da questa enorme industria di
odio contro le donne e i milioni di uomini che contribuiscono ogni giorno alla sua
violenza sempre crescente. Questo è il simbolo di una cultura che rifiuta di affrontare
</p>


<p>[i suoi]</p>



<p> problemi. L’enorme [preponderanza] di violenza contro le donne e il linguaggio
disumanizzante nella pornografia mainstream non spuntano fuori dal nulla, quindi
a chi giova fingere che non abbiano un’ulteriore influenza negativa sugli
uomini che ne fanno uso, sulla vita quotidiana delle donne e sulla cultura più
ampia che la plasma e ne è plasmata? Sono così stufo di sentir dire &#8216;non è il
porno in sé, è la cultura&#8217; – beh, ovvio. La nostra cultura è costruita e si
basa sulla violazione, il porno ne è influenzato, ma a sua volta plasma e rafforza
questa ideologia. È così che funziona questa merda. Queste violazioni prodotte in massa,
consumate in massa, normalizzate e cucite su misura della domanda maschile e a
spese delle donne, devono essere affrontate, non nascoste sotto il tappeto per
paura di inimicarsi i &#8216;bravi&#8217; uomini che si eccitano con queste violenze e
parlano di &#8216;fantasie innocue&#8217; per offuscare e sanificare la realtà di quello
che è abuso filmato. Sono sconcertato da quelle persone intelligenti che
difendono questo colosso del capitalismo sessuale tramite la debole scusa per
cui &#8216;alcune persone scelgono di farlo&#8217; – Voglio dire, questa non è un’analisi
strutturale o culturale, è benaltrismo aneddotico che non affronta il problema
né riconosce la sua esistenza. Perché le persone non possono essere più
coraggiose e discuterne in maniera onesta?&#8221;

</p>



<p>Se ci importa davvero di affrontare le complicità nella
violenza contro le donne e le ragazze, dobbiamo affrontare il ruolo del porno
come, per usare le parole di Meagher, &#8220;rinforzo sessuale profondamente regressivo
della misoginia culturale&#8221;. Se non lo facciamo, temo che tutti i discorsi
sull’affrontare le complicità e sul creare una cultura sicura per le donne
siano mera retorica e ipocrisia priva di significato.</p>
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